| Non
c'è che dire, questo 'Senza Censure' dei nostrani Guernica
si porta appresso una bella ventata d'aria fresca in un panorama,
come quello rock nazionale, che stenta a riprendersi da una
crisi quasi cronica, che imperversa da ormai troppi anni.
Leggasi fedelmente dalla biografia promozionale in allegato
la loro musica è originale, intensa ed affascinante e tutto
questo altro non è che un' evoluzione naturale e spontanea
dal ruolo limitante di cover band a quello più maturo e convincente
di band affermata, già pronta al grande salto verso traguardi
sempre più prestigiosi. E probabilmente sarà proprio questo
il futuro di questi cinque musicisti, circoscritti da una
passione viscerale per le belle canzoni dai ritmi incerti
ed inaspettati, pronti ad assuefarti con il loro mellifluo
incedere cadenzato, pronti, altresì, a vomitarti in faccia
rabbia, frustrazione e parecchia voglia di rivalsa. 'Senza
Censure' gravita all'interno di un contesto musicale che predente
rispetto: raffinati arrangiamenti di chitarra aggiungono,
in maniera del tutto maniacale, quel quid che molte band vanno
ancora cercando, linee melodiche mai scontante e poco inclini
al music business si accompagnano ad un cantato particolare,
fantasioso e mai dispersivo e, in ultima analisi, un nugolo
di ottimi pezzi reclamano a viva voce un posto importante
per questi talentuosi ragazzi. Gli spettri di un passato da
cover band di cross over fanno qua e là capolino tra le sei
composizioni di 'Senza Censure' ma, con manierismo, la band
è riuscita a forgiare un sound decisamente personale e convincente,
che si agita fra le frequenze del rock alternativo per poi
puntare verso lidi più ambiziosi ed eterogenei. Nessuna caduta
di tono accompagna l'idillio che germoglia tra musica ed interlocutore,
tutto è vissuto in piena e totale sincronia: bastano pochi
passaggi di brani quali 'Nuda', 'Medea' o 'I.U.D.' per immergersi
nel vorticoso caleidoscopio di colori e sensazioni che assurgono
da 'Senza Censure', sicuramente tra i promo-cd che meglio
rappresentano l'essenza del rock intimista e lo spirito del
tempo che viene fotografato in questi pochi minuti di pura
ed evocativa emozionalità. Citando nuovamente la bio… in poche
parole un ottimo debutto.
Maurizio
Gabelli
|