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storia in sintesi: pochi gruppi come gli Antonius Rex sono
stati fondamentali nella storia della musica italiana. Il
gruppo viene fondato dal musicista marchigiano Antonio Bartoccetti
nel 1973, dopo la pubblicazione di alcuni vinili di puro culto
con il precedente progetto Jacula. Per sette fruttuosissimi
anni la band (formata da Antonio e Doris Norton) è impegnata
nella registrazione di ben cinque lp, toccando più volte il
proprio acme compositivo con lavori come 'Neque Semper Arcum
Tendit Rex', 'Anno Demoni' e 'Praeternatural'. La matrice
musicale della band muta pelle incessantemente ma, tuttavia,
rimangono punti cardini della stessa un misticismo reiterato
nel tempo, messaggi simbolici ed allegorie fantasmagoriche,
mistero, occulto ed imprescindibili elementi progressive,
dark e noise. Il tutto per una parabola artistica che ha lasciato
il segno, assieme ad altri musicisti fondamentali quali Il
Balletto Di Bronzo e La Nuova Idea, tra generazioni di nuovi
musicisti.
Un encomio praticamente infinito va alla Black Widow Records,
curatrice di alcune ristampe fondamentali degli Antonius Rex
(tra queste anche il capolavoro per antonomasia 'Anno Demoni'),
se la ristampa dell'ultimo capitolo della saga, ovvero 'Praeternatural',
torna a nuova vita grazie ad un lavoro di re-mastering praticamente
perfetto. Un lavoro di capitale importanza, certo, e proprio
per questo ancora attuale nonostante i 24 anni trascorsi dalla
sua data di pubblicazione, praticamente un manifesto di come
si possa suonare musica minimale (ovvero priva di ridondanze)
e simbolica in una maniera che, ancora oggi, può essere definita
avant-garde. Sette piccole gemme di rara bellezza per un minutaggio
totale che abbonda i cinquanta minuti di musica, frammezzata
da frasi ed interventi vocali subliminali e decisamente profetici
nella forma e negli intenti. Uno stile inconfutabilmente innovativo
condiziona questo come quasi tutti gli album della band (a
mio avviso sfuggono alla cerchia 'Zora' e 'Rafelun', i due
capitoli più redditizi…), improntato su basi di tastiera e
synth oscuri e letteralmente apocalittici, incursioni di chitarra
acustica, sezione ritmica molto 'teatrale' e splendide trame
di chitarra solista molto progressive, centellinate con maestria
da un Bartoccetti decisamente ispirato e precursore. A tutto
questo, poi, si aggiungono messaggi vocali in forma recitata
decisamente stranianti e minimali, sintomo questo di quanto
la band tenesse al lato simbolico interpretativo dei propri
messaggi. Un' amalgama musicale che ha tracciato la via, probabilmente
riscotendo indifferenza, censura e chissà cos'altro in un
periodo storico in cui ancora non si era pronti ad accogliere
personaggi 'veramente malvagi' come il reverendo M. Manson.
'Praeternatural' è un lavoro che, come quasi tutte le composizioni
degli Antonius Rex, si colloca al di fuori del tempo, in una
dimensione talmente lontana da certe formule standardizzate
di fare musica che è per questo che, tutt'ora, rimane concettualmente
avanti. 'Halloween', Praeternatural', 'Capturing Universe'…
tutti episodi rimarchevoli di protervia musicale, nel suo
lato più artistico e comunicativo. Brani fondamentali di un
ultimo colpo di coda degno, evidentemente, di porre fine al
mito che tutt'ora prosegue tra i maniaci del collezionismo
e non solo. Un lavoro che, come pochi in passato, è stato
tanto fondamentale… Il consiglio, comunque, è quello di precedere
a questo opus l'ascolto di 'Anno Demoni' e ' Neque Semper
Arcum Tendit Rex', entrambi ristampati dalla Black Widow Records.
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