INTERVISTE/VII ARCANO

Foto VII ArcanoSono rimasto sgomento di fronte alla vastità di questa intervista, allo straordinario flusso verbale dal quale sono stato investito. Parlare con una persona come Mirko Scarpa (possente ugola dei VII Arcano) rappresenta, sicuramente, una buona occasione di confronto. Una persona, come leggerete, senza alcun pelo sulla lingua, senza timore di esporsi di fronte ad alcune tipologie di "fruitori del metal". Avrei potuto tagliare qualcosa, avrei potuto correggere qui o là. Ma non mi sono permesso (ne mi permetterei), considerata la validità delle sue argomentazioni e la lucidità con la quale sono state espresse. Probabilmente, qualcuno si sentirà offeso, qualcuno dissentirà, qualcun altro ci sommergerà di improperi e amenità varie, dando forza alle convinzioni di Mirko. Proprio come piace a me: politicamente scorretto.

 

Allora, Mirko, un po' di storia…

La band è nata all'alba della scorsa decade con il nome Sepolcrum ed entro il '93 vennero pubblicati due demo tapes caratterizzati da un death/doom potente ed oscuro. Nel '94, cambiato il nome in VII ARCANO, venne registrato un 7'' (Gather My Blood Forever), ben lontano dalle sonorità che caratterizzano il sound attuale e per questo sconsigliabile a chi non ne vuol sapere di cose lente e lamentose. Nel '96 (con un songwriting cominciato già ad essere riveduto e corretto) esce un promo cd di tre tracce, mirato esclusivamente all'attenzione degli addetti ai lavori. Attirato l'occhio della Warlord Records di Milano, nel Novembre del 2000 viene registrato 'Inner Deathscapes', pilastro testimoniante la VERA essenza musicale dei VII ARCANO di oggi, rappresentante l'identità stilistica dei membri che oggi fanno il gruppo. Recentemente Roberto (membro fondatore) ha deciso di lasciare il gruppo, perché poco in linea con le scelte prese nella 'Inner Deathscapes era'. Siamo dunque alla ricerca di un nuovo chitarrista determinato a proseguire con noi la nostra strada e pronto per completare la scaletta dei brani che comporranno il prossimo album.

 

Personalmente, recensendo il vostro debut, vi ho descritto come una versione più swedish dei Necrodeath. Sei d'accordo?

A prescindere dal fatto che ogni paragone con i Necrodeath mi imbarazza, non saprei… sicuramente noi, rispetto a loro, abbiamo subito l'influenza delle band che hanno fatto grande il concetto di death metal scandinavo che, guarda caso, alle volte sembra riconoscere nei Necrodeath una fonte d'ispirazione assieme a mostri sacri come Slayer, Bathory, Kreator etc... che a loro volta hanno ovviamente influenzato sia noi che i Necrodeath… come vedi è un cane che si morde la coda… e in definitiva sarei alquanto lusingato se la gente, vedendo nei Necrodeath la punta massima del thrash metal italiano, accostasse il loro nome a quello dei VII Arcano…

Certo che titoli come "Streams of Paranoia" non lasciano molto spazio all'immaginazione… Di cosa trattano i testi dei VII Arcano?

"Inner Deathscapes" è un occhio aperto su di una panoramica di decadenza interna, la cui visuale è pronta a spostarsi sullo sgretolamento globale dell'essere agli albori di una nuova era (che di fatto è un cambiamento temporale delineato semplicemente ad un livello numerico convenzionale). Siamo continuamente circondati da un'aura di sufficienza, dove il pensiero e l'individuo hanno sempre più i connotati di un miraggio… a disagio è colui che vede ancora nell'uomo un mezzo di conoscenza ed esperienza, il continuo fluire della paranoia (dimensione conseguente all'apparente impossibilità di reagire di fronte al grigiore dell'esistenza) lo porta alla ricerca di un equilibrio sempre più lontano nonché precario…

 

Credi, quindi, che l' "Individual thought patterns" sia ormai utopico? Cioè, la permanenza nel villaggio globale ha minato in misura così considerevole la nostra capacità di giudizio da omologarci? Ed, in tal senso, credi che l'unica oasi del pensiero individuale stia in quei paesi dove i gusti e le opinioni, non condizionate dai media, si sono mantenute libere? D'altronde, alla luce dei recenti avvenimenti, la religione organizzata ha avuto sicuramente un suo peso nel trasformare la stragrande maggioranza degli esseri umani in ovini belanti…

Certo… il desiderio comune di 'civilizzarsi' e 'svilupparsi' ha portato all'inevitabile mercato comune del pensiero, il terrore di vivere nuovamente un'atmosfera di intolleranza globale (con tutte le conseguenze a cui una tale situazione può portare), ci ha guidati verso una patetica forma di buonismo velleitario, dove appena cerchi di emergere da questa forma di mediocrità guidata, sei bollato come razzista o ottuso mentale.

La verità è che l'incertezza dell'uomo moderno, tende a rendere sintomatico ogni segnale di situazione 'anomala', imprevista o non socialmente corretta (per non parlare della paranoia di di massa…), è preferibile appoggiarsi su realtà apparenti piuttosto che tentare di dare una spiegazione che possa intaccare le verità (date per) assolute che hanno 'cresciuto' l'uomo fino a questo fine millennio.

Il mettere in discussione determinate certezze, come il sacro, l'altruismo, la morale, il comportamento del 'bravo cittadino', l'essere socievole e sempre pronto a verbalizzare, scardinerebbe il concetto del politically correct o del socialmente giusto. E' ovvio che la libertà culturale e di costume di certi paesi (la cosa che mi fa rabbrividire è che l'Italia con le sue potenzialità, potrebbe essere tra i primi della lista, mentre invece si ritrova ad essere una delle più rassicuranti culle per l'ipocrisia ed il perbenismo!!) porta l'individuo a porsi differentemente dall'idea di 'globale', anche se ormai, i mass media sono diventati un po' ovunque il motore di questa atrofia mentale.

La religione? L'arma più benvoluta e parassitaria nei confronti dell'essere pensante e desideroso del riscatto umano.

 

Cosa ne pensi del furioso ritorno del thrash? Secondo te sarà il trend dell'anno prossimo?

A dire la verità, il trend a cui fai riferimento è già da un po' sulla cresta dell'onda… bisogna però fare attenzione nel distinguere quei patetici fenomeni da revival alle realtà seriamente dedite a sonorità fino a qualche tempo fa date per spacciate. Stiamo assistendo in molti casi (al di la del ritorno dei grandi del passato, non tutti così onestamente redivivi…) a quello che era il vecchio spirito thrash underground degli albori, spassionato, grezzo, irruente e mirante al sodo, cosa poi persa nel corso del tempo ed arrivata al collasso grazie a gente come Machine Head e feccia varia.

D'altronde in un genere come questo, non è poi così facile abbagliare con inutili orpelli, riconosci subito chi possiede talento e furia da esprimere, chi ancora crede nella musica suonata e non fatta di sola produzione e immagine… lunga vita dunque a band come The Haunted, Nifelheim, Terror 2000, The Crown, Hypnosia etc.

 

Da redattore di una delle più famose testate nazionali nell'ambito metal, nonché come musicista, credi che l'Italia possa, potenzialmente, divenire una sorta di "superpotenza"? Hai qualche consiglio "professionale" da dare al piccolo redattore, me seco medesimo?

E' bene precisare che mi muovo come un semplice collaboratore, curante perlopiù l'ambito estremo di un genere (il metal) che, a mio avviso, nella rivista è trattato in maniera fin troppo estesa. Sono perciò l'ultima persona a poter dare dei consigli a riguardo, ma sicuramente mi piacerebbe volgere una preghiera a tutti quegli incompetenti che giocano a fare gli intenditori musicali (che guarda caso vanno sempre a braccetto con altrettanto mediocri pseudo-musicisti), gettando fumo negli occhi di ragazzini in cerca di notizie: mi chiedo con quale faccia la gente si improvvisa 'giornalista' (e sia ben chiaro, io non mi reputo affatto tale!) o esperto musicale, quando l'evidenza dei fatti è il trattare gli argomenti per sentito dire... ultimamente ho letto (e sentito) cazzate di ogni colore negli ambiti per così dire 'specializzati'… sarebbe produttivo invitare tutte queste braccia rubate all'agricoltura ad occuparsi di altro, considerando che poi è proprio da qui che le parole degli artisti vengono travisate e reinterpretate…

 

Ormai gli Outer Sound Studios sono divenuti uno standard di professionalità. Come è stata la vostra esperienza?

Ci siamo ritrovati a lavorare con degli amici in grado di percepire le nostre esigenze… siamo stati aiutati appunto dal fatto che registrare con Giuseppe (Orlando, Ndr)ha significato portare a termine e mettere in pratica delle idee che non hanno avuto il bisogno di essere esplicate più di tanto… con gli stessi Novembre abbiamo un background che ci accomuna, pur suonando cose diverse. In conclusione gli Outer Sound possono essere un sicuro punto di riferimento per chiunque desideri registrare con qualità del materiale che risulti, a lavoro finito, professionale e completo.

 

Cosa ne pensi dell'ultimo album dei fratelli Orlando?

Gran disco! Ancora una prova di classe e stile… auguro loro tutto il meglio!!!


Rispetto ad altri prodotti, provenienti da questo stesso studio, ho notato che il vostro suono è più "vivo", più "reale", più "grezzo". Ho avuto come l'impressione che steste suonando in camera mia… Precisa scelta o casualità?

Nostra intenzione è creare un muro sonoro che esalti le nostre sonorità, l'ascoltatore deve essere investito dalla furia dei nostri pezzi, per valorizzare dunque al massimo questo 'intento omicida', era necessario dare tridimensionalità al sound generale, con chitarre esplosive, voce in primo piano e base ritmica in continua pulsazione. L'effetto live che ti ha, per così dire catturato, verrà in futuro maggiormente esaltato, non abbiamo avuto modo di dilungarci più di tanto considerando tempo e budget a disposizione, ma questa è sicuramente una componente fondamentale per il suono che ci caratterizza, detestiamo la gente che registra i dischi cercando il più possibile di coprire le proprie deficienze musicali, con chitarre fini come fogli di carta, magari coperte da tastiere in grado di 'abbagliare' l'ascoltatore.

Anche il nostro modo di registrare è una risposta alla mediocrità di certe proposte in voga al giorno d'oggi…

 

In questo contesto, sarai sicuramente favorevole alle registrazioni "non ritoccate" che hanno caratterizzato le uscite live dei Death… (a proposito, ragazzi, so che non dovremmo fare pubblicità, ma fate e fatevi un favore: acquistate i dischi dei Death, Nda)

E' sicuramente un fatto lodevole, considerando che ormai i dischi dal vivo non esistono praticamente più!!!

 

Non puoi esimerti dal rispondere a quella che è, ormai, una domanda classica nel repertorio di Metallo Italiano, cioè: credi che la Rete soppianterà l'attuale sistema di commercializzazione della musica?

A mio avviso stiamo già assistendo ad un palese affievolimento per quello che è sempre stata la passione nei confronti della musica, quella passione che ti fa tremare quando sai che sta per uscire un disco che attendi da mesi, che ti fa palpitare quando finalmente lo hai in mano e puoi gustartelo ed assaporarlo nei minimi particolari… i motivi sono molteplici e spesso consequenziali: per molti potersi permettere un cd è un vero e proprio lusso, i prezzi sono imbarazzanti e tirare fuori 35/40 mila lire può farti perdere l'entusiasmo di maneggiare una novità. Altro motivo è da individuare nella sovrabbondanza dei prodotti sul mercato, sempre più etichette che producono sempre più dischi e spesso il valore dei contenuti è decisamente basso.

Alla luce dei fatti quindi è normale che la gente preferisce scaricarsi brani musicali via rete, ma voglio seriamente augurarmi di non ritrovarmi tra dieci anni ad essere costretto ad accendere il computer per potermi sentire un disco!! C'è chi va avanti unicamente scaricando e masterizzando cd, ma a me l'idea di avere una collezione di cd masterizzati fa intristire e trovo vergognoso che la gente non sia più interessata a tutto quello che c'è intorno alla produzione di un disco.

Anche il fenomeno Napster e derivati di se per se non ha nulla di malvagio, ma permetti che io come artista abbia desiderio e diritto di essere in parte tutelato? Va bene che la mia musica possa essere facilmente raggiungibile, ma il fatto che chiunque può scaricarsi un intero disco può anche farmi girare le palle…. basterebbe mettere un limite non so, di durata o di tot brani, ma sono decisamente contrario alla sterilizzazione dell'arte e a certe trovate che vanno perlopiù a discapito dell'artista!!!

 

In tal senso, secondo te, quanto influirebbe la diminuzione dei prezzi del cd, considerato che i distributori guadagnano parecchio?

Non sono sicuro di aver capito esattamente la domanda… se comunque ti riferisci ai costi di produzione, i distributori continuerebbero a guadagnarci profumatamente, considerando che il costo effettivo per produrre un cd, è assolutamente irrisorio rispetto al prezzo di vendita (che è sbalorditivo per un consumatore come per un privato)…


Probabilmente l'avrai notato anche tu, ma lo chiedo lo stesso. Hai notato come il cosiddetto "spirito di fratellanza metallica" ormai non appartiene più ai cosiddetti "defenders", che ormai se la tirano, ma a coloro i quali suonano generi più estremi

Ad essere sincero, questa sorta di 'fratellanza' comincia a farmi sorridere, ho l'impressione che sia un atteggiamento puerile per trovare scuse di 'auto-emarginazione'; certe situazioni si creano da sole, a me invece risulta che si tenda ad ostentare dei comportamenti che lasciano ormai il tempo che trovano.

La musica unisce, non c'è dubbio ed il metal sembra aver sempre unito persone lontane dalle routine e dallo squallore quotidiano… non vorrei però che si capovolgesse la situazione, considerando che come dici tu, i cosiddetti 'defenders' sembrano molto più attenti a quante spade compaiono in una foto dei Rhapsody o se gli Stratovarius hanno cambiato capigliatura, piuttosto che all'effettivo valore della musica. Mi sembra patetico essere schiavi di clichè fini a se stessi e non risultare poi tanto diversi dalla tanto alienata 'normalità'.

Anch'io noto che invece, chi si muove in un ambito più estremo (come ascoltatore e come attivista), tende a badare più ai fatti che a tante chiacchere… concedimi inoltre di dire che non vedo il motivo per cui se un passante indossa una maglietta dei Manowar (che, attenzione, sono uno dei miei gruppi preferiti!), devo per forza sentirmi suo fratello; riesco a malapena a delineare chi è veramente un amico, figuriamoci se bastano due borchie o dei capelli più consistenti della materia cerebrale a ritenermi fratello di uno sconosciuto!!!


Facevo riferimento, comunque, alla comunanza di alcuni "valori", pacchiani quanto vuoi, ma pur sempre valori. Volevo dire che, forse, da parte dei defenders c'è un atteggiamento di elitarismo che li porta ad un certo ostruzionismo nei confronti di chi non la pensa come loro. Figurati, credo anch'io che non si potrà uscire dallo status "elitario" del metal continuando ad ostentare atteggiamenti di occlusione mentale…

Un certo tipo di musica, dovrebbe essere elitaria di se per se, è poi l'ostentare certi atteggiamenti che rende il tutto decisamente pacchiano… Molti di quelli che oggi tanto si proclamano 'defenders', cinque anni fa probabilmente non avevano neanche i peli sotto le ascelle; ormai si è superata la soglia del ridicolo, è molto facile fare il 'metallaro' e chiunque può svegliarsi la mattina e andarsi a comprare un disco dei Cradle Of Shit e compagnia bella!!
Il metal purtroppo sta assumendo dei connotati innocui perché si è perso il gusto di osare (considerando che per me osare non significa mettere due troie in copertina coperte di amarena Fabbri…). Quando ascoltai per la prima volta i dischi di Slayer, Death, VoiVod e Morbid Angel, me la sono fatta sotto!! Provai uno sgomento incredibile nel constatare come potevo essere attratto da tale violenza e perversione sonora! Questo oggi non succede perché la gente non è più in grado di SENTIRE la musica, tutto è fatto di immagini, paroloni, mega produzioni e paraculate varie!! Il concetto di estremo è andato diluendosi perché è diventato 'in' indossare una maglietta con dei teschi e delle croci… alla luce delle odierne uscite discografiche, ho creduto di aver perso anche io una certa sensibilità nel percepire una determinata 'positività deviata' in questa musica, poi quando ho sentito il nuovo disco degli Slayer ho riprovato delle sensazioni che credevo ormai appartenenti alla nostalgia del passato!! Dopo tanto tempo sono stato nuovamente investito da quel piacevole senso di fastidio che può essere generato soltanto dalla musica veramente estrema (e suonata!!)!!!

Questo quindi significa che il valore medio del metal odierno è schifosamente basso! Bisogna tornare a suonare musica che sia VERAMENTE elitaria, che non siano le parole a garantirlo, ma le note e i contenuti!!! Affanculo tutto questo ridicolo happy metal spacciato per power!! Possano marcire in eterno coloro che giocano a fare black metal con i santini nel portafoglio!! Nei compattatori per l'immondizia tutta la merda rap americana chiamata new (ah no scusate, si scrive nu) metal suonata da adolescenti cresciuti davanti a Beverly Hills, MTV e tette finte…
MUSIC IS DEAD, LONG LIVE THE METAL OF DEATH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Scherzando cinicamente con alcuni amici, abbiamo notato che, forse, il death fa male alla salute, considerata l'epidemia di mali gravi presso i principali esponenti di questo movimento…Al di là delle battute di cattivo gusto, emotivamente, quanto ti senti coinvolto dalla malattia di persone come Billy, Murphy e Schuldiner

Cristo!! Spero nessuno si sia mai ritrovato ad indicarti come catalizzatore di sfiga, altrimenti mi si prospetta un futuro tutt'altro che roseo!!!!… Al di la degli scherzi e tornando con una certa delicatezza sull'argomento, credo sia assurdo vedere come tre meravigliosi musicisti, tra l'atro anche legati nella propria vita artistica, si siano ritrovati a combattere tra la vita e la morte… cosa devo dirti, nel mondo della musica esiste talmente tanta gente a cui viene dato inutilmente il dono di respirare, che mi auguro vivamente che questa situazione possa presto cambiare protagonisti! E' un po' che maneggio con una certa amarezza i dischi di Death e Testament, considerando che, al di là di quanto possa essere legato a gente in grado di trasmettermi emozioni uniche, il cancro è uno spettro che ai nostri giorni sembra essere davvero dietro l'angolo…

 

So che non è la sede più adatta, ma vorrei chiederti un commento su questa "guerra" che imperversa laggiù in Afghanistan…

Vorrei evitare di dilungarmi più di tanto sull'argomento, dico soltanto che già siamo vittime di speculazione e disinformazione. Tutti sembrano aver trovato il colpevole e l'eroe di turno. In queste situazioni sarebbe bene interrogarsi sul perché si arriva a determinate conclusioni e azioni atroci. Altri commenti li lascio ai demagoghi che imperversano in tv e a tutti quei porci che con la religione fottono ogni giorno la nostra individualità.

 

Ok, Mirko, è tutto. Convinci i nostri interlocutori ad acquistare"Inner Deathscapes"

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ACQUISTATE 'INNER DEATHSCAPES'!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Michele Apprendi