Per rivivere da vicino le vicende di questa band, abbiamo dapprima incontrato gli storici protagonisti Domenico Prantera, Luigi D’Ermes ed Emilio Vettor, i quali si sono lasciati andare ad una sincera ed amichevole conversazione ed infine abbiamo raggiunto Aldo Prantera e Rossella Tacco, protagonisti della seconda incarnazione dei New Age. Ecco cosa ne è emerso...
Intervista con Mimmo Prantera, Luigi D’Ermes, Emilio Vettor
Allora cominciamo dagli esordi. I NEW AGE nascono a Milano nel 1979. Quali sono i vostri ricordi di quel periodo?
[Luigi]: Beh, io ricordo i miei esordi musicali con molta nostalgia. Il periodo NEW AGE è quello in cui io mi evolvevo musicalmente, affinando tecnica e gusto, con Mimmo, Sergio, Luchy ed Emi eravamo una band troppo all’avanguardia per il periodo ’79-’80. L’unica band in grado di contrastare il sound inglese, visto la mini-tournee con i Raven! Bellissimi ricordi...
[Domenico]: Dei New Age ho dei bei ricordi...La prima line up era formata da me al basso, Sergio Rampoldi alla voce, Emilio Vettor e Gino D’Ermes alla chitarra e Luciano alla batteria. Diciamo che il gruppo tirava abbastanza, anche a livello italiano, era una bella band...Facevamo una specie di thrash metal strano, un po’ punk. Oggi lo definisco così perché suonavamo i brani con tantissima energia e grinta che, anche se erano sul genere Iron Maiden o Ac/dc, a livello di ascolto, si spostavano sul thrash metal/punk.
[Emilio]: Ricordi molto belli soprattutto perchè in quel periodo avevo sedici anni, frequentavo un istituto professionale a Milano, dove ho conosciuto Sergio Rampoldi (cantante). La nostra seconda passione era la musica. Dopo aver comprato i primi strumenti iniziammo a frequentare una nota sala prove a Milano, per iniziare ad imbastire un repertorio, logicamente metal! Le nostre influenze musicali erano legate ai gruppi dell’epoca come AC/DC, Scorpions, Toto, ecc...Dopo essere entrati nell’area underground musicale di Milano abbiamo conosciuto Mimmo Prantera (basso), Gino D’Ermes (chitarra) e “Lucky” Luciano(batteria). Con loro abbiamo acquisito subito una quadratura musicale, legata alla loro esperienza. Eravamo pronti per buttarci nella mischia, eravamo i New Age! Il groove era molto d’impatto, potente e poco elaborato, un rock basato su una ritmica serrata, chitarre potenti e voce grintosa.
Nel 1981 incidete un 45 giri contenente i due brani “New Age/Nessuno Ci... ”, uscito per la Belgravia Records. Come fu quella esperienza?
[Domenico]: Eh eh, quanto tempo è passato!...Manco me li ricordavo i titoli dei due pezzi. Il 45 giri non è che ha venduto tante copie. Un tipo ci ha portati in questa casa discografica e in un giorno abbiamo fatto tutto. Abbiamo registrato prima il basso e batteria e successivamente le due chitarre e la voce...E’ stato fatto tutto in “casa”, tutto in modo artigianale, come il disegno di copertina, che dovevano essere due chitarre incrociate, invece mi sembrava un pollo alla diavola...ah aah! Comunque i New Age erano già un discorso professionistico, solo che non c’erano spazi e poi i discografici di alto livello non ci capivano, per cui tutto ciò che ci è successo in quel momento, con questo discografico, l’abbiamo preso al volo. I New Age hanno passato quattro mesi in cantina, duri, intensi. A parte il 45 giri, avevamo talmente tanti brani che potevamo incidere due album. Dal vivo eravamo una potenza. Con il timbro vocale di Sergio, molto tagliente, tipo Ac/dc e un tiro pazzesco riuscivamo a coinvolgere anche chi ascoltava musica classica.
[Luigi]: Si noi ci credevamo ed eravamo sicuri che con un nostro prodotto, anche se non era di grande qualità, ci dava la possibilità di proporci. Purtroppo la partenza di Sergio Rampoldi per il militare e la proposta di Pino Scotto di far parte dei Vanadium, hanno interrotto il futuro dei New Age, dico interrotto perché nella mia testa c’è sempre l’idea di riformarli e per me sarebbe realizzare un sogno che ho sempre tenuto nel cassetto.
[Emilio]: Dopo aver iniziato a fare concerti nell’hinterland milanese, dato che il nostro obbiettivo era soprattutto cercare di suonare il più possibile, fummo contattati da questa piccola casa discografica, che ci fece registrare il 45 giri. L’entusiasmo era a mille, nel giro di pochi giorni eravamo riusciti a concretizzare il nostro lavoro. La registrazione, logicamente non era molto professionale , anche perchè si è svolta in un solo giorno, ma comunque all’ascolto rendeva l’idea di che pasta era fatto il gruppo. La scelta dei due brani era stata fatta in funzione di rappresentarci al massimo. Il primo brano era un rock’n’roll melodico, bello cadenzato, il secondo invece esaltava una base veloce ed una ritmica thrash, supportata da una voce graffiante.
La band ha la ghiotta occasione di fare un mini tour con i Raven. Via ai ricordi...
[Luigi]: Si come ho detto e’ stata un’esperienza esaltante, eravamo l’unica band dell’hinterland a suonare con un gruppo inglese troppo forte...
[Domenico]: Con i Raven, ricordo il concerto di Milano che è stato fantastico!!! Il pubblico, che tra l’altro la maggior parte della gente erano fan dei Raven, durante la nostra esibizione sembrava impazzito perché noi, saliti sul palco, li aggredimmo subito con la nostra grinta, per cui non ebbero il tempo di chiedersi: “Ma chi sono questi?”...Ricordo che Emilio si lasciò talmente prendere che ad un tratto afferrò le corde della chitarra le strappò e le buttò come regalo al pubblico. Grandioso!!!
La vostra entrata nei Vanadium sancisce praticamente la fine dei New Age...
[Emilio]: Sergio a diciotto anni è partito per il militare, di colpo ci siamo ritrovati senza il cantante e nel contempo il gruppo dei Vanadium era rimasto senza il chitarrista Stefano Tessarin ed il bassista Fortunato Saccà . I Vanadium, gruppo all’epoca con una visibilità molto forte, ci fece una proposta di una fusione per continuare il progetto iniziato dai precedenti componenti, con una prospettiva discografica e di progetto molto interessante. La decisione fu di sciogliere i New Age e continuare con questo nuovo progetto.
[Luigi]: Si purtroppo, il mio contributo ai Vanadium è stato “Queen Of The Night”, ancora oggi il mio assolo è irripetibile. Il brano è stato composto da me e Mimmo, poi il vuoto...
Cosa avete fatto Emilio e Luigi dopo l’avventura New Age e la breve esperienza Vanadium?
[Emilio]: Nel 1983 ho suonato con i Sestili Mensis (Baba, Mauro Savazzi, Giacomo Sestiliis e Antonello Tintinaglia), poi come Vettor Band (Giacomo Sestiliis, Francesco Cavallotti, Giancarlo Morra) e infine dal ’88 al ’96 con i Radio (Sergio Rampoldi, Mauro Savazzi, Daniele Pobbiati, Daniele Fioletti).
[Luigi]: Dopo l’avventura Vanadium ho costituito una band antagonista, gli Spotlight, con loro eravamo davvero unici, con Rossella Tacco alla voce. Abbiamo tentato anche San Remo, andato però male per il genere troppo aggressivo...Una band davvero compatta ed innovativa per l’utilizzo delle chitarre. Per un periodo mi sono dedicato alla musica elettronica e da li la creazione di jingles pubblicitari molto importanti. Ancora oggi sono in programmazione tv incisioni con vari artisti italiani, ecc..., fino ai giorni nostri dove con Emilio suoniamo nella stessa band.
Quali sono i vostri migliori ricordi relativi all’esperienza New Age?
[Luigi, Domenico, Emilio]: Sicuramente l’amicizia e la stima che avevamo e che continuiamo ad avere tra di noi!
Qualche anno più tardi i New Age riprendono forma. Qual’era la line up?
[Domenico]: Si, successivamente il discorso New Age è stato ripreso da mio fratello Aldo Prantera, alle tastiere, Rossella Tacco alla voce, Riccardo “Baba” Sestiliis alla chitarra, Giacomo (fratello di Baba) alla batteria e Mauro Savazzi al basso. Bravissimi musicisti che stimo molto e ringrazio per aver portato in giro per un periodo il nome New Age. Tra questi nomi voglio ricordare che Rossella Tacco, e stata la corista di punta nell’album “Seventheaven” dei Vanadium e fece tutte le date per la promozione del disco!
Se ci fossero i giusti presupposti, riformereste i New Age?
[Domenico]: Pensa Sergio, che proprio la settimana scorsa ci siamo sentiti con Emilio e ci siamo chiesti: “Ma perché non riformiamo i New Age?”. Se ci fosse anche il cantante Sergio Rampoldi, un pensiero si potrebbe farlo!...Lui non so dove sia, ma questa intervista mi ha quasi convinto, da domani mi metterò alla ricerca, non si sa mai, eh eh!!!
[Luigi]: Credo di si visto che io ed Emilio suoniamo ancora insieme...
[Emilio]: Credo che purtroppo certe cose arrivino solo una volta, ma comunque mai dire mai, io sono possibilista, sono rimasto in contatto con tutti Sergio, Mimmo e Gino. L’unico componente che ho perso di vista è Luciano e se si dovessero creare i giusti presupposti, perchè no!
A voi la chiusura dell’intervista.
[Emilio]: Per me è nato tutto dai New Age, ricordarlo è stato eccezionale, grazie!
[Domenico]: Grazie Sergio, per avermi dato la possibilità di rivivere un periodo della mia vita dedicata a un grande gruppo: i NEW AGE!
[Luigi]: Grazie per l’opportunità che ci hai dato, è stato bello ricordare i vecchi tempi. Attualmente con Emilio stiamo lavorando ad un progetto importante culturalmente, non ti dico di cosa si tratta, sarà una sorpresa! A presto!
Intervista a Aldo Prantera
Aldo, quali sono le motivazioni che ti spingono nel 1983 a dare nuova vita ai New Age, con una line up completamente diversa da quella storica?
I New Age sono stati un gruppo che mi ha colpito dalla prima volta che sono andato a sentirli, per cui non meritava di scomparire così. Ci siamo guardati in faccia con gli altri ed abbiamo deciso di portare avanti il nome e lo abbiamo fatto con orgoglio, anche se durò poco, ma comunque abbiamo ricevuto delle belle soddisfazioni.
Raccontaci qualche bella situazione live vissuta “on the road”...
Salire sul palco con il nome New Age era sempre una situazione che mi faceva star bene!
Quali furono i motivi che portarono i New Age a “gettare la spugna” e sciogliersi definitivamente?
Quando è stato deciso di andare in giro con il nome New Age, si sono fatti degli accordi precisi: quando qualcuno di noi voleva abbandonare il gruppo poteva farlo in qualsiasi momento, ma non perché la band non funzionasse, ma perché ognuno di noi aveva in testa un progetto da portare a termine e così fuori uno, fuori tutti.
Quali sono gli episodi che ti sono rimasti più a cuore del periodo New Age?
Gli episodi sono stati tanti; il più importante, suonare con Baba, Mauro, Giacomo e Rossella. Mi faceva sentire realizzato ed ancora oggi mi manca molto non suonare con loro!
Sei ancora in contatto con i tuoi ex compagni d’avventura?
Sinceramente è un po’ che non li sento e mi piacerebbe tanto rincontrarli!
Chiudi questa breve chiacchierata a tuo piacimento.
Tanto rispetto per i Vanadium, ma rimprovero sempre a mio fratello Domenico di non aver continuato come New Age, perché sono sicuro che oggi sarebbe su un palco a suonare la sua musica che è la sua vita, magari con me alle tastiere...ah aah!
Intervista a Rossella Tacco
Ciao Rossella, parlaci delle tue precedenti esperienze e del tuo ingresso nei New Age?
Cominciai a cantare in una formazione di Bollate, caratterizzata da ben due elementi di genere femminile, molto all'avanguardia per quei tempi ma soprattutto per l'ambito rock, notoriamente roccaforte maschile. Infatti oltre a me alla voce c'era Silvana, batterista, nonché mia grande amica (lo è tuttora) e compagna di classe al liceo. In scaletta, cover di Deep Purple (“Lazy”, “Black Night”, ecc...) ma soprattutto pezzi dei Rainbow, Michael Schenker Group, ecc...Penso che quello sia stato il periodo più divertente ed appagante anche perchè si riusciva a suonare un po' ovunque, soprattutto nelle piccole feste di partito e dei Comuni, nei paesi fuori Milano. Poi per divergenze di interessi musicali, il gruppo si sciolse...Iniziai quindi la storia degli Spotlight, forse era il 1983. Poi, non ricordo il motivo, il gruppo si sciolse e io entrai nei New Age. Penso di essere rimasta con loro per quasi un anno, a cavallo tra il 1984 e il 1985. Mi ricordo di aver registrato un demo con 4 o 5 pezzi. Io arrivavo, come ti ho detto, dalla prima formazione degli Spotlight, che si riformarono qualche anno dopo e che raggiunsi nuovamente dopo l'esperienza con i New Age.
A quei tempi non era tanto frequente trovare una band capitanata da una donzella. Come hai vissuto questa esperienza e quali erano le tue sensazioni?
Per quanto riguarda la questione femminile dico e confermo che adesso come allora, le donne per dimostrare di essere valide devono faticare il 40/50% in più rispetto ai propri colleghi uomini....e non solo nell'ambito rock e musicale!
Quali sono gli episodi che ti sono rimasti più a cuore del periodo New Age?
Mi ricordo benissimo che provavamo al Leoncavallo, avevamo a disposizione una sala prove enorme. Bellissimo e inimmaginabile ora!!! Fammi pensare...Mi ricordo anche che in quel periodo “Baba” faceva il militare proprio a Milano, in una caserma vicino a dove abitavo. Quindi, finite le prove, ero io ad accompagnarlo, tassativamente entro la mezzanotte, altrimenti erano guai...un po’ come Cenerentola...ah ah! Ai tempi avevo una 500 rossa, bellissima!...Beh, succedeva spesso di essere in ritardo, quindi non ti dico i numeri!
Sei ancora in contatto con i tuoi ex compagni d’avventura?
Si, ti dico che ho ripreso ultimamente i contatti anche con quelli che ormai avevo perso di vista. Quasi tutti hanno ripreso a suonare ultimamente e tutti guardiamo e pensiamo con nostalgia quel periodo particolare dei primi anni 80.
Quali sono stati i tuoi passi successivi allo scioglimento dei New Age.
Chiusa la parentesi New Age, ho proseguito con la riformazione degli Spotlight con alcuni nuovi elementi. Nel frattempo, ho fatto qualche esperienza in sala di registrazione e poi ho accompagnato il tour “Seventh Heaven” dei Vanadium come corista. Era il 1990, dopodichè ho abbandonato completamente la musica. Scelta veramente discutibile ripensandoci ora, ma ero veramente stanca e delusa nel non riuscire a vedere alcuna prospettiva dopo così tanta fatica.
Mi sono dedicata alla famiglia ed in seguito solo a mia figlia che ora ha quasi 19 anni e sta diventando una più che promettente batterista, allieva di Mario Riso. Ora suona con il gruppo “Rougenoire” ( www.rougenoire.it), gruppo femminile già ben noto ed agguerrito e sta lavorando ad una nuova formazione, sempre al femminile, “Nasty Sisterhood”, senz'altro ne sentirete parlare a breve...Quindi anche se io mi sono fermata, indirettamente qualcosa è continuato!...Anzi, assistendo e supportando tutto questo, da due anni ho ripreso a cantare, prendendo lezioni, in attesa di capire cosa fare.
A cura di Sergio Nardelli
Un grazie a Domenico Prantera, Luigi D’Ermes, Rossella Tacco e Mirko De Fox per il materiale fotografico fornitoci.
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