Sonorità leggermente più aggressive per l’istituzione italiana Dragonheart, da sempre molto attenta alle realtà più meritevoli della nostra penisola. In questa sede, è “Tales Of The Grotesque And The Arabesque” dei Fury ‘N’ Grace ad essere sottoposto al nostro giudizio e si può subito iniziare a parlare di un lavoro molto interessante e particolareggiato, in cui l’heavy metal di base della compagine viene rielaborato costantemente in favore di soluzioni più ricercate e tecniche, alla stregua di un gruppo eccezionale come i Nevermore. Il disco, interamente autoprodotto in maniera professionale, si compone di otto tracce molto diverse tra loro, in cui a volte si sfiorano i quindici minuti di durata ed a volte si viaggia su tempi decisamente più contenuti ed “abbordabili”. Il paragone, se vogliamo e con le dovute distanze, può essere esteso ad uno degli ultimi capolavori di Chuck Schouldiner, quel “The Fragile Art Of Existence” che è rimasto l’unica incredibile testimonianza in studio dei Control Denied. Più che sul lavoro chitarristico, comunque, si punta a gettare un ponte tra “T.F.A.O.E” e quanto proposto a livello vocale e ritmico dai Fury ‘N’ Grace, con un lavoro di basso davvero encomiabile e lungimirante. “Tales Of The Grotesque And The Arabesque” rimane dunque un disco da consigliare a quanti ricercano materiale musicale ragionato e dal forte impatto, magari non necessariamente veloce e ed iper dinamico. Le otto composizioni di questo lavoro (le uniche riserve sono sulle interlocutorie “Coma” e la conclusiva “Maldoror”) reclamano un peso anche all’interno della scena internazionale in virtù di un songwriting poco ruffiano e ricco di sfumature diverse. I Fury ‘N’ Grace hanno dato alle stampe un lavoro molto maturo e sicuramente personale, al quale vanno attestati tutti i meriti e le qualità dovute.
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