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Dopo
aver scritto album bellissimi con gli Shadows Of Steel ed aver collaborato
a molti progetti di riguardo, il cantante ligure Wild Steel tenta
la carta della carriera solista, facendo uscire un’opera molto interessante
e corposa. Del suo debutto, della sua passione per i Crimson Glory
e dei suoi piani futuri si parla ampiamente in questa bellissima chiacchierata...
Ciao Wild, intanto complimenti vivissimi
per questo tuo primo disco da solista, davvero un ottimo lavoro!
Ciao a te e a tutti i lettori di MetalloItaliano, è da un po’ che
non mi faccio vivo e sono molto felice di essere tornato sulle scene
con questo mio lavoro, grazie per l’apprezzamento.
Una domanda al volo sul release party
dell' 11 Marzo, come ti aspetti che reagiranno i tuoi fan di lunga
data?
Beh, trattandosi di Genova mi aspetto una buona risposta, ho un discreto
seguito in questa città visto che si trova a pochi Km da dove abito
e dove negli ultimi tempi mi sono spesso esibito con la mia Iron Maiden
Tribute band (gli Icarus’ Dream). In ogni caso confido nell’intervento
anche di pubblico extra-Ligure come è avvenuto per il TKB Rock Festival
dove abbiamo suonato di supporto ai Labyrinth nel 2005 o per l’Underground
Fest nel Maggio 2006! In queste due ultime occasioni abbiamo proposto
un inedito tributo ai Crimson Glory!
Parliamo degli esordi e dei Prometeo
(poi Shadows Of Steel), quanto sei legato a quel progetto e come mai,
in seguito, hai abbandonato la band?
Se parliamo degli Shadows of Steel, non c’è mai stato un vero e proprio
abbandono ma per ragioni personali siamo stati costretti a prenderci
una lunga pausa che verrà interrotta nel corso di quest’anno con un
nuovo album, sono molto legato a questo progetto in quanto si è trattato
del mio esordio discografico e contiene riflessioni molto personali,
questo percorso è stato ripreso ora con il mio album solista, una
naturale evoluzione. I Prometeo sono stati la mia seconda band da
cui sono nati appunto gli Shadows of Steel, ci sono stati numerosi
cambi di formazione ma nel corso del 2006, dopo 10 anni, ho incontrato
nuovamente i membri originali ed abbiamo lavorato alle nostre vecchie
canzoni, siamo in procinto di pubblicare un album celebrativo che
porterà appunto il nome Prometeo e si collocherà in ordine ti tempo
agli inizi della mia carriera, il contenuto è original Shadows of
Steel style ma non mancheranno le sorprese!
Con loro hai inciso album come “Twilight”
che, tuttora, rimangono tra i top seller dell’etichetta Underground
Symphony. Presenterai, dal vivo, alcuni brani tratti dal repertorio
degli Shadows Of Steel?
Certamente, la seconda parte della serata sarà interamente dedicata
al repertorio degli Shadows, in particolare verranno proposti ben
7 brani tratti dal primo lavoro. In generale la scaletta ripercorre
a ritroso tutte le mie tappe discografiche dal 2006 fino all’ormai
lontano 1997. Si partirà quindi con diversi estratti da “Wild Steel”
per passare da “Athlantis”, “Second Floor”, “Twilight” ed appunto
“Shadows of Steel”.
In seguito hai collaborato ai progetti
Athlantis e Soulblaze, come sono nati e che ricordi ti porti dietro
di quelle esperienze?
Il progetto Athlantis è nato subito dopo la pubblicazione di “Twilight”
da un’idea del bassista Steve Vawamas ma ci sono voluti diversi anni
per portarlo a termine, in particolare ha avuto un ruolo fondamentale
l’incontro con il chitarrista Pier Gonella che in quel periodo stava
valutando collaborazioni per l’album “Tears in Floors” con i suoi
Odyssea. Ho un bel ricordo di tutto quello che riguarda la lavorazione
di quel disco, dalla stesura dei brani alla registrazione avvenuta
ai New Sin Studios di Loria. Per quanto riguarda Soulblaze si tratta
di una collaborazione con il chitarrista ligure Cesare Rizzo che mi
contattò nel 2003 per realizzare un album di metal classico di vecchio
stampo, l’idea mi interessò molto e decisi di produrre l’album facendomi
carico anche della stesura delle melodie e dei testi, purtroppo in
futuro non penso mi occuperò dei successivi album di questa band che
ha un grosso potenziale ma si distacca un po’ da quello voglio proporre
ora.
Collaborazioni che ti hanno permesso
di conoscere un sacco di musicisti, tra i quali Pier Gonella e Frank
Andiver che di fatto suonano su tutto il tuo disco solista...
Esatto, dopo la registrazione di Athlantis sono rimasto in contatto
con Pier che dopo il suo ingresso nei Labyrinth si è comunque reso
disponibile per successive collaborazioni, è superfluo dire che si
tratta di una persona estremamente competente oltre che disponibile.
Passando a Frank posso dirti che quando l’ho conosciuto ho subito
avuto il desiderio di poterlo avere come batterista nel progetto Shadows
of Steel, è un personaggio che ha fatto molto per il metal italiano
ma che ad un momento cruciale della sua carriera è stato messo in
un angolo anche un po’ per colpa sua, ma non solo… Anche se abbiamo
idee musicali un po’ differenti è sempre stato pronto ad aiutarmi,
gli devo molto. In ogni caso la scelta dei musicisti che avrebbero
suonato sul mio album è stata pressoché naturale viste le precedenti
esperienze positive che ci avevano già coinvolto.
A proposito, vorresti presentarci
i due dischi che compongono questo “Wild Steel”? Tanto per cominciare
la confezione in doppio digipack rende davvero bene l’idea di quanto
impegno e passione siano stati investiti per questo lavoro…
Beh, grazie per il riconoscimento, nei confronti del nostro lavoro
e di quello dell’Underground Symphony che da anni si impegna nell’offrire
prodotti di qualità, quello che oggi abbiamo tra le mani è semplicemente
il risultato di un’esperienza maturata nel tempo, lavorando per ottenere
sempre il massimo giorno dopo giorno, alla fine la costanza e la dedizione
vengono premiate ed il miglior premio è proprio l’apprezzamento del
pubblico. Il primo cd contiene il mio vero e proprio lavoro solista,
mentre il secondo è un mini cd che contiene 4 canzoni dei Crimson
Glory! E’ un’anticipazione del tributo che vedrà la luce quest’anno,
da sempre ho dichiarato la grande ammirazione nutrita nei confronti
di questa band, in particolare per il cantante Midnight. Mi è sembrato
giusto arrivato a questo punto del mio percorso artistico ringraziarli
con questo omaggio.
Il risultato, come dicevo ad inizio
intervista, è davvero entusiasmante. Se il tributo ai Crimson Glory
è probabilmente qualcosa di molto personale, l’altro disco si compone
di otto piccoli capolavori di power metal moderno e raffinato. Quanto
tempo hai impiegato per dar vita a questo lavoro?
I brani che puoi ascoltare rappresentano la sintesi di quanto proposto
in passato, ho cercato di eliminare il superfluo, arrangiamenti inutili
e soluzioni banali che contribuiscono a screditare questo filone,
il Power, un genere che ha molto da offrire a chi lo ascolta, una
musica che deve esprimere libertà, fierezza, sentimento e forza, non
è semplice conciliare questi elementi in modo originale senza cadere
nelle solite tarantelle senza senso, già sentite fino alla noia… brani
hanno richiesto una lavorazione molto curata, specialmente in fase
di arrangiamento ma il tutto ha comunque richiesto un tempo relativamente
breve se paragonato al risultato ed agli altri lavori da me precedentemente
pubblicati.
Una piccola parentesi sui Crimson
Glory, come hai reagito all’arresto (e quindi all’esclusione dalla
band) di Midnight per guida in stato di ebbrezza?
Purtroppo sono rimasto molto deluso anche se le speranze di rivederlo
all’opera con il suo gruppo originale erano da parte mia veramente
poche, in quanto non nuovo ad episodi di questo genere. In ogni caso
Midnight rimane sempre un eroe e rappresenta per me un modello unico,
nel bene e nel male. Ho visto in lui la mia parte oscura, un animo
nobile che lotta contro la debole condizione umana e le tentazioni
che ogni giorno dobbiamo affrontare. I primi due album di questa band
sono autentici capolavori e come si sa quando una magia si spezza
è raro che ci possano essere ritorni all’antico splendore...
Torniamo a noi, secondo me questo
lavoro rientra di diritto nella tradizione power italiana, accanto
ai lavori dei primi Labyrinth, Skylark e gli stessi Shadows f Steel.
Il piglio moderno di certe composizioni, poi, ricorda vagamente gli
Wonderland di Frank Andiver… Nonostante questo, “Wild Steel” rimane
comunque un album molto personale e dallo stile riconoscibile. Credi
sia esatta questa considerazione?
Sicuramente la collaborazione con Frank in questi anni mi ha influenzato
non poco, anche perché nei primi tempi mi ha dato consigli molto utili
su come poter esprimere le mie idee, specialmente a livello melodico,
d’altro canto la mia personalità ha continuato a essere presente,
forte, alla ricerca di qualcosa di originale, quello che ne scaturisce
è il mix Wild Steel, o se preferisci Shadows of Steel.
Anche a livello grafico, questo “Wild
Steel” credo che ti abbia tolto delle belle soddisfazioni…Vuoi presentarci
l’autore che ha composto i disegni dell’artwork e del booklet? Come
lo hai conosciuto?
Diego Ferrarin è l’autore della cover, già in passato abbiamo lavorato
assieme per le illustrazioni di “Second Floor” e “Soulblaze”, mi è
stato consigliato dl nostro produttore Maurizio Chiarello, per cui
aveva già realizzato diversi disegni, tra le più famose quelle per
i White Skull. E’ l’unico disegnatore che riesce ad interpretare al
meglio le mie idee, come forse qualcuno avrà notato in ogni nostra
cover è sempre presente l’elemento del “doppio”, punto fondamentale
di ogni mia opera, e posso assicurarti che non sono per niente facile
da accontentare…infatti nei miei lavori viene sempre espresso il conflitto
che c’è tra il bene ed il male, nell’universo e nell’animo umano.
Avremo modo di vederti dal vivo prossimamente?
Da chi sarai accompagnato in sede live?
Per la data dell’11 Marzo mi avvarrò della partecipazione di Pier
Gonella alla chitarra e di Roberto Tiranti al basso oltre che Chris
Parisi alla batteria, che ha suonato in Athlantis, e Giulio Capone
alle tastiere. Giulio è anche il batterista dei Bejelit che ci faranno
da apripista nelle prossime date, potete trovare il calendario aggiornato
nella mia pagina myspace: www.myspace.com/wildsteelglory.
Il futuro di Wild Steel sarà ancora
da solista o conti di pubblicare qualcosa con una nuova band?
Sicuramente ho già in cantiere il prossimo album solista che probabilmente
sarà un altro doppio, o forse un quadruplo, in più come ti ho accennato
prima è di prossima pubblicazione il tributo ai Crimson Glory ed il
debutto dei Prometeo, in futuro non credo proprio di avere tempo per
nuove band...
Siamo alla fine, grazie per la disponibilità
ed in bocca al lupo per questo lavoro. A te l’ultima parola…
Grazie a te per questa bella chiacchierataed anche a tutta la redazione
di MetalloItaliano, un saluto ai vostri lettori augurando a tutti
un buon ascolto nella speranza di incontrarci ad uno dei miei prossimi
concerti. Wild Steel è tornato!
Intervista di Maurizio
Gabelli
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