Tornano a far parlare di se i Revoltons, navigata band friulana nata nel 1991 e con già due album alle spalle, quali “Night Visions” del 2003 e “Lost Remembrance” del 2007. Sotto l’egida della My Graveyard Productions sfornano questo “Underwater Bells”, ben prodotto, lodevole per songwriting e capacità musicali L’album è un concentrato di pura energia derivante dall’avvincente mix di heavy classico, tocchi prog e puntate US power. Se la distruttiva opener “The Pure Soul Cry” e la massiccia “Death To Leave Eternity” viaggiano su coordinate tipicamente U.S. metal, con le chitarre spianate e taglienti dei fratelli Alex e Matt Corona, “Beserker” è una dose di sano e robusto heavy metal, così come la cavalcata metallica “Lady Disease” che possono contare su una sezione ritmica fumante, in grado di render tellurici anche i brani dal taglio moderno come l’inossidabile “Rotten Equilibrium” o la trascinante “The Last Witch”. Lodevole la prestazione di Andro, che non la sua voce tuonante e calda marchia a fuoco brani come la powereggiante “One And Silence” o la tirata “Cybertale”, risultando poi ammaliante nella sognante “London Fall” o nei brevi tralci acustici come “Scanning Horizons” o “Meltin Night”, che fungono da verosimili intermezzi. Magniloquente e martellante arriva infine la title-track, a suggello di un disco tosto, vario ed energico, dove annoiarsi vi risulterà praticamente impossibile. Il videoclip di “Death To Leave Eternity”, incluso come bonus è un regalo finale da parte di una band che va tenuta in seria considerazione.
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