Ci eravamo occupati non molto tempo fa di questo “In The Name Of God” degli Screaming Shadows. L’occasione per parlare nuovamente del secondo lavoro in studio della compagine sarda ce la porge su un piatto d’argento la firma per My Graveyard Productions e la relativa redistribuzione del disco con una nuova veste grafica (davvero bella), un nuovo missaggio ed una bonus track a fare da cornice al tutto. Sul valore dell’album, come a suo tempo evidenziato, c’è davvero poco da dire: i nostri propongono un heavy metal dai risvolti classici che spesso e volentieri sfocia in territori power dai chiari risvolti melodici. Non disdegnano, poi, incursioni in campo progressive gli Screaming Shadows, a volte vicini anche alle band power speed americane degli anni ottanta. Insomma un background musicale davvero eterogeneo, che si fa portavoce di una proposta fresca ed ispirata, sempre al limite delle catalogazioni più oltranziste e riduttive. Sul versante tecnico, vanno ricordate le doti strumentali del mastermind Francesco Marras (chitarrista e maggiore compositore di questo “In The Name Of God”) e la potenza vocale del talentuoso Luigi Usai, uno dei singer rivelazione del settore heavy metal nostrano. Parlando di questa “nuova” release, dunque, non si può non accennare ai netti miglioramenti sonori ottenuti col nuovo missaggio (il quale, purtroppo, non può fare miracoli su una produzione di base non propriamente al top) ed alla riuscita della nuova grafica, che in maniera elegante e raffinata ridimensiona in maniera positiva l’aspetto prettamente visivo di questo cd. Discorso a parte, invece, per la bonus track “Dark Shadow”, in cui gli Screaming Shadows sperimentano soluzioni musicali più cupe ed introspettive, partorendo un’ottima composizione di heavy metal ieratico e d’impatto. Insomma, la firma per un’etichetta importante era inevitabile per la band sarda, ora che l’accordo è stato raggiunto e l’ottimo “In The Name Of God” ristampato, dai nostri ci attendiamo il terzo disco della definitiva consacrazione.
|