Hyborian Steel - "Blood, Steel And Glory"
Genere
Epic/Heavy Metal
Durata
50 minuti
Etichetta
My Graveyard Productions
Web http://www.myspace.com/hyboriansteel 
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Track List
01. Metal Barbarians
02. Blood, Steel And Glory
03. Aquilonian Battlecry
04. The Mountain Of Crom
05. War Eternal (Cirith Ungol cover)
06. The Black Hand Of Set
07. Eastern Swords
08. Cimmerian Blues
09. Drums Of Pictdom
10. Rock Hyboria


Hyborian Steel - "Blood, Steel And Glory" - Full Length

Dalle fantastiche terre di Aquilonia, ritornano i misteriosi Hyborian Steel, band del Missouri che dopo l’apprezzato debutto “An Age Undreamt Of…” del 2009, irrompono sulla scena più combattivi che mai con questo “Blood, Steel And Glory”. Ridotti a trio, con il vocalist “Howie” Roberts nel doppio ruolo di cantante/bassista e l’innesto del nuovo batterista Ethan Zakharovic, gli Hyborian Steel non spostano di una virgola il loro heavy metal crudo, epico e barbarico, preparandosi a vincere un’altra battaglia. Il via ai bellicosi intenti viene dato dall’opener “Metal Barbarians”, pesante come un macigno, dove la chitarra di Theodore Ulysses Berry ferisce come una spada e la sezione ritmica picchia spietata, continuando a devastare anche nella tirata title track “Blood, Steel And Glory”, che elargisce orgoglio epico a palate. “Aquilonian Battlecry” ha lo stesso effetto di un treno in corsa ed il suo efficace ritornello suona come un grido di battaglia. Con la cupa “The Mountain Of Crom” i ritmi si fanno più solenni ma i toni rimangono minacciosi, con la voce ruvida e stentorea di Howie sugli scudi. La splendida versione di “War Eternal” è il giusto omaggio ai maestri Cirith Ungol, prima che il cielo diventi plumbeo con l’oscura “The Black Hand Of Set”. Ancora in alto i vessilli dell’epic metal con la battagliera “Eastern Swords” per poi lasciarsi andare con “Cimmerian Blues”, ad uno sbracato quanto avvincente blues, doverosamente metallizzato, prima del richiamo alle armi che avviene con la ferruginosa “Drums Of Pictdom” per la gioia del drummer Ethan Zakharovic. L’epilogo avviene con l’anthemica “Rock Hyboria”, inno autocelebrativo sulle cui note si festeggia l’ennesima vittoria. Con una produzione volutamente ottantiana ed essenziale, “Blood, Steel And Glory” risulta un lodevole prodotto senza compromessi, prezioso manifesto per tutti i seguaci dell’heavy metal più ortodosso, rozzo, diretto e incontaminato.

Sergio Nardelli


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