Se siete amanti delle produzioni curate e dei suoni puliti, potete già passare alla prossima recensione e stare alla larga da questi Hyborian Steel. Il quartetto statunitense infatti, infischiandosene di tutto e tutti, in barba al progresso ed alle tecnologie, confeziona questo album d’esordio morbosamente retrò, dal suono crudo, grezzo e dalla produzione volutamente minimale (forse troppo), ma proprio per questo terribilmente “true”. I nostri “terroristi del suono” non potevano trovare quale partner migliore l’incorruttibile My Graveyard Productions che, con totale devozione alla causa, ha prodotto questo “An Age Undreamt Of…” in sole 500 copie numerate a mano. Con una copertina spartana che concentra doverosamente tutti i cliché dell’heavy metal, la band da luogo alla sua sfrenata e viscerale passione per l’epic/heavy metal attraverso nove pezzi di metallo fumante, devoti alla lezione impartita da gente come Cirith Ungol, Manilla Road, Brocas Helm ed Heavy Load. Il lavoro, ispirato a vari personaggi eroici quali Conan e Bran Mak Morn, si apre, dopo l’intro di rito, in pieno stile barbaro con l’opener “Hyborian Steel”, un up-tempo battagliero in grado di mettere tutto a ferro e fuoco, grazie anche al lavoro incisivo del chitarrista Theodore Ulysses Berry che macina riff e tira rasoiate, come nella strumentale “M.R.Z.” o nella purissima “Cimmerian”, epica fino al midollo e con una sezione ritmica bellicosa formata da Valair Ushan al basso e John Blacksmith alla batteria. L’orgoglio epico viene diffuso anche attraverso l’evocativa ugola di Howie Roberts che caratterizza anche l’oscura “Eyes Of The Serpent”. “Pirates Of The Black Coast” è un’altra bordata metallica ad alto tasso di epicità che troneggia assieme ad una bella versione di “Heavy Metal Heaven”, cover degli indimenticabili Heavy Load. Ritmiche lente e pesanti come macigni pervadono l’ombrosa “Behind The Mirror”, mentre la sfuriata epica incombe nella tirata “Bringers Of Chaos”, che inesorabilmente ci conduce alla imponente title-track, un mid-tempo orgogliosamente chiuso ed ambizioso vessillo di una musica incontaminata. Maniaci del metallo fatevi avanti!
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