INTERVISTE/WHITE SKULL

Foto White SkullDa poco usciti con il loro nuovo album, i veterani White Skull sono pronti per una nuova battaglia. Le novità in casa del Teschio Bianco non mancano e noi di Metallo Italiano siamo andati ad incontrare capitan Tony Fontò che, affiancato dalla vocalist Elisa, ci ha riservato la sua solita calorosa accoglienza.

Ciao ragazzi! Bentornati sulle pagine di Metallo Italiano! I White Skull tornano con un nuovo lavoro e con numerose novità: il ritorno alla voce femminile (peraltro ormai già rodata da tempo in sede live), un nuovo bassista e, per la prima volta, un tastierista fisso in line up. Ce ne volete parlare più specificatamente?

[Tony]: Ciao Sergio, il piacere è mio. Certo, veniamo subito al dunque…Dopo l’abbandono da parte di Gus iniziammo a valutare l’ipotesi di ritornare alla voce femminile, peculiarità e trademark della band, spinti alla valutazione da numerose richieste dei nostri fans. Decidemmo così di provare cantanti di ambo i sessi. Alla fine la scelta è ricaduta su una voce femminile, quella di Elisa. Steve ha abbandonato la band durante gli ultimi show del ”The Ancient On The Road Tour” (in supporto a “The Ring Of The Ancient”); la motivazione era dettata dal fatto che Steve aveva la necessità di seguire la sua band, i Bad Bones negli USA. Senza neanche provini ho chiamato l’amico Jo Raddi che non ha esitato un istante per prenderne il suo posto. Le tastiere avevano fatto ricomparsa durante il tour, poi era nostra intenzione arricchire il sound del futuro disco con degli inserti di tastiera ed avevamo già pensato ad Alessio per questo ruolo. Poi sai com’è da cosa nasce cosa e gli abbiamo offerto il posto fisso.

Tony, parlaci del processo di realizzazione di “Forever Fight”. Tutte queste novità hanno cambiato il vostro modo di comporre? Come è nato, come si sono svolte le registrazioni e come è stato il lavoro di produzione, di cui ti sei occupato in prima persona?
[Tony]: Il modo di comporre non è cambiato, si abbiamo viaggiato un po’ di più, essendo un po’ di qua e un po’ di là, è normale… C’è stato, a differenza degli altri anni, un gran lavoro di pre- produzione. In effetti è come se avessimo registrato il disco due volte. Con la prima volta abbiamo curato tutte le stesure, comprese le voci e tutti gli arrangiamenti. Fatte le opportune modifiche e rese definitive le stesure, siamo passati alla registrazione vera e propria, dove abbiamo curato in maniera maniacale anche i suoni. Si mi sono occupato io in prima persona della produzione, i ragazzi hanno avuto fiducia in me e sono stati soddisfatti del lavoro.

I Remasters Studio sono ormai diventati la vostra seconda casa. Credo che di aneddoti divertenti ce ne siano parecchi…
[Elisa]: Ah io ci tengo a raccontare l’episodio del fantasma di Boudicca! Stavamo registrando “A Mother’s Revenge”, era tardo pomeriggio e fuori un gran temporale… In un momento di pausa in cui io, Tony e Alessio eravamo davanti al pc per la fase di editing, nella penombra dello studio io e Tony ci blocchiamo e “percepiamo” qualcosa. Senza spiegazioni dico a Tony: “Hai visto un fantasma..” e lui li impietrito mi risponde: “Sì!”. Avevamo avuto entrambi e nello stesso istante quella chiarissima sensazione, in direzione della porta di ingresso dello studio! Ovviamente dopo aver rabbrividito un attimo, ci abbiamo riso su dicendo che fosse il fantasma della nostra Boudicca… Forse veniva a controllare che stessimo facendo un buon lavoro con la sua storia!

“Forever Fight” non è un concept vero e proprio, ma alcune canzoni sono legate da un filo conduttore. Ci volete fare una breve presentazione dell’album riguardo a testi e tematiche?
[Elisa]: Esatto, non è un concept, ma tutti i testi sono ambientati in un medesimo sfondo storico, neanche tanto breve tra l’altro. Si tratta dei primi secoli d.C., quando l’Impero Romano, ormai indebolito, viene ripetutamente e da più parti attaccato dai popoli stranieri detti appunto Barbari. A volte per conquista, a volte per difendere e riprendersi i propri territori usurpati dai Romani, i Barbari combattono, selvaggiamente o fieramente, ed ispirano i brani di “Forever Fight”. Alcuni pezzi poi sono a loro volta collegati, per esempio “Escape” con “Feel My Rage”, “Boudicca’s Speach” con “A Mother’s Revenge”, “Etzel” con “Attle And Bleeda” e “Visions” ed i personaggi sono talvolta storici e talvolta frutto della mia fantasia.

Oltre al titolo scelto per l’album, anche la copertina è semplice e diretta. Potete darci qualche informazione in più?
[Elisa]: La copertina rappresenta un simbolo non solo dell’heavy metal (le asce sono un classico del genere, noi amiamo il metal, quindi perchè non evidenziarlo in copertina?), ma anche e soprattutto delle battaglie dei tempi passati. Se immaginiamo un “barbaro”, di sicuro gli accostiamo un’ascia bipenne, così il cerchio si chiude!

Elisa, come è stato il tuo approccio, per la prima volta alle prese con canzoni nuove e quindi diciamo sentite più “tue”?
[Elisa]: E’ stato tutto un altro lavorare e tutta un’altra soddisfazione, com’è naturale. Ogni cantante si ritrova a suo agio nei propri pezzi mentre deve “farsi andar bene” in quelli composti da altri, è un fatto ovvio e comprensibile. Coi ragazzi poi mi sono trovata benissimo e in piena serenità anche in questa fase, mentre già ben sapevo che in sede live la sintonia era ottima.

“Beer, Cheers” posta alla fine del cd, come bonus track, risulta davvero una grande canzone ed una mossa azzeccata. Sicuramente spiazzante per l’ascoltatore, ma che incorpora quel pizzico di goliardia che non guasta mai. Non siete nuovi a questa voglia di far festa, come già anticipato nel vostro precedente album: “After The Battle (Bottle)”!...Da dove è nata l’idea per “Beer, Cheers”?
[Elisa]: E’ nata da Alessio che ci ha proposto il brano e ha trovato tutti entusiasti! A essere sincera io mi ero ben identificata nel tono battagliero dell’album e onestamente, mi dispiaceva posare l’ascia di guerra, ah ah! Ma alla fine è davvero un festa per tutti ed abbiamo visto che anche ai concerti il pubblico si diverte. Mentre io canto, i miei compagni ballano e fanno i matti alle mie spalle…allora è davvero il momento anche per me per parcheggiare le asce ed arrendermi!.

Visto che l’abbiamo nominata prima, un’altra scelta vincente è stata la splendida ballad “Boudicca’s Speech”, davvero ben interpretata da te Elisa e in grado di emanare brividi a palate...
[Elisa]: Ti ringrazio per esserti soffermato su questo brano. Anche io sono pervasa da brividi ogni volta che la eseguiamo, al pensiero della drammatica storia di Boudicca. Storia reale, questa volta!

La nuova line up è distribuita geograficamente su distanze più lontane. Come riuscite a gestire il lavoro della band ed “accorciare” l’asse Veneto-Piemonte-Toscana?
[Elisa]: A dire il vero l’asse con la Toscana quasi non c’è, perchè Alessio vive a Torino con me, eh eh! Resta sempre la distanza Torino-Vicenza che in effetti riduce parecchio il numero delle nostre prove, che sono quindi di meno ma più concentrate, spesso in due giorni consecutivi.

Avete intenzione di realizzare un videoclip di supporto all’album? Eventualmente, qual è la canzone prescelta?
[Elisa]: L’abbiamo già realizzato e la scelta è caduta su “Heavy Metal Axes”. Un video semplice e d’impatto che mostra la band in azione senza tanti fronzoli e lascia intravedere la nostra passione e il nostro entusiasmo.

Giunti a questo punto della vostra carriera musicale, credo che tutti i vostri fans aspettino con ansia un live album ed un dvd ufficiale? Sono maturi i tempi in tale senso?
[Elisa]: Ne stiamo parlando in effetti…Non voglio darlo ancora per certo, ma per probabile!

A proposito di fans, il vostro fans club “Legions Of Skulls” è uno di quelli determinati. Quanto è importante per una band come la vostra, poter contare sul supporto costante di una folta schiera di affezionati?
[Elisa]: E’ importante e gratificante, naturalmente! E con piacere abbiamo notato che il nuovo album ha portato all’arruolamento di tanti nuovi “legionari”, in sede live e non solo, anche tramite Myspace ed il sito. Siamo molto contenti e speriamo che il tutto cresca sempre, al solo scopo di divertirci tutti insieme ai concerti!

Tony, con una vita passata on the road, i White Skull hanno potuto suonare a fianco di numerosi artisti internazionali. Con chi ti sei trovato meglio a livello umano e quali esperienze ricordi con piacere?
[Tony]: Ho suonato veramente bene con tutti, farei prima a dire con chi non mi son trovato bene... ah ah ah! Ma non lo faccio anche perché per fortuna non sono dei professionisti. Una tra le band con le quali ci siamo trovati meglio sono stati i Grave Digger, tanti giorni in tour assieme ci hanno legato anche nell’amicizia, oltre che nella collaborazione.

Una domanda per alcuni banale, ma che a me piace fare, specialmente ad irriducibili del metallo come te. Cos’è per te l’heavy metal?
[Tony]: Una RELIGIONE!!!

Il tuo pensiero sui due diversi modi di supportare la scena: da un lato le classiche riviste ufficiali (ormai diventate eroiche, di questi tempi!) con il loro fascino e dall’altro l’informazione a portata di un semplice click, delle webzines.
[Tony]: Tutti e due molto validi. E come disse un grande giornalista di una rivista, al cesso non ci puoi andare con il portatile, con la rivista sì…

Ah ah! Grande Tony!...Il disco che ti ha cambiato la vita.
[Tony]: ACDC “Back in Black”.

Dopo anni di interviste, c’è qualcosa che non è ancora stato detto sui White Skull?
[Tony]: Si, che numero di scarpe porto. Ah ah ah!

Quali sono i vostri programmi immediati e futuri?
[Elisa]: Prima di tutto supportare “Forever Fight” con vari concerti in Italia e probabilmente in Europa (in fase di programmazione). Far conoscere la nuova line up ed i “nuovi ma sempre vecchi” Teschi, eh eh! Dopodichè inizieremo a pensare al prossimo album…

Vai Tony, a te la chiusura dell’intervista.
[Tony]: Un caloroso saluto a tutti i lettori, vi invito a comprare “Forever Fight” e a seguire almeno un live show della band, io credo rimarrete colpiti e contenti! See Ya on the road!

Grazie ragazzi per la vostra disponibilità e simpatia. Accogliamo tutti volentieri l’invito. Lucidiamo l’ascia... la legione dei teschi ci aspetta!

Intervista di Sergio Nardelli