Entusiasmante album d’esordio per gli abruzzesi Witchunter, che dopo il valido demo del 2008 ed uno split di recente pubblicazione, tornano a ricoprirci di metallo con questo “Crystal Demons”. Look da defenders incalliti, sound ottantiano ed heavy metal fino al midollo, questo sono i Witchunter, che per il debutto possono ciecamente contare sulla inossidabile My Graveyard Productions, che anche in questo caso ha svolto un lavoro egregio. La band di Teramo colpisce duro fin dall’incipt “Shadow Of The Night”, che oltre a fungere da intro è la prima dichiarazione d’intenti che si materializzano nell’heavy granitico della title track “Crystal Demons”, dall’indole NWOBHM e ben condotta dal vocalist Steve Di Leo. La motorhediana “Over The Lightning” pesta duro senza dimenticare il giusto piglio melodico che permea anche il ritornello, mentre “Speed Killer” travolge e devasta come legge vuole, con la sezione ritmica della coppia “Capece/Verdecchia che sfodera tutta la propria artiglieria. “Road Master”, firmato dalla penna di Angus Bidoli dei Fingernails, rallenta i ritmi e si dimostra davvero un bel pezzo, grazie anche al suo riff portante e al guitar-work ficcante di Federico “Ace” Iustini che anche nella successiva “Ready Tonight” diventa incandescente ed infiamma un pezzo feroce nell’andamento e anthemico nel ritornello. “Princess Of Hell” è un altro blocco di heavy metal tirato e intransigente che si quieta solo con le prime sulfuree esalazioni della sabbathiana “ The Breath Of Satan”, lunga ed ispirata song dalle tinte ombrose, a tratti misteriose per certe trame chitarristiche e per la voce evocativa. Il suggello arriva dapprima con l’autocelebrativa “Witchunter”, annichilente heavy song dal riff assassino e dall’efficace ritornello ed infine con l’immortale classico dei Tygers Of Pan Tang “Hellbound”, fedele omaggio ad una band che ha fatto storia. “Crystal Demons” è un album ben prodotto, che straborda passione, attitudine e amore per il caro vecchio heavy metal. Fatevi avanti defenders, gli altri si rivolgano pure altrove.
|