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Folk Metal. Dalle origini al Ragnarok
di Fabrizio Giosuè

Fabrizio Giosuè - Folk Metal. Dalle origini al Ragnarok

Per la prima volta, quest'anno, io e la mia famiglia ci siamo concessi due settimane di ferie.
Prima di partire per i colli umbri ho messo in valigia il bel libro di Fabrizio Giosuè e, durante quei giorni, ho avuto modo di gustarmelo, senza ovviamente rubare tempo alla famiglia!
Sulla copertina troneggia un cavaliere, tratto da un dipinto dell'artista russo Viktor M. Vasnetsov, incorniciato da fregi medievali; il fianco è adornato di rune; l'impressione è di un libro molto ben curato e solido, ottima grafica e peso 'importante'. Di fatto, pur essendo un tascabile, ''Folk metal. Dalle origini al Ragnarok'' vanta in effetti un'ambizione 'enciclopedica' e un primato: la prima opera dedicata interamente al folk metal.
Cominciando a sfogliare, troviamo la prefazione di Alice ''Persephone'' Landi, che assieme a Fabrizio ''Mr. Folk'' cura il sito omonimo (http://misterfolk.com/) e che ci offre qualche curiosità sul nostro autore e la sua dedizione a questa forma di metallo.
L'introduzione di Fabrizio ci porta all'alba del genere, parlando di Led Zeppelin (!), Quothorn, a cui viene imputata la nascita del viking-metal, degli inglesi Skyclad e degli irlandesi Cruachan, fondatori del folk metal celtico.
Qui ci troviamo subito alle prese con una delle ''croci'' del recensore, i generi musicali: quali sono i generi del folk metal?

Fabrizio sceglie di definire pochi generi ( e sottogeneri) fondamentali:
1) Polk metal per indicare metal e melodie tradizionali, con voce solitamente pulita e testi incentrati sul folklore;
2) Extreme folk metal quando la musica e voce so fanno più aggressive e vicina al death melodico;
3) Pagan metal, quando tematiche e musica, a volte più melodiche, altre più aggressive, si rifanno a tradizioni pagane;
4) Pagan black metal per indicare una forma marcatamente black a livello atmosferico e musicale;
5) Viking metal quando si rifà al mondo nordico e alla mitologia norrena.

Messo in chiaro quali parametri verranno usati, un breve paragrafo illustra le principali influenze tematiche, un breve excursus su storia, miti e leggende locali, mitologia norrena e irlandese, paganesimo e tematiche fantasy con particolare riferimento a Tolkien ( è impressionante quante band abbiano preso il nome dalla Terra di Mezzo).
Il grosso del libro è occupato da una disanima enciclopedica delle band che, in una forma o nell'altra, si rifanno al folk metal; i gruppi sono raggruppati per zone geografiche, seguendo un apparente criterio cronologico di apparizione sulla scena e importanza: per ogni zona, troviamo ovviamente i grandi nomi ma anche uno stuolo di band minori, con storia e discografia commentata.
Non mancano nemmeno le interviste ai nomi fondamentali o più interessanti della scena.
Troviamo quindi il Regno Unito, con i precursori Skyclad, i Cruachan, i Primordial; la Scandinavia, patria del viking metal e ricchissima di gruppi, di cui citiamo i seminali Bathory di Quothorn, i Wintersorg, i Mithotyn, i famosissimi Amon Amarth, gli Enslaved, rappresentanti della frangia più estrema o i più poetici Windir di Valfar; i chiassosi Trollfest, i Korpikklani, i Finntroll, ma i gruppi sono davvero tantissimi. Scendendo in centro Europa, da terre germaniche verso il bel Paese, Falkenback ed Eluveitie sono sicuramente i nomi più conosciuti, ma è da sottolineare come Fabrizio abbia scelto di non includere nel suo libro tutta la scena del medieval rock/metal che in Germania ha moltissimi rappresentanti, In Extremo su tutti. L'Italia si difende più che bene, con gruppi ormai lanciatissimi come i Folkstone, metallo fatto di passione e sudore, cantato in italiano e suonato con strumenti tipici e che parla della loro storia, (più folk di così) ma anche i Furor Gallico, i Kalevala hms, dal suono particolare, molto vario e contaminato ma assolutamente divertenti, i Draugr e parecchie nuove interessanti realtà. Passiamo poi a conoscere la realtà di Francia e Spagna (Mago de Oz!!!) e, con un salto, arriviamo nei territori dell'Est Europa: nell'ex-Unione Sovietica dove i nomi di riferimento sono Arkona, Skyforger e Metsatoll; in Romania dove il folk metal porta il nome di Negura Bunget, fino a scendere in Grecia. Canada e USA si meritano un loro capitolo, anche se la scena è piuttosto giovane e scarna. Per finire, a volo d'uccello, il resto del mondo, dal Sud America all'Australia, passando per Sud Africa e Mongolia: il folk metal qui è appannaggio di singole band coraggiose. Discorso a parte il capitoletto dedicato al pirate metal, di cui gli Alestorm sono probabilmente il gruppo più conosciuto.
Dopo una disamina sul panorama attuale, sul significato del suonare folk metal, sulle prospettive per il genere, alcuni capitoletti sono dedicati a personaggi cardine del genere: Quothorn, Valfar, Fenriz e l'artista Kris Verwimp.
In chiusura di volume, le necessarie bibliografia e discografia minima consigliata.
I vari capitoli sono inframmezzati da piccole schede tematiche su strumenti tipici, rune, Tolkien e argomenti attinenti. In più, valore aggiunto, il libro è multimediale, le pagine sono cosparse di QRCode che rimandano a video e brani musicali.
Mi concedo di fare alcuni appunti, chiamarle critiche è esagerato.
il libro non è esente da refusi, a volte semplici sviste ed errori di battitura, ma ci scappa anche un errore di Fabrizio ( Deathmaster dei Doomsword, nella stessa pagina diventa Deathhammer); niente di grave, però, si capisce sempre quello che si legge! Altra cosa, il sommario non è completamente corretto nella numerazione e nell'ordine degli argomenti; in più forse sarebbe stato utile inserire un indice dei nomi... recuperare le informazioni su una band minore comporta di sfogliarsi ex-novo l'intero volume.
Il libro è a tutti gli effetti uno strumento indispensabile per conoscere la scena del folk metal; i complimenti a Fabrizio Giosuè sono d'obbligo, e il suo nickname ampiamente meritato.
Un plauso anche alla Crac Edizioni che si sta imponendo come leader degli editori specializzati nel metal.

  • 2014
  • Crac Edizioni