| INTERVISTE/X-HELLS | |
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Allora, Aldo, il vostro è un sound molto diretto, sperimentale e classico nel contempo, quasi indefinibile. Provaci tu: come definiresti gli X-Hells? Partendo dal presupposto che, senza snobismo, non crediamo di appartenere a nessun blocco (vogliamo essere gli X-Hells e basta), poiché la nostra è una ricerca di nuovi suoni e di particolari soluzioni, credo che la musica della band possa essere raffigurata così: hai presente quei bambini cagacazzi, quelli che provocano per osservare la reazione degli altri, dei "grandi"? Se sì, avrai un'idea di quali siano le nostre reali intenzioni…
Come nasce un vostro pezzo? Immagino che, viste le varie influenze ravvisabili all'interno di "Subterranean…", ognuno di voi porti qualcosa di suo… Non mi crederai, ma il disco è stato composto ed arrangiato interamente in sala d'incisione!
Cosa? Già,
è così. Ti spiego. Io ho composto la maggior parte dei
riff e degli scheletri dei pezzi. Li portavo in sala e, mentre registravamo,
componevamo. Il disco nasce da lì, da improvvisazione pura.
A volte, nonostante si registrasse un pezzo finito, vi si ritornava
sopra per ridefinirlo. Ci fermavamo mentre suonavamo perché,
che so, al chitarrista prendeva l'irrefrenabile desiderio di raccontarci
cosa aveva mangiato la sera precedente! (segue il mio stupore, ndr).
D'altronde, la filosofia del gruppo è di affrontare tematiche
serie senza mai essere seriosi.
Musica come assoluto furore artistico, insomma… Certo.
La musica è qualcosa d' inconsapevole, spontaneo. Anche i testi
nascono da casualità, da sprazzi di vita. Di contro, come ti
ho già detto prima, curiamo tantissimo l'aspetto tecnico. Ti
basti pensare che, dei nove mesi abbondanti che abbiamo passato in
sala d'incisione (capirai, dovendo creare il disco!), tre mesi e mezzo
sono stati dedicati al missaggio. Alla fine, ne avevamo effettuati
dodici! Per l'infinita pazienza e professionalità, non potremo
mai ringraziare abbastanza Christian Ice (fonico dei Temple of Noise
nonchè singer del gruppo, ndr). Per esempio, il mio basso.
Volevo un suono devastante, alla Steve Harris, per intenderci. Avevo
l'accordatura in "si", ma le corde erano mosce (detto con
tono rassegnato, ndr). Allora, ho ovviato attaccando ai magneti le
piastrine da militare indossate da Christian, ed al capo tasto ho
applicato dei piccoli lucchetti. È uscito fuori il suono che
hai ascoltato (mima con la voce, ndr).
Potresti brevettarlo… Non
sarebbe una cattiva idea. Vedi, molte band non rivelano mai quei piccoli
trucchi che si utilizzano in sala d'incisione. Quando leggi certe
interviste, capisci subito che il tuo interlocutore sta nascondendo
qualcosa o che non ti verrà mai a dire determinate cose…
Con te sta procedendo diversamente… Sì,
basta con queste fottute maschere! Togliamocele! Poc'anzi, hai accennato ai testi. Me ne vuoi parlare? Certo.
Come si può desumere dal titolo, affrontiamo tematiche tipicamente
urbane, giornaliere. Ma, come ti dicevo prima, non abbiamo nessun
messaggio da trasmettere, nessuna verità inconfutabile. Devi
pensare a noi come dei veri cronisti, che usano gli occhi come una
telecamera e la memoria come un nastro magnetico. Descriviamo gli
eventi. Roma, ad esempio, è una città dai due volti.
Io abito vicino la stazione Termini. Posso dirti che l'umanità
che incontri di giorno è estremamente diversa da quella che
incontri di notte. Credevo che aveste preso il titolo dal film omonimo… Grande
film! Anche se il film più fico degli ultimi anni è
"Matrix"...Welcome to the Real World! (con l'intonazione
di Morpheus, che da il via ad un lunghissimo dibattito sui vari livelli
di lettura del film e sul fatto che molta gente si sia fermata alla
confezione senza prestare un minimo d'attenzione al contenuto, ndr). Ok, la domanda devo proprio fartela: parlami della tua esperienza col nume Steve Sylvester… Oh, addirittura nume! Che posso dirti? Steve è…Steve. È unico, è lui! Posso dirti che ci ha lasciato piena libertà, ha smussato parecchie imprecisioni, ci ha supportato ed aiutato, ha creato l'artwork (di cui andiamo giustamente fieri). Volevamo qualcosa che fosse disturbante, angosciante, d'impatto, che mettesse paura e provocasse disagio. Di mostri non se ne parlava…
…Anche perché non fanno paura a nessuno… Infatti. Credo che abbia fatto un lavoro splendido.
È vero. D'altronde, cosa c'è di più angosciante di una bella bambina, dai grandi occhi, le cui vesti lasciano trasparire miseria e morte? Già. Ripeto, siamo fieri del lavoro di Steve e non lo ringrazieremo mai abbastanza. È stato un fratellone, dobbiamo riconoscere che, senza di lui, "Subterranean…" non sarebbe qui. A
questo punto, iniziamo a parlare del Gods of metal. Io gli espongo
la mia preoccupazione su un eventuale "bottigliamento" dei
grandissimi Rammstein, gruppo che anche il mio interlocutore ama.
Mi tranquillizza dicendomi che, a suo parere, non appena risuoneranno
le prime note della band tedesca i bottigliatori si infileranno le
loro armi negli orifizi più riposti. Poi, si lancia in azzardate
imitazioni di Wayne Static e di Serj Tankian, in merito alle preferenze
accordate alle uscite del 2001. Perché? Vedi,
queste sono uscite troppo particolari, troppo "ai margini"
per poter essere apprezzate dal grande pubblico, soprattutto straniero.
Per i gruppi nostrani è ancora difficilissimo emergere. Qual
è il motivo, secondo te? Altro
piccolo aneddoto: non ero a conoscenza della professione di Aldo.
Solo la simpatia del mio interlocutore(che mi ha subito rincuorato),
mi ha tratto d'impiccio ed ha ridimensionato la figura di merda fatta,
nonché i miei voli pindarici sulla volontà di trasformare
questa passione in un lavoro. La colpa è tutta di Paolo (sei
uno scarica barile! ndPaolo) Se ne sta occupando Steve. Non c'è niente di definito, ma contiamo di partire al più presto. A proposito, se organizzate qualche festival in Sicilia, avvisateci. Così potrò fare scorta di cannoli e di vino!
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