Taramis - "Stretch Of The Imagination (Reissue)"
Genere
Heavy Metal
Durata
56 minuti
Etichetta
My Graveyard Productions
Web http://www.myspace.com/taramis1 
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Track List
01. Dreaming
02. Diceman
03. Maze Of Glory
04. Another Tomorrow
05. Behind These Eyes
06. Jigaboo Boogie
07. Lonely Star
08. Delayed Reaction
09. Changes (bonus track)
10. Never (bonus track)
11. Defying Imagery (bonus track)


Taramis - "Stretch Of The Imagination (Reissue)" - Full Length

Anche per questa ristampa, del secondo lavoro degli australiani Taramis, uscito in origine nel 1991, è stato riservato un trattamento speciale. Come da tradizione, in casa My Graveyard Productions, il buon Giuliano ha fatto le cose in grande, riproponendo questo “Stretch Of The Imagination”, doverosamente ripulito e corredato da tre bonus track, un videoclip ed un ghiotto booklet con testi e foto. Con questo album i Taramis si ripresentavano con qualche ritocco alla line up e con un sound notevolmente indurito, come dimostrato fin dalle prime note dell’opener “Dreaming”, distruttiva metal song ai limiti del thrash, con un guitar-work tagliente e fantasioso a carico del nuovo arrivato George Larin. La complessa “Diceman” mostra una band in gran forma e lascia scaturire un impasto sonoro dai chiari riferimenti techno-thrash, venati di prog e jazz, in pieno stile Watchtower e anche la successiva “Maze Of Glory” oltre a mostrare i muscoli, brilla per tecnica e capacità musicali. Il palpitante basso dell’altra new entry Evan Harris ci spinge con forza nel labirinto sonoro di “Another Tomorrow”, dove la voce di Shane “Joel” Southby è sempre sugli scudi, per poi unirsi al bombardiere Dave Browne e regalarci una grande speedy song come “Behind These Eyes”. Nella strumentale “Jigaboo Boogie” i vari strumenti viaggiano a briglie sciolte prima di confluire nel torrido heavy epico di “Lonely Star”, con ancora Mr. Southby sopra le righe e nella cavalcata metallica dal titolo “Delayed Reaction”. Il finale è di quelli scoppiettanti con le tre bonus track risalenti al periodo successivo all’uscita di questo “Stretch Of The Imagination”. “Changes” dispensa epicità e melodia, mentre le tendenze thrashy emergono prepotentemente nella possente “Never” e nella esagitata “Defying Imagery”. Tocco finale l’introvabile videoclip di “Dreaming” che mette il fiocco a questa uscita, l’ennesima occasione per riscoprire un pezzo di storia e ricordare lo sfortunato Dave Browne.

Sergio Nardelli


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