Revoltons - "Underwater Bells"
Genere
Prog/Heavy Metal
Durata
58 minuti
Etichetta
My Graveyard Productions
Web http://www.revoltons.com 
E-mail info@revoltons.com 
Track List
01. The Pure Soul Cry
02. Death To Leave Eternity
03. Berserker
04. Claylove
05. Rotten Equilibrium
06. The Last Witch
07. P.J.
08. Slow Row
09. Lady Disease
10. Melting Night
11. One And Silence
12. Cybertale
13. London Fall
14. Scanning Horizon
15. Underwater Bells
16. Death To Leave Eternity (Video)


Revoltons - "Underwater Bells" - Full Length

Tornano a far parlare di se i Revoltons, navigata band friulana nata nel 1991 e con già due album alle spalle, quali “Night Visions” del 2003 e “Lost Remembrance” del 2007. Sotto l’egida della My Graveyard Productions sfornano questo “Underwater Bells”, ben prodotto, lodevole per songwriting e capacità musicali L’album è un concentrato di pura energia derivante dall’avvincente mix di heavy classico, tocchi prog e puntate US power. Se la distruttiva opener “The Pure Soul Cry” e la massiccia “Death To Leave Eternity” viaggiano su coordinate tipicamente U.S. metal, con le chitarre spianate e taglienti dei fratelli Alex e Matt Corona, “Beserker” è una dose di sano e robusto heavy metal, così come la cavalcata metallica “Lady Disease” che possono contare su una sezione ritmica fumante, in grado di render tellurici anche i brani dal taglio moderno come l’inossidabile “Rotten Equilibrium” o la trascinante “The Last Witch”. Lodevole la prestazione di Andro, che non la sua voce tuonante e calda marchia a fuoco brani come la powereggiante “One And Silence” o la tirata “Cybertale”, risultando poi ammaliante nella sognante “London Fall” o nei brevi tralci acustici come “Scanning Horizons” o “Meltin Night”, che fungono da verosimili intermezzi. Magniloquente e martellante arriva infine la title-track, a suggello di un disco tosto, vario ed energico, dove annoiarsi vi risulterà praticamente impossibile. Il videoclip di “Death To Leave Eternity”, incluso come bonus è un regalo finale da parte di una band che va tenuta in seria considerazione.

Sergio Nardelli


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