LIVE REPORT/Perfect Pitcure + Dew Fall - Pellicano Pub- Bari 16.09.03

Davvero non male l'idea di Davide Pepe, bassista dei Perfect Picture, di festeggiare il proprio ventesimo compleanno con un bel concerto, per il quale fra l'altro la band barese ha scelto di avvalersi della collaborazione dei Dew Fall, altra giovanissima formazione dell'underground barese con all'attivo già alcune esperienze live nell'ambito del circuito barese, nonostante la band non abbia ancora pubblicato la sua prima demo.

I Dew Fall sono una band di heavy metal classico che a tratti può ricordare le sonorità tanto care a band come gli Iron Maiden (dei quali hanno eseguito una cover, "The Wicker Man") ed hanno offerto al pubblico presente alla serata un set comprendente cinque pezzi, tutti eseguiti degnamente (persino la cover dei Maiden... dico "persino" perché cantare le parti di Dickinson non è mai cosa troppo facile!), anche se va sottolineato che l'acustica non proprio perfetta del posto rendeva a tratti difficile l'ascolto delle parti di basso.

Quasi subito dopo la buona performance dei Dew Fall, ecco comparire sul palco i Perfect Picture in ottima forma e, come al solito, in abiti allucinanti! Ma del resto l'abbigliamento del gruppo (basti pensare ai pantaloni rosa ed alla maglietta con il logo "Parental Advisory" di Niko Loseto, chitarrista!) e le acconciature (capelli biondissimi con le punte sparate e rosa per il cantante Rachel O'Neill, come il suo chitarrista, truccato!) si confanno al genere proposto, ovvero glam rock allo stato puro, suonato fra l'altro con una padronanza tecnica pressoché ineccepibile (per quanto riguarda il secondo lavoro della band, la demo "Welcome to… Sex Town", vi rimando alla recensione presente nell'archivio del nostro sito).

Il pezzo di apertura è "Rock and roll Fever", caratterizzata (come del resto anche tutte le altre song proposte durante il concerto) dalle sempre perfette linee vocali di Rachel O'Neill, la cui voce altissima ben si amalgama sempre, in ogni pezzo, con tutti gli altri strumenti: la chitarra pulita di Niko Loseto, che però non era proprio in piena forma, visto anche il fatto che, solitamente, le sue performance live sono di livello superiore; la sezione ritmica, rappresentata dalla potentissima batteria di Marco Ninni (il quale ora milita anche fra le file della black metal band barese Urshurark) e dalle allucinante parti di basso di Davide Pepe (il quale deve indubbiamente parte del suo stile a quello del grande maestro Billy Sheehan). L'energia sprigionata dalla band on stage è devastante, trasportante, divertente: insomma, durante un loro concerto, non ci si annoia di certo!
La successiva "She Needs Rock and Roll" continua a trasportare il pubblico in un vortice di energia allo stato puro, ed il coinvolgimento è tale che, qui come anche in altri brani, il pubblico intona insieme a Rachel i testi delle canzoni, evento abbastanza raro durante l'esibizione live di un gruppo con all'attivo solo due demo!
"Pierced Baby" è invece un pezzo che nella demo non compare, ma che la band ripropone spesso durante i propri concerti. Il brano è energico (ma va!... ), orecchiabile, ed ha il classico ritornello che, una volta ascoltato, non te lo togli più dal cervello!

Si torna ai pezzi presenti nella demo con la divertente "Love at First Site". Ma il gruppo non presenta soltanto pezzi propri. Ed infatti si comincia con la cover di "Rock the Night" degli Europe, ovviamente eseguita in modo stupefacente! Segue la prima delle due ballate proposte, "No more angels", in cui la band dimostra di non saper solo divertire con il proprio vitale rock'n roll. Dopo l'esecuzione di "The Storm", il primo dei due pezzi nuovi di zecca presentati in anteprima durante la serata, ecco il brano apripista della demo "Welcome…", "Sex town nite", introdotta dall'augurio di Rachel affinché ai partecipanti alla festa-concerto avvenga quanto descritto nella song, augurio reso più esplicito dalla pioggia di preservativi che ci ha invasi (parte dei quali sono stati usati durante il concerto come palloncini!). Il pezzo è seguito da un mozzafiato assolo di basso di Davide Pepe, come al solito sempre impeccabile nell'esecuzione, pulito, fluido e velocissimo.
Dopo l'assolo alla Billy Sheehan, "Addicted to that Rush" dei Mr. Big ci sta quantomeno bene, soprattutto se suonata e cantata bene come lo è stata durante il concerto. Un duetto di chitarra e voce (ed un fluido, veloce, divertente e pulito assolo di chitarra) introducono quello che nella demo è il pezzo conclusivo, l'ipertecnica e potentissima "Homebound Train".

La seconda ballata della serata, "Have to choose", è il pezzo che precede l'ennesima sorpresa della serata: la presentazione di un altro brano nuovo di zecca, la bella ed energica (e cattiva!) "Just hate". Inutile sottolineare che l'assolo di batteria di Marco Ninni è stato a dir poco mozzafiato! Il concerto prosegue con la cover dei Motley Crue "Girls Girls Girls", seguita da "Speedball", pezzo presenta nella primissima demo della band. Stando alla scaletta, il concerto si sarebbe dovuto concludere qui, ma i nostri ci hanno riservato altre due graditissime sorprese: in chiusura, infatti, la band ci ha deliziato con due cover (ovviamente cantate a squarciagola da chiunque fosse nel locale!), la prima delle quali è stata "Run to the Hills", eseguita in maniera ottima; la seconda delle due cover "fuori programma" è stata invece "Painkiller", brano che dal vivo la band ripropone spesso, in una versione fra l'altro vicina all'originale, per quanto riguarda la potenza del suono (e della voce!)

Insomma, quello del 16 settembre scorso è stato indubbiamente uno dei concerti più entusiasmanti e divertenti al quale l'allegra città di Bari ha assistito ultimamente. I Perfect Picture sono una grande band, con tutte le carte in regola per raggiungere il (meritatissimo) successo, e rappresentano anche uno dei fenomeni più inusuali dell'underground degli ultimi tempi (il genere proposto, in effetti, non vanta moltissimi adepti fra le band emergenti attuali) ed una realtà musica da vivere in prima persona, per poter farsi un'idea migliore sulla quantità (e qualità) dell'energia trasmessa dai quattro ragazzi baresi durante un loro concerto.

Lucia Lasorsa