Come il boato di un fulmine in una bellissima giornata di sole, irrompe sul mercato italiano e internazionale Epochate, il nuovo progetto di Victor Love (Dope Stars Inc.) e Noras Blake (Spineflesh, Edenyzed). Irrompe, sicuramente la congiunzione verbale migliore per descrivere un debutto dalla qualità esponenziale in un contesto musicale, quello electro industrial, ultimamente piuttosto avaro di soddisfazioni e sussulti meritevoli. ‘Chronicles Of A Dying Era’ è dunque la colonna sonora di una morte (civile, etica, culturale) annunciata, quella della razza umana e del suo tanto decantato agire democratico. Ecco, perché, i toni dell’album sono in gran parte cupi e tendenti al dark, sebbene poi non manchino elementi ballabili e vicini al mondo ebm. Una fotografia inesorabile di un periodo storico in incontrovertibile declino, assolutamente efficace nei suoi ritratti lirici più impietosi (‘Burning’), così come nei suoi rari momenti di stasi contemplativa (‘Needle Hive’). Dal punto di vista squisitamente musicale, questo è un CD assolutamente perfetto, composto da nove brani superlativi. L’iniziale title track detta i tempi di un prodotto che esplode, letteralmente, sulle costruzioni melodiche dei refrain, sulla scelta dei suoni, delle atmosfere e delle avvolgenti manipolazioni sintetiche. La vera arma in più del progetto Epochate sta, infatti, nell’aver fatto confluire nei territori electro industrial l’avvenenza delle orchestrazioni e l’utilizzo delle sinfonie sintetiche, che conferiscono all’intero lavoro una dimensione ancora più catastrofica e, se vogliamo, cinica. Il CD, e qui sta il suo fascinoso aspetto manipolativo, riesce a catturarti in maniera totalizzante, sbattendoti letteralmente in faccia una realtà sociale indubbiamente poco attraente e piuttosto deprimente.
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