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Old Station Music Camp, 10-12 Luglio 2014 Branca di Gubbio (PG)

A volte capita di imbattersi casualmente in eventi inaspettati. Così è capitato che, passeggiando per un paeisino della terra umbra dove mi trovavo in vacanza, il mio occhio fosse catturato dalla foto di un volantino, in terra mezzo calpestato, che ritraeva un ragazzotto con chitarra in mano che cammina verso l'orizzonte lungo i binari di una ferrovia.

Dopo un piccolo ripensamente, decido di raccglierlo per dare un'occhiata e scopro essere il flyer dell'Old Station Music Camp, una tre giorni a base di concerti e clinic dedicata ai chitarristi, con protagonisti David Pieralisi e Massimo Varini, che si terrà a pochi km da dove risiedo.

Ok, siamo piuttosto lontani dal metal, ma è innegabile che siamo di fronte a due dei maggiori chitarristi italiani, in ambito rock. Per chi non lo sapesse, Varini ha suonato con Vasco Rossi, Biagio Antonacci e Nek, Pieralisi con Mietta e Zarrillo.

La manifestazione prevede tre giorni di concerti di band emergenti, mostra scambio di strumenti e clinic e concerto di Varini e Pieralisi, previsti per il sabato.

Per ovvi motivi logistici, non riesco a seguire tutta la manifestazione, ma mi concentro sul sabato... con famiglia al seguito mi dirigo a Branca di Gubbio e, trovata la vecchia stazione ferroviaria che porta ancora evidenti segni della 2a guerra mondiale, mi appresto a seguire la clinic elettrica di David Pieralisi,incentrata sulla ritmica. Tra esercizi per affinare la precisione ritmica, fraseggi e dissertazione su distorsione, crunch e pedali, David ci offre alcuni suoi pezzi, un rock fusion con un gran bel tiro e ovvia dimostrazione di tecnica e feeling.

Massimo Varini si presenta con un set­up piu essenziale, niente basi preregistrate, pochi effetti, una loop station che gli permetterà di creare i giri di accordi che userà durante la clinic, perché, come lui dice, gli accordi devi suonarli per sentirli tuoi. Niente programma già fatto, Varini chiede ai presenti di dare il via tramite le domande... c'è chi chiede come sviluppare il "tocco" e questo da il "la" ad una discussione sul suono, su come i plettri influiscono, sulla differenza tra le plettrate e le tecniche di bending... Un altro argomento sono le "note target", in poche parole, come suonare un
solo senza sbagliare una nota! Ma il messaggio fondamentale è che bisogna amare la propria musica ed ogni nota che suoniamo, riempirla di feeling ... non possiamo semplicemente buttarla lì e lasciarla andare, come "non lasceresti mai un amico al bar senza salutarlo".

L'ora di pranzo è ormai passata e i miei piccoli non resistono più, per cui ce ne torniamo a casa. Nel pomeriggio Massimo terrà una clinic acustica piuttosto frequentata, a giudicare dalle foto, ma noi decidiamo di ripresentarci dopo cena, per il concerto acustico.

Alle 21.30 Massimo Varini sale sul palco, con la sua fedele Eko in braccio e il suo set­up essenziale, si presenta e da il via alla musica. Per ogni pezzo, Massimo ci racconta una storia, un aneddoto, una curiosità. A lui piace raccontarsi con le parole ma, soprattutto, con la musica, aspetto che l'ha portato a lasciare i grossi tour per concentrarsi sulla chitarra acustica. I minuti passano, si susseguono "Walkin' man", "A22, Bridge To S.Peterberg", "Last Time", "First Train Home", "McAlifunk", tratte dai suoi dischi acustici (Urban Guitar, My Sides e Anacrusis).

Il set non prevede solo pezzi strumentali, ma anche alcune cover cantate dalla compagna Rossella, dalla voce bella, calda e potente. Sul palco i due hanno un feeling evidente, "What a feeling" è proprio il primo pezzo che interpretano insieme, e poi "Smooth Operator" di Sade, in una versione leggermente latina, "Luce" di Elisa e "Sign Your Name" di T.T. D'Arby (ora Sananda Maytreia).

Per chiudere ancora due pezzi, "Gate 18" e una rocambolesca "Arabeguine" con finale in crescendo, che scatena più di un applauso: è una standing ovation quello che sigla il finale dell'esibizione, Varini è un grande chitarrista che ogni musicista, metallaro o no, dovrebbe conoscere e apprezzare.

La chiusura di serata è messa nelle mani dei Blue Jade, cover band dedicata alla "purple family" e avranno Davide Pieralisi come special guest. Sulla carta si preannuncia granitica e potente, ma domani si ritorna a casa, i bimbi sono stanchi e quindi da genitori assennati quali siamo, lasciamo Branca.

Facciamo un plauso agli organizzatori, che hanno messo davvero tanta passione nell'organizzare la manifestazione e auguriamo loro tante soddisfazioni per le future edizioni di Old Station MusicvCamp.