Anche per questa ristampa, del secondo lavoro degli australiani Taramis, uscito in origine nel 1991, è stato riservato un trattamento speciale. Come da tradizione, in casa My Graveyard Productions, il buon Giuliano ha fatto le cose in grande, riproponendo questo “Stretch Of The Imagination”, doverosamente ripulito e corredato da tre bonus track, un videoclip ed un ghiotto booklet con testi e foto. Con questo album i Taramis si ripresentavano con qualche ritocco alla line up e con un sound notevolmente indurito, come dimostrato fin dalle prime note dell’opener “Dreaming”, distruttiva metal song ai limiti del thrash, con un guitar-work tagliente e fantasioso a carico del nuovo arrivato George Larin. La complessa “Diceman” mostra una band in gran forma e
lascia scaturire un impasto sonoro dai chiari riferimenti techno-thrash, venati di prog e jazz, in pieno stile Watchtower e anche la successiva “Maze Of Glory” oltre a mostrare i muscoli, brilla per tecnica e capacità musicali. Il palpitante basso dell’altra new entry Evan Harris ci spinge con forza nel labirinto sonoro di “Another Tomorrow”, dove la voce di Shane “Joel” Southby è sempre sugli scudi, per poi unirsi al bombardiere Dave Browne e regalarci una grande speedy song come “Behind These Eyes”. Nella strumentale “Jigaboo Boogie” i vari strumenti viaggiano a briglie sciolte prima di confluire nel torrido heavy epico di “Lonely Star”, con ancora Mr. Southby sopra le righe e nella cavalcata metallica dal titolo “Delayed Reaction”. Il finale è di quelli scoppiettanti con le tre bonus track risalenti al periodo successivo all’uscita di questo “Stretch Of The Imagination”. “Changes” dispensa epicità e melodia, mentre le tendenze thrashy emergono prepotentemente nella possente “Never” e nella esagitata “Defying Imagery”. Tocco finale l’introvabile videoclip di “Dreaming” che mette il fiocco a questa uscita, l’ennesima occasione per riscoprire un pezzo di storia e ricordare lo sfortunato Dave Browne.
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