Nati nel 2001 per opera di Rosario Papa (Hordak – chitarre) e Lorenzo Scandurra (L.S. Melkor – basso e voce), a cui si uniscono successivamente Andrea De Luca (batteria) successivamente sostituito da Andrea Zappalà, e Federico Reina (Nectas – tastiere), i Criminal Hate arrivano al loro primo full length, dopo aver dato alle stampe due EP.
Musicalmente, il black/death dei Criminal Hate affonda le radici nelle fredde terre del nord Europa, vista la forte componente epica e sinfonica; mentre le tematiche dei brani sembrano invece allontanarsi da una ispirazione “vichinga”, pur mantenendo un approccio estremo e “feroce”. Piace l’accostamento delle sfuriate tipicamente black con ritmiche death e fugaci accenni di clean vocals su tempi più rallentati(“Middle Floor”), così come l’atmosfera egizia di “The Curse Of Anubis” e l’incedere a tratti maideniano di “Empire Of Insanity”. Convincenti negli episodi più estremi, soprattutto grazie ad una batteria precisissima, sono a loro agio anche nell’uso di tempi rallentati ed atmosferici al confine con il doom, ben accostati e sfruttati nei brani dalla struttura piuttosto articolata anche se non lunghissimi (5 min di media), nei quali è fondamentale la presenza delle evocative tastiere di Nectas. La matrice fondamentale resta comunque il black metal, con l’uso (anche abbastanza ripetuto) di riff portanti e soluzioni già ampiamente sperimentate sulle quali si innestano i vari influssi, per dar vita a brani comunque abbastanza vari e interessanti.
Non imprescindibili ma si ascoltano volentieri.
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