INTERVISTE/WOOD

Foto WoodLa cosa che maggiormente mi aveva colpito dei Wood e che avevo avuto modo di evidenziare nella recensione al loro disco è l'essenzialità della loro espressione. Nessun volo pindarico, nessun cerebralismo: solo sudore e determinazione. Non si tratta di una pianificazione, questo è certo, perché la medesima concretezza è riscontrabile nelle loro parole (scambiate per posta elettronica con Maury, cantante e chitarrista della band). Parole che hanno un fluire colloquiale, che non hanno paura di esprimere opinioni non allineate (quante Hardcore bands avrebbero il coraggio di fare un discorso simile al loro sull'argomento "Major"?). Che si adattano perfettamente alla loro attitudine. In una parola: vera.

 

Anzitutto, vi va di fare una piccola cronistoria sulla vostra attività fino ad oggi?

Allora, vediamo un po'… I Wood sono nati circa nel '97, ma io (Maury, chitarra e voce), il bassista e il batterista suonavamo già insieme. La band è stata comunque formata da Pogio, l'altro chitarrista. Abbiamo fatto uscire un 7", per la Cycle Rec., nel '97, ed abbiamo cominciato a suonare in giro per la nazione. L'anno dopo abbiamo registrato l'album "Song Lines" sempre per Cycle Rec. in collaborazione con Green Rec. Con quel disco abbiamo avuto delle recensioni favolose e la gente ha cominciato ad interessarsi a noi. A dire il vero non ci aspettavamo così tanta attenzione, ma è sempre bello vedere le cose che produci hanno un bel riscontro. Dopo ci siamo fermati per un anno perché la Cycle Rec. ha smesso di fare cd e di organizzare concerti, in poche parole è defunta, per motivi personali e non per insuccessi. Fatto sta che abbiamo registrato un 7" ("Five Rainy Days") per un' etichetta fantasma di alcuni nostri amici, che ci è servito per vedere se potevamo cambiare ancora una volta il nostro sound. Credo che ci siamo riusciti. Nel 2000 siamo stati in sala prove senza suonare dal vivo per provare i pezzi del nuovo disco. Finalmente l'abbiamo registrato. "Tired Words & Neurotico Symhonies"...

 

Nel vostro lavoro sono riscontrabili influenze delle più diverse: dal post-core all'emo al metal. Quali sono le vostre radici?

Dipende a chi poni la domanda. Le mie radici sono nel rock, anche nel metal.... Per gli altri forse ci sono altri passaggi. Mi piace molto suonare la chitarra acustica, con la quale compongo tutti i pezzi dei Wood; le nostre canzoni hanno una versione acustica ed una elettrica. Ecco, io credo di avere più radici nel blues che in altre cose, il suono che mi ha spinto a suonare la chitarra è racchiuso nel southern rock americano... In ambito post core ed emo sono un vero ingnorante. Io penso che i Wood siano un gruppo hardcore con svariate influenze, ma niente di pianificato, solo una grande voglia di suonare e di dar vita alla nostra passione per la musica.

 

Sentite di appartenere ad una scena hardcore? Come vivete la voglia di esclusività di una scena per la quale (al pari di quella metal) il sentirsi parte di una "famiglia" è tutto?
Io personalmente no, non so gli altri. Mi sento di appartenere alle situazioni, più che ad una scena, suono per stare insieme ai miei amici, per conoscere altri ragazzi che amano come me la musica. Le cose esclusive sono per gli snob e una famiglia invece è fatta di persone diverse che si stimano, non di ragazzini che si vestono tutti uguali.

 

Quali le differenze fra il precedente "Songlines" e il nuovo disco?

Credo di aver imparato per prima cosa a suonare con il cuore. Poi i suoni sono diversi, più elaborati nel contesto di mixaggi, ma più veri è semplici a livello di incisione. Credo che il resto lo debba dire chi ascolta. A noi piace molto, è un disco molto cantato, nel senso che tutti ci abbiamo messo un po' di noi.

Il vostro cd è virtualmente diviso in due facciate e in copertina campeggia la scritta STEREO. Nostalgia o semplice vezzo?

La copertina è stata una idea di Giorgio: è la copia di un disco jazz dei sixties. Naturalmente quelli nella foto siamo noi, ma il resto è un vecchio disco jazz.
Comunque io ho nostalgia del passato, nel senso musicale...

Vi andrebbe un piccolo accenno ai testi? Sembrano storie di vita quotidiana: essenziali, "vissute", eppure irreali…

I testi sono brevi perchè mi sento di dire poco, mi piace di più suonare la chitarra.
Comunque la vita che canto nei testi è la mia ma potrebbe essere anche la tua... Non siamo tutti sulla stessa barca in fin dei conti?

Parole stanche e sinfonie neurotiche. Perché?

Perchè lavoro in fabbrica, c'è parecchio rumore e quando sei stanco parli piano e le macchine fanno un cazzo di casino che diventi nevrotico... tutto qui.

 

Che opinione avete del circuito delle Major? Siete degli oppositori integralisti o vi sentite di fare qualche distinzione?

Non sono un integralista , però c'è da dire che un gruppo come i Wood ad una major non servono: non siamo trendy, niente crossover o nu metal. I Wood stanno bene dove stanno, magari con una indie più grande. A dire il vero anche per noi queste cose sono spesso motivo di discussione e rimaniamo sempre con l'idea che è meglio non pensarci. In Italia tutti vogliono fare gli integralisti ma in realtà un bel contratto con la major lo vorrebbero tutti, io stesso darei il culo per uscire dalle fabbrica... I Wood sono semplicemente consapevoli e non si travestono da integralisti.

 

Ascolti, letture, visioni…

Dunque, in questi giorni sto ascoltando l'ultimo dei Down, "Love Supreme" di Coltrane e un vecchio disco dei Free... Per la parte letture sto leggendo il nuovo di Greil Marcus. Visioni zero, è un po' che non vado al cinema e la tv non la guardo.
Comunque anche Giorgio ama la lettura e comprare dischi... Gli altri così così, fanno altro…

 

Il primo e l'ultimo disco per il quale vi siete emozionati…

Down, Hellacopters...l'ultimo, cazzo un gran disco di musica rock...

 

Velina bionda o velina mora?

Non guardo la tv, come sono? (Mah, secondo me non è che ti perdi un granchè… Nda)

 

Grazie mille per l'attenzione. Le ultime parole sono per voi...

Grazie a voi. Non ho molto da dire, ascoltate il nostro cd e cercate di capire le cose belle e quelle brutte, magari vi può piacere... Grazie mille, ciao.


Seby Moro