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SPECIALI/ITALIAN METAL '80 - PRIMA PUNTATA

Dare origine a questa rubrica, cercando di esaminare l’intera scena italiana degli anni ’80, in ordine cronologico, scavando anche nell’underground, non è certamente cosa semplice, anche perché non tutto è documentato e quindi, in molti casi (specie per le band minori), rimangono soltanto vecchi ritagli di giornale, ormai ingialliti dal tempo, preziose testimonianze dei protagonisti, demo di cui si ignora l’esistenza e che, perfino gli stessi autori faticano a ricordarne la data o, spesso, nemmeno ne sono in possesso. Ma la passione va oltre le difficoltà, la fatica, gli impegni famigliari e di lavoro, diventa il motore propulsore indispensabile per realizzare questa “follia”. Non resta che affrontare, perciò, questa enorme mole di lavoro con notti insonni e ritagli di tempo sempre più rosicati.
Questa rubrica vuole essere soltanto un riepilogo dei fatti, così come si sono svolti, senza nessuna pretesa.

Un ringraziamento particolare ai maestri Stefano Ricetti, per il preziosissimo aiuto e a Gianni Della Cioppa, per “l’ispirazione” nell’affrontare questa ardua impresa (un’indispensabile guida il suo libro “Italian Metal Legion”, ormai sold out).


INTRODUZIONE
Si apre quindi, con questa puntata una nuova rubrica dedicata al METAL ITALIANO degli anni ’80, per sapere, vedere e approfondire cosa successe in quei mitici anni in casa nostra. Un viaggio attraverso recensioni, interviste, storie, aneddoti e curiosità per riportare a galla quelle sensazioni ed emozioni provate dai musicisti, dai fans, dagli addetti ai lavori e da tutti quelli che in quel momento erano parte di una scena che, con pochi mezzi a disposizione, dava l’anima e sognava, anche se poi in molti casi, il destino fu avverso. Tanta era la passione da parte dei protagonisti, che si superava ogni tipo di difficoltà, cadendo talvolta anche in qualche ingenuità, ma il tutto era sincero, spontaneo e faceva parte di un sogno senza fine. Erano anni bui, Internet era ancora un’utopia, tutto “viaggiava” e si diffondeva su qualche coraggiosa fanzine, su volantini fotocopiati (solo più tardi arrivarono le prime riviste ufficiali), sulla eroica voce di qualche programma radio, sul passaparola degli amici ed appassionati, sui pochi vinili presenti negli scaffali dei negozi specializzati e sulle mitiche cassette che spesso erano la duplicazione della duplicazione…..
Solo dopo una lunga e dura “gavetta”, fatta di sudati demo e concerti live, si arrivava ad incidere un vinile, senza la tecnologia di oggi e molte volte le band finivano in mano a produttori del tutto impreparati in materia. Purtroppo, una forte esterofilia da parte del pubblico (presente anche ai giorni nostri), scarsa professionalità e conoscenza da parte di chi operava nell’ambiente discografico e forse inutili rivalità ed invidie tra i gruppi, contribuirono a far svanire lentamente il sogno, facendo gettare la spugna a molte band; solo alcune passarono indenni attraverso il cambio dei tempi. Per molti di quegli “eroi”, però il cuore metallico non ha mai smesso di battere ed ecco allora tornare alla ribalta numerosi gruppi (vedi le tante reunion), con la voglia di recuperare il tempo perso e cercare un’altra opportunità. Sta a noi non farli tornare nell’oblio una seconda volta.
La mia speranza è che questa rubrica risulti interessante sia per chi in quegli anni era troppo giovane ed ora vuol scoprire come era la scena prima di Labyrinth o Lacuna Coil, sia per chi, come me, c’era e vuol condividere quei ricordi e quei momenti intensi di allora.
L’obiettivo, oltre a quello di non lasciar sepolte sotto la polvere opere e testimonianze di quel tempo, è quello di ridar voce a chi, in quegli anni, era in prima linea o in qualche modo ha fatto parte della scena. A loro chiediamo perciò di rifarsi vivi, di contattarci per aiutarci a ricostruire insieme quei momenti, evitando che vengano dimenticati per sempre.....

Un sentito e sincero ricordo va a quegli “eroi” che oggi purtroppo non sono qui tra noi a raccontare: Fabio e Roberto Cappanera, Marcello Masi, Yako De Bonis, Riccardo Lipparini, Giuseppe Codeluppi, Emanuel Jenee, Paolo Bonilli, Dario Carria, Aldo Polverari, Sanctis Ghoram e a tanti altri meno conosciuti, i quali condividevano la nostra stessa passione. Sarà la loro musica a parlare per loro!...
Tenetevi forte, si parte!


LE ORIGINI – LA SITUAZIONE PRIMA DEGLI ANNI ‘80
Negli anni ’70 nella nostra penisola, l’alternativa alla canzone italiana ed il buon modo di intendere un certo tipo di rock era fornito, anche e soprattutto, dalla viva e consolidata scena progressive italiana, con gruppi quali PFM, LE ORME, BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, NEW TROLLS, OSANNA ed altre band quali BIGLIETTO PER L’INFERNO, ROVESCIO DELLA MEDAGLIA, THE TRIP, BALLETTO DI BRONZO, CAMPO DI MARTE e MOBY DICK, solo per citare le più conosciute, abili ad imparentare il proprio sound anche con certe sonorità hard rock. Vale quindi la pena riascoltare quei vecchi e rari vinili (oggi tutti ristampati in cd) dove quei solchi polverosi ci svelano il notevole valore di quella scena rock progressiva italiana, l’unica in grado di farci assaporare i primi segnali di un rock duro, preludio a ciò che negli anni a seguire, avremmo potuto chiamare hard rock e heavy metal. Andiamo quindi a vedere chi, nel decennio precedente a quello in esame, non disdegnava il fragore delle chitarre e traeva emozioni anche da un suono ad alto voltaggio.


IL BALLETTO DI BRONZO
Foto Balletto di Bronzo Il gruppo napoletano, vede i suoi natali nel 1966 con Raffaele Cascone (chitarra), Michele Cupaiolo (basso), Marco Cecioni (voce) e Giancarlo Stinca (batteria) all’insegna della musica beat. Poco dopo il nuovo chitarrista Lino Ajello, che rileva Cascone, porta nuova linfa ed apporta sonorità hard al suono della band. Nel 1970 viene pubblicato dalla RCA l’esordio “Sirio 2222” che diventa una pietra miliare della scena rock progressiva italiana, ricco di richiami hard. Nel 1972, dopo alcuni cambi di line up, con l’ingresso di Vito Manzari al basso e Gianni Leone alla voce e astiere, la band pubblica “Ys” per la Polydor. Una sorta di rock opera ispirata ad un racconto medievale francese, dove nelle lunghe e complesse suite la nuova voce di Leone porta originalità ed enfasi ad un disco che diventa nel tempo un altro capolavoro. Le scarse vendite dell’epoca però portano la band allo scioglimento. Ajello e Stringa si trasferiscono in Svezia dove aprono uno studio di registrazione (dove passeranno fra i tanti, anche gli Europe). Leone si trasferisce a New York per intraprende una carriera solista pubblicando due album sotto il moniker di Leo Nero. I restanti membri invece collaboreranno con vari artisti italiani. Nel 1990 la rivista musicale Raro! pubblica “Il Re Del Castello”(un album di materiale inedito del primo periodo della band) e Leone ritorna in patria assemblando, un nuovo Balletto di Bronzo per un tour in Giappone e Messico (dal quale verrà estratto il live “Trys”, pubblicato nel ’99).

www.myspace.com/ballettodibronzowebsite


THE TRIP
Foto The TripBand italo-inglese, nella cui primissima line up, tutta inglese (che purtroppo non ha rilasciato nulla di ufficiale), ha militato, per poco tempo, un giovanissimo Ritchie Blackmore. Nata nel 1967 con il nome di Trips, per mano del bassista Arvid Andersen e del chitarrista Billy Gray, nel 1970 la band si stabilizza con l’ingresso di due italiani: il tastierista Joe Vescovi (che diverrà poi l’asse portante del gruppo) ed il batterista Pino Sinnone. Dopo l’interessante album d’esordio “The Trip” (‘1970), è “Caronte” (1971) a mostrare un lato duro ed energico, merito dalla chitarra di Gray, che ben si amalgama con il ricco impasto sonoro, in un susseguirsi di ritmi avvincenti. Con il successivo “Atlantide” (1972), senza la chitarra di Gray, con la band ridotta a trio, il ruolo delle tastiere di Joe Vescovi diventa predominante, con un sound che strizza l’occhio agli E.L.& P. Il successivo “Time Of Change” (1973) è un’ulteriore evoluzione sonora, ma costituisce anche il canto del cigno del gruppo. Joe Vescovi entrerà negli Acqua Fragile e poi nei Dik Dik. Dopo una breve esperienza nei Rainbow, durata alcuni mesi, ritroveremo il tastierista, all’inizio degli anni ’80, alla guida dei Knife Edge, misteriosa band della nuova scena heavy metal. Nel 2002 ricompare con gli Shout!, band pop in stile Beatles.


MOBY DICK
Quartetto napoletano nato nel 1968, formato da Enzo Petrone al basso, Sandro Coppola alla chitarra e voce, Adriano Assanti alla batteria e Toni Di Mauro alla chitarra. Dopo una buona attività live e l’uscita di un demo nel ‘71, nel 1973 tentano la fortuna trasferendosi in Inghilterra, dove registrano un omonimo disco presso gli Olympic Studios di Londra. Sette brani di hard rock zeppeliniano, con tante speranze, ma purtroppo l’album non vedrà mai la luce fino a quando, nel 2001, l’etichetta Akarma decide di stamparlo (con l’aggiunta di varie bonus). Dopo le registrazioni, del gruppo si perdono le tracce. Petrone entrerà negli Osanna (dove suona tuttora).


IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA
Band romana attiva dal 1970, composta dal chitarrista Enzo Vita, dal bassista Stefano Urso, dal batterista Gino Campoli e dal cantante Pino Ballarini. Dopo un successo al Festival Pop di Viareggio nel ‘71 e le date di supporto al tour di Jack Bruce (ex Cream), la band si guadagna un contratto con la RCA che pubblica l’esordio “La Bibbia”. Il disco, registrato in presa diretta, è un ottimo esempio di hard rock progressivo dal grande impatto, supportato anche dalle potenti esibizioni live. Con il successivo “Io Come Io” (1972), la band replica sulle stesse coordinate sonore, con testi di spessore filosofico. Segue una intensa attività live dove la band si fa notare anche per la potente amplificazione ed il volume sempre al massimo! (era piuttosto insolito per una band italiana usare un Tir per trasportare tutto l’equipaggiamento). Nel 1973 il suono del gruppo si arricchisce di tastiere con l’ingresso di Franco Di Sabbatino e con l’aiuto del compositore argentino L.E. Bacalov, viene realizzato “Contaminazione” (uscito anche in versione inglese “Contamination”). Noie contrattuali ed il furto della loro costosa strumentazione porta crisi all’interno della band. Il cantante Pino Ballarini abbandona e per un breve periodo sarà sostituito da un giovane Michele Zarillo(!) proveniente dai disciolti Semiramis. Il gruppo continua fra vari cambi di line up, senza cantante, fino allo scioglimento definitivo nel 1977. L’album live “Giudizio Avrai”, pubblicato nel 1988, è la testimonianza di questo periodo. Una reincarnazione della band, negli anni ’90, ad opera del chitarrista Enzo Vita, frutta due album (“Il Ritorno” -1995 e “Vitae”-1999), dal taglio commerciale e ben diversi dal classico sound.


I TEOREMI
Gruppo romano nato nel 1971 e autore di un pregevole hard rock progressivo. La formazione che vede Tito Gallo alla voce, Mario Schilirò alla chitarra, Aldo Bellanova al basso e Claudio Mastracci alla batteria, esordisce nel 1972, dopo l’arrivo del nuovo cantante Vincenzo Massetti (in arte Lord Enzo), con l’album omonimo, che purtroppo rimane la loro unica testimonianza.


CRYSTALS
Una sorta di supergruppo comprendente il bassista Giorgio Piazza (PFM), il batterista Giorgio Santandrea (Alphataurus), i chitarristi Marcello Todaro (Banco Del Mutuo Soccorso) e Nanni Civitenga (Raccomandata Con Ricevuta Di Ritorno) e il cantante Carlo Degani. Nel 1973 la formazione registra un disco per la Cramps che però non viene mai pubblicato, fino a quando, nel ’92, la Yellow si fa per fortuna carico di tale compito. Un buon disco rock, ampiamente strumentale, con forti richiami all’hard dei Led Zeppelin.


BIGLIETTO PER L’INFERNO
Foto Biglietto per l'InfernoGruppo di Lecco, nato nel 1972 ed autore di un ottimo prog dai forti accenti hard. Formata dal cantante Claudio Canali, dal batterista Mauro Gnecchi, dal chitarrista Marco Mainetti, dal bassista Fausto Branchini e dai due tastieristi Giuseppe Banfi e Giuseppe Cossa, la band si fa subito notare grazie ad una intensa attività live. Nel 1974 incidono il loro esordio omonimo, un prog/hard con la presenza di flauto e corpose tastiere. Il disco è bene accolto da critica e pubblico e la band intraprende un lungo tour, compreso il supporto alla tournee italiana degli Ufo. Viene successivamente registrato un secondo album (“Il Tempo Della Semina), che rimane però inedito per il fallimento della casa discografica (fino alla pubblicazione nel ‘92 ad opera dell’etichetta Mellow ). Dopo alcuni concerti, nel 1976 arriva lo scioglimento, complice il servizio di leva per tre membri della band ed uno sfumato contratto con la Virgin. Banfi intraprende una carriera solista, Gnecchi si dedica al jazz, mentre il cantante Canali, negli anni ‘90 si ritira in convento. Nel 2004 esce il lussuoso cofanetto “Un Biglietto Per L’inferno” (comprendente l’intera discografia, un cd live del ‘74 , un dvd ed un libro).

www.bigliettoperlinferno.com



ATLANTIDE
Foto AtlantideDa non confondere con l’omonima band francese, questa curiosa e sconosciuta formazione, nasce nel 1973, in Germania, ad opera di quattro fratelli italiani. Mimmo (chitarra e voce), Matteo (batteria), Mario (basso) e Leonardo Sanseverino (tastiere), tentano la fortuna in terra tedesca suonando tra l’altro al fianco di Scorpions, Atlantis e Message, creandosi un discreto seguito e ricevendo buone critiche. Nel 1976 si autoproducono il loro album d’esordio “Francesco Ti Ricordi” (uscito solo in Germania), un concentrato di hard rock con divagazioni prog. Della band più nessuna traccia. Da segnalare la ristampa in cd nel ’94 ad opera della Mellow.







Se siete degli inguaribili completisti è bene dare un ascolto anche ai seguenti vinili (alcuni insospettabili), non solo della scena progressive, per trovare annidata qualche piccola “dura vibrazione” di quel tempo:

“Searching For A Land” (‘72) e “UT” (‘72) dei NEW TROLLS; “Mr. E.Jones” (’72) dei genovesi NUOVA IDEA; “Frutti Per Kagua” (’72) dei romani CAPITOLO 6. I due album “Circus 2000” (’70) e “An Escare From A Box” (’72) dei psichedelici torinesi CIRCUS 2000; “Fede Speranza Carità” (’72) dei genovesi J.E.T. o i loro concittadini OSAGE TRIBE.
“Jumbo” (’72), “Dna” (’72) e “Vietato Ai Minori di 18 Anni” (’73) dei milanesi JUMBO, guidati dal carismatico cantante Alvaro Fella, dove in certi frangenti la chitarra “hendrixiana”di Daniele Bianchini diventa distorta. “Fiori di Metallo” (’73) dei fiorentini I CALIFFI o l’unica testimonianza in vinile dei romani SEMIRAMIS “Dedicato a Frazz” (’73). I fiorentini CAMPO DI MARTE, che vedevano in formazione ben due batteristi e che nel ’73 diedero alle stampe l’omonimo album. Gli sfortunati HERO, che emigrati in Germania, pubblicarono nel ’74 un omonimo raro vinile. “Generazioni” (’74) dei milanesi EDGAR ALLAN POE; le atmosfere cupe dei misteriosi e spettrali JACULA e ANTONIUS REX del carismatico Antonio Bartocetti. I RAMINGHI di Bergamo, guidati dal chitarrista Angelo Serighelli, che nel 1985 andrà a formare il gruppo hard rock dei Wizard. “Sun Supreme” degli IBIS o l’omonimo lavoro dei DUELLO MADRE. I SECONDA GENESI, oppure “Dies Irae” dei FORMULA TRE. “Asylum” (’79) dei romani ELEKTROSHOCK, che sul finire degli anni ’70 scuotevano la scena con la loro mistura di punk, hard, rock’n’roll e psichedelia e con concerti provocatori dal forte impatto visivo. I lavori di GLEEMEN, GARYBALDI, BAMBIBANDA e MELODIE, dove come comune denominatore troviamo il talentuoso chitarrista di stampo hendrixiano Pier Nicolò “Bambi” Fossati.

Analizzando la scena che più direttamente ci riguarda, nell’ambito del rock duro, ci furono anche tante band, che per svariati motivi non arrivarono mai all’incisione ufficiale, ma che in un modo o nell’altro furono tra i primi ad “osare”. La lista sarebbe senz’altro lunga, ma il tempo ha inghiottito ogni ricordo. Tra questi gruppi possiamo menzionare:

UN CASO DI FOLLIA
Foto Un Caso di FolliaForte dell’esperienza accumulata con I PERFETTI (con un repertorio a base di Cream, Deep Purple e Hendrix), il carismatico artista pescarese Mario Di Donato (futuro Unreal Terror, Requiem e The Black) forma, nel 1971, la nuova band UN CASO DI FOLLIA, con Silvestro Canzano al basso e Silvio Zaccagni alla batteria. Con un sound caratterizzato da richiami sabbathiani e ricco di sfumature mistico-oscure, la band riesce a mettersi in mostra soprattutto a livello locale, grazie ad una intensa attività live, fino al 1972, anno in cui Mario Di Donato decide di dar vita ad una nuova creatura: i Respiro Di Cane.






RESPIRO DI CANE

Fondati a Pescara nel 1972, dal chitarrista/cantante Mario Di Donato con l’aiuto di Enio Nicolini al basso (fedele compagno anche in Unreal Terror, Requiem, The Black) e Lucio D’Albenzio alla batteria. I Respiro Di Cane spiccano subito per il loro hard rock diretto e viscerale, sulla scia di Grand Funk Railroad, Black Sabbath e qualche cover di Balletto Di Bronzo e Rovescio Della Medaglia. Una costante attività live li porta ad un buon livello di notorietà. A conferma di questo arriva anche un importante servizio, sulle pagine della popolare rivista musicale dell’epoca Ciao 2001. Nonostante tutto però, la band non riuscirà mai ad arrivare al traguardo discografico e la partenza di Mario Di Donato per il servizio di leva, nel ’74, sancisce la fine del gruppo.
Foto Respiro di CaneFoto Respiro di Cane


YOGURT

I romani Yogurt nascono nel 1973 e, nonostante il nome inconsueto per una band hard rock, sono particolarmente attivi nella scena, fino all’inizio degli anni ’80. Si rendono autori di storiche esibizioni nell’olimpo del rock a Roma, come al J.Sebastian Bar e al Titan, noto club dove si esibì anche J.Hendrix. Purtroppo non riescono mai a raggiungere il debutto discografico ma si tolgono qualche bella soddisfazione, come il concerto di supporto agli inglesi Hunter nel 1978 e quello agli americani B52’s (finito in rissa...). Con l’inizio del nuovo decennio il loro hard rock vira verso un classico heavy metal, ma purtroppo nel 1981, dopo l’abbandono del cantante Guido Giuffrida, la band getta la spugna.


OMEGA R
Foto Omega RSono praticamente la prima incarnazione dei Dark Quarterer di Piombino. Nascono nel 1974 scegliendo il nome della formula della forza centrifuga (Omega x Erre). La line up è composta da Gianni Nepi al basso e voce, Fulberto Serena alla chitarra e Paolo Ninci alla batteria e propongono un repertorio a base di cover di Deep Purple, Black Sabbath, Uriah Heep, Jethro Tull, Krokus, Thin Lizzy e Gran Funk Railroad ecc…). Purtroppo rimangono poche le loro apparizioni live e su suggerimento del loro caro amico Duccio Marchi, la band si dedica alla composizione di materiale proprio. Prendono forma cosi le prime versioni di “Colossus Of Argil”, “Red Hot Gloves”, Gates Of Hell” e “The Entity”. La band prosegue la sua attività fino al 1984, quando decide di cambiare definitivamente nome in Dark Quarterer.


TRANCEFUSION

I Trancefusion nascono nel 1976 a Milano, per mano dei fratelli Bianco. Il sound del gruppo è di stampo prettamente punk. L’anno seguente si trasferiscono nella capitale per poi cambiare nome nell’estate del 1980 in RAFF, durante lo show di supporto ai Ramones, nei giardini di Castel S.Angelo a Roma. Tra il 1978 e 1979 tra le varie esibizioni live, da ricordare quella di supporto agli inglesi Hunter, nel 1978.


CHEATERS
Foto CheatersStrano gruppo di Pieve Di Cento, in provincia di Bologna, nato nel ’77 dal chitarrista Michele Bosi, allora vice campione di motociclismo, categoria juniores. Accompagnato da Marcello all’altra chitarra, dal cantante Bonora, dal bassista Enrico e dal batterista Marchetto, da origine ad una band che balza subito alla cronaca per l’uso del forte make up, tanto da essere accomunata con pressapochismo ai Kiss, anche in virtù delle “forti” esibizioni live, concentrate soprattutto a Bologna, Milano e Roma. Dopo un primo scioglimento, con l’arrivo del nuovo decennio Michele Bosi e Marchetto fanno un tentativo di riesumare la band, senza il make up. Come testimonianza rimane solamente un brano nella compilation “Bologna Rock” ed un misterioso bootleg su cassetta.


PULSAR

Foto PulsarA Milano, attorno al 1973, un giovane Pino Scotto fonda i Pulsar, che battono le strade polverose del southern rock. Della partita sono Valentino De Pascalis alla batteria, Raimondo Accardi al basso, Agostino Minichelli alla chitarra (oggi purtroppo non più tra noi). Dopo l’incisione del 45 giri “A Man On The Road”/“Angel”, la band si assesta con l’arrivo nel 1977 di Ruggero Zanolini alle tastiere (futuro Vanadium assieme a Pino) e nel 1978 con Dario Perego alla chitarra slide (anche lui passato a miglior vita). Nelle fila dei Pulsar transitano anche altri musicisti, fra cui Lino Cotrufo (Crazy Horse), Fabio Amodio e Adelio. Nella piccola sala prove “Lampa”, nella zona dell’idroscalo, viene forgiato il repertorio comprendente anche cover di The Allman Brothers, Lynyrd Skynyrd, The Outlaws, Molly Hatchet, Bob Seeger, Gary Moore e molti altri. La band si fa notare grazie ad apprezzati concerti a vari Festival dell’Unità, al Leoncavallo, al Teatro Uomo, al Pallalido, a Villa Litta di Milano, al Cinema Lagosta (con la proiezione di un film come fondale), al Caramellone, al Punto Rosso e al Teatro di Udine. Più tardi il gruppo è in procinto di far uscire l’album d’esordio, che purtroppo non vedrà mai la luce, causa l’incidente stradale mortale del proprietario della casa discografica con tutta la sua famiglia. Un duro colpo che mina la stabilità dei Pulsar, che verso la fine del 1979 si sciolgono. Nel 1980 Pino Scotto (in cerca di sonorità più hard) accetta l’offerta del chitarrista Stefano Tessarin di formare una band, coinvolgendo anche Ruggero Zanolini. Nascono di fatto i Vanadium.
Foto Pulsar



SMOOTH
Tra il 1975 e il 1977, un adolescente Steve Sylvester si fa le ossa a colpi di glam anni ’70 con i suoi Smooth. Con base operativa nel garage di casa sua, a Pesaro, la band presenta un look in pieno “glitter style” con Steve vestito tutto d’argento (come il suo idolo Brian Connolly degli Sweet). Con una strumentazione di “fortuna” e tanta attitudine, gli Smooth propongono il loro set comprendente cover di Slade, Sweet, T.Rex e Sparks ed una composizione inedita dal titolo “Exterminator Angels”, che in futuro diventerà “Murder Angels” dei Death SS.


PAUL CHAIN GROUP

Paul Chain, contemporaneamente alla sua attività con i Death SS, attorno al 1979 da vita al Paul Chain Group, per sfruttare i lunghi tempi morti della band principale. Il gruppo, particolarmente innovativo per il caratteristico cantato in lingua fonetica di Paul, presenta un repertorio basato in prevalenza su improvvisazioni, senza una scaletta fissa e simile a ciò che l’artista pesarese proporrà in veste solista negli anni successivi. Nella line-up ruotano vari artisti, fra i quali anche alcuni membri dei Death SS (con l’esclusione di Steve e Hughes). Il Paul Chain Group cessa di esistere quando, tra il 1983 e il 1984, dopo lo scioglimento dei Death SS, Paul da vita ai Violet Theatre.


CORONA D’ACCIAIO

Nascono a Trieste nel 1977 e comprendono Pino Mc Kenna al basso, Yako De Bonis alla voce, Flavio Ritani alla batteria e Diego Gregoretti alla chitarra. Il repertorio è costituito principalmente da cover di Deep Purple e Led Zeppelin, per far posto successivamente, a materiale proprio, cantato in italiano. Arriva qualche soddisfazione attraverso qualche data fuori regione e qualche apparizione in radio. Verso la fine del 1980, dopo l’arrivo dei nuovi Frank Levi alla chitarra e Silver Kid alla batteria, il sound vira verso l’heavy metal e la band cambia nome in STEEL CROWN.


Sempre sul finire degli anni ’70 nascevano altri gruppi che lasceranno un segno negli anni a seguire e che tratteremo in seguito:


STRANA OFFICINA
A Livorno, nei primi anni ’70, nasce la Strana Officina, con una formazione a tre, composta da Fabio Cappanera, chitarra e per qualche tempo anche cantante, il fratello batterista Roberto Cappanera ed il bassista Enzo Mascolo. Il loro sfrenato amore per il rock sfocia in un repertorio a base di cover di J.Hendrix, Rory Gallagher, Deep Purple e molti altri. Nel 1978 si unisce alla band il cantante Johnny Salani, che resterà fino al 1982. In questo periodo nascono alcuni brani cantati in madrelingua come “Non Sei Normale”, “Vai Vai”, “Profumo Di Puttana”, “Sole Mare Cuore”, “Officina”, “Non C’è Più Mondo” e “Viaggio In Inghilterra”, che diventeranno nel tempo cavalli di battaglia in sede live. Fra i tanti leggendari concerti, la band avrà l’onore di partecipare nel 1980 alla prima edizione del Pistoia Blues al fianco di gente del calibro di Muddy Waters e BB King. Ma della Strana Officina ce ne occuperemo meglio nelle prossime puntate...


DEATH SS

Nel 1977, a Pesaro, l’unione artistica tra Steve Sylvester e Paul Chain da origine ai malefici Death SS, la band più misteriosa e maledetta che il nostro paese abbia mai conosciuto, destinata negli anni a venire, a mietere successi e far parlare di se. La passione per l’occulto, l’horror e per la musica oscura, prendono così forma attraverso i personaggi impersonati dai vari musicisti che compongono la band: Steve Sylvester (il vampiro - voce), Paul Chain (la morte – chitarra), Danny Hughes (la mummia – basso), Thomas Chast (il licantropo – batteria) e Claud Galley (lo zombie - chitarra). Le scioccanti esibizioni live, condite con sinistre scenografie, contribuiscono ben presto a creare attorno al gruppo quell’alone di mistero e di fascino oscuro che ha sempre contraddistinto i nostri, per la gioia dei fans, contrapposta a timore e disgusto dei benpensanti. Questa prima incarnazione durerà fino al 1982 e non porterà a nessuna incisione discografica, ma di questo e altro ce ne occuperemo prossimamente...


A Codroipo (UD) nel ’76 prese forma il primo nucleo dei QUASAR, che molti anni dopo diventeranno i QUASAR LUX SYMPHONIE, conosciuti dai progster di tutto il mondo. A Savona i VANEXA (nati nel 1978) nel ’79 sfornavano già il loro primo demo. In prossimità del 1980 tante altre band erano già operanti e facevano sentire il loro grido. Fra le tante: gli ICE di Bergamo, poi diventati OURSELVES (e futuri HALLOWED), i FIREBALL di Ventimiglia, guidati dal bassista Fulvio Gaslini, che qualche anno dopo diventeranno i CROSSBONES. Gli EPRON invece smuovevano la scena padovana con il loro hard rock. I REX INFERI di Forlì, che a quel tempo suonavano un hard/blues, gli ZEPHYR di Ravena ed i SYNTHESIS di Terni. I POWERAGE di L’Aquila, gli SHINNING BLADE di Bari ed i loro concittadini WOUND, autori di un mix di hard rock e punk. I romani LUNAR SEX, nati dalle ceneri dei punk Oersted, i veronesi WHITE BATS, sempre dalle tendenze punk, come pure i pisani CHEETAH CHROME, dal sound in stile Ramones. I vicentini OSAGES (futuri XIPE) e gli SMASH HITS dalla provincia di Venezia. Nell’area milanese scorazzavano i KNIFE EDGE, la TARKUS ROCK BAND, i DEMON RAGE, i RAVAGE, i NIGHT KILLER, gli OVERAGE, gli ATHENA e i BLOODY SKIZZ. E poi ancora KILLRAVEN e SPHINX (con sede in Germania).


Con l’arrivo degli anni ’80, il vento della NWOBHM (New Wave Of British Heavy Metal) portava le prime avvisaglie hard & heavy anche nel Belpaese, dove oltre alle “canzonette” imperversava la new wave e la dance music e, per un’Italia abituata a bel altro, la parola “heavy metal” destava stupore. Non esistevano ancora riviste metal specializzate. Qualche striminzito articolo sulle grandi band internazionali lo si poteva trovare su CIAO 2001, ma per il resto bisognava affidarsi a qualche rivista straniera rivolgendosi all’estero o, i più fortunati, la reperivano in qualche grande città. Era il 1980 quando, il mensile ROCKERILLA inaugurò al suo interno la rubrica “Hard & Heavy”, grazie al sapiente lavoro di Beppe Riva (primo giornalista italiano a parlare con competenza di metal), anche se Beppe già nel 1979 aveva iniziato a scrivere di hard rock e heavy metal su questa testata. Erano solo poche pagine ma era quanto bastava per diffondere il “verbo”. Potete quindi immaginare in quale contesto e difficoltà si muovevano le prime band, spesso dalla vita breve o circondate da un alone oscuro, disposte a sfidare tutto, macinando chilometri per suonare il più delle volte per pura passione davanti a pochi appassionati e molte volte addirittura rimettendoci di tasca propria. Iniziarono poi a diffondersi le FANZINES, giornalini scritti a macchina, fotocopiati e assemblati artigianalmente, che trasudavano la devozione e l’infinita passione dei loro autori. Passione tanto profonda che stava alla base anche del “tape-trading”, ovvero gli scambi di registrazioni su cassetta, che spesso erano di qualità ignobile ma erano tremendamente importanti e per averle si era disposti a snervanti attese di pacchetti postali. Sul versante radiofonico è d’obbligo dar merito a Marco Garavelli, di essere stato uno dei primi deejay heavy metal di un certo spessore in Italia. Dalle onde di Radio Peter Flowers di Milano, infatti il suo programma “Linea Rock” fu per anni uno dei precursori e punto cardine che la scena metal italiana ricordi, sia per i contenuti che per la competenza del conduttore. Il programma durò quasi quattordici anni (!), fino a quando nel 1993 Radio Peter Flowers chiuse i battenti.

Tornando alla musica, anche se da più fonti, l’inizio del movimento metal italiano, viene identificato nella compilation “Heavy Metal Eruption”, (curata da Beppe Riva e uscita per merito della rivista Rockerilla nel 1983), in realtà, come abbiamo visto, alcune agguerrite bands (spesso dalla breve esistenza), avevano già iniziato le loro scorribande ed alcune avevano già lasciato una loro testimonianza discografica. Ma di questo vi parleremo prossimamente. Quello che avete letto finora è solo l’inizio del nostro lungo viaggio a ritroso negli anni ’80. Nelle prossime puntate approfondiremo nei dettagli tante altre cose. Restati sintonizzati!

A cura di: Sergio Nardelli

Un ringraziamento a:
Mario Di Donato per le foto Un Caso Di Follia e Respiro Di Cane, Ferdinando Santonicola per la foto The Trip, Gianni Nepi per la foto Omega R, Pino Scotto e Ruggero Zanolini per le foto dei Pulsar.