INTERVISTE/VOID OF SILENCE

Foto Void of SilenceSe c'è un gruppo che sta facendo grande la scena doom italiana, dopo la prematura dipartita dei Ras Algethi, sono proprio i Void Of Silence. Arrivati alla loro terza release discografica (la seconda con la Code666 che li ha accolti dopo la separazione con la Nocturnal Music), dopo aver sfornato due album fantastici, finalmente sembra giungere da ogni parte la definitiva e meritata consacrazione. A poco più di un mese dall'uscita del capolavoro "Human Antithesis" abbiamo avuto il piacere di un breve scambio di battute con Riccardo Conforti, batterista e mente dei Void Of Silence. Riccardo ci parlerà del suo rapporto con le tematiche trattate nel disco, di Alan A. Nemtheanga, nuovo singer del gruppo proveniente dagli irlandesi Primordial e di molto altro ancora.

I passati dischi erano espressione di un incubo vero e proprio creato attorno ad atmosfere oscure e maligne. Quanto di questo c'è nel nuovo album? Narra di fatti inerenti la seconda guerra mondiale, ma di preciso intorno a quali tematiche si sviluppa?
Intorno alla disperazione che hanno vissuto le persone che si sono trovate, loro malgrado, all'interno di un contesto apocalittico come quello di una guerra che ha colpito tutti, nel cuore e nell'anima. E' un album questo incentrato sul dolore, nessuna rabbia o odio, ma abbiamo voluto immaginare ciò che i nostri nonni hanno provato in quegli anni. Abbiamo studiato testimonianze e documenti, abbiamo fatto tesoro dei racconti dei nostri nonni, delle persone anziane che sono un tesoro da non sottovalutare. In tutti loro c'è un forte disagio, la paura che tutto possa nuovamente avvenire.

Riascoltandolo a distanza di anni cosa cambieresti in "Criteria ov 666" ?
La produzione penalizzò parecchio il suono delle chitarre, anche se era un tipo di atmosfera fredda che volevamo raggiungere; purtroppo molto del lavoro di Ivan è poco chiaro e moltissime sfumature sono andate perse. Ma è un disco che amo e che possiede, malgrado la produzione, sensazioni meravigliose.

Questo album ha avuto un songwriting molto lungo rispetto ai precedenti, dal novembre del 2002 fino al gennaio 2004. Siete soddisfatti del risultato finale?
Abbiamo composto per 2 anni e 5 mesi in studio, un lavoro che ci ha risucchiato l'anima, anche perchè dovevamo quotidianamente scontrarci con tematiche agghiaccianti. Alla fine comunque possiamo ritenerci davvero soddisfatti in quanto per la prima volta abbiamo goduto di un'ottima produzione, senza però tralasciare la freddezza che ha da sempre contraddistinto i nostri lavori.
Il suono è più duro, maggiormente granitico, e tutti gli strumenti risultano perfettamente amalgamati tra loro. Vivo moltissime emozioni al suo ascolto e non nego che da mesi gira in continuazione nel mio stereo.

L'ispirazione per la stesura dei brani da dove proviene di solito?
Dalla passione per la storia. Non ho mai preso posizione politica di nessun genere e sono forse la persona più lontana dal supportare ogni tipo di violenza, ma la seconda guerra mondiale contiene alcuni dei più grandi errori che il genere umano abbia mai commesso. E da anni non faccio altro che documentarmi. Fortuna ha voluto che incontrassi Ivan, il quale anch'egli ha una sua inclinazione verso questi temi.

In questo progetto hai trovato la tua dimensione di musicista e di compositore o ci sono ancora dei lati della tua creatività che credi si possano esprimere in lavori di diverso genere?
No, non credo esista una sola dimensione musicale verso cui un artista possa trovare una valvola di sfogo. Tralasciando altre forme d'arte inesplorabili in quanto poco dotato dalla natura (pittura e disegno), le espressioni musicali che adoro, oltre a Void of Silence e al suo particolare modo di suonare, sono il dark ambient e il rock psichedelico, che mi piacerebbe esplorare un giorno più di quanto abbia fin'ora fatto.

Il nuovo cantante Alan A. Nemtheanga, che ha sostituto Fabban, è senza dubbio un personaggio dalla personalità molto forte: un vero frontmen. Come è stato e come è tutt'ora il rapporto con lui?
Alan è un amico, seppur lontanissimo come cultura da noi. Abbiamo un rapporto di forte amicizia e di rispetto reciproco. Egli si è dimostrato un professionista assoluto, concentrato fino alla fine per raggiungere i risultati che si era prefisso. Alla fine delle registrazioni però, è spuntato fuori l'Alan allegro, quello scherzoso, anche un pò folle per dirla tutta. Abbiamo passato momenti davvero divertenti insieme. Un consiglio però: non chiedetegli di mangiare insieme, vi rovinerebbe l'appetito massacrando dei piatti storici italiani con l'aggiunta di osceni quanto improbabili ingredienti, ah ah ah!!!!

Parlaci del tuo rapporto con i Fiori del Male; quale è stato il motivo che ha portato alla scelta della lirica "CXVIII" e che cosa lega la tua e la vostra musica alla poesia di Baudelaire?
"CXVIII" è recitata da Atratus dei Tronus Abyss e si tratta della poesia 118 dei Fiori del male: Il rinnegamento di S. Pietro. S. Pietro chiede al Cristo tra le altre cose, del perchè della guerra e del perchè "nonostante il sangue che questa voluttà costa, i cieli non ne sono ancora sazi".
Credo si accosti perfettamente al discorso di antitesi umana, un'idiozia di cui solo noi riusciamo a esserne fieri. Guerre e guerre in nome del denaro, sangue dolore e morte solo per l'avidità di cui siamo principi.

In quale delle tue creazioni ti riconosci maggiormente sia a livello di disco che di singola
canzone?

Non credo abbia mai scritto una canzone se non la sentissi mia, anche quelle partite da spunti di Ivan. Se un brano non rispecchia quello che vogliamo descrivere, non lo portiamo a termine. Ci sono band che scrivono 40 canzoni e ne mettono 8 in un disco. Noi ne scriviamo 6 e tutte finiscono nell'album semplicemente perchè lo capiamo subito se una partitura è adatta a noi o no.

Cosa ti piacerebbe che venisse detto del vostro lavoro? Di questo disco ma non solo…
Semplicemente che è piaciuto. Non mi interessano i dati delle vendite, certo non ci vivo con i VoS, ma è bello sapere che sia piaciuto, come è bello ricevere un'e-mail da una persona che ti scrive dicendoti che hai regalato lui/lei delle emozioni.

Ed ora a te la parola e un saluto ai lettori di Metallo Italiano...
Ciao a tutti e un ringraziamento di cuore.

Intervista di Eugenio Sacco