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Aborym - Dirty Remix

Aborym - Dirty Remix

“This world want to fuck you!”
(Aborym, “Irreversible Crisis”)

Partiamo dal presupposto che il prodotto che abbiamo tra le mani, “Dirty Remix”, non è totalmente l’ultimo disco degli Aborym. Lo è per 2/9 (due-noni). Infatti nella tracklist del suddetto troviamo in apertura due tracce a marchio Aborym: l’inedito “A.T.W.A./All the way alive” e una rivisitazione di “Does not Compute” estratto dall’album “With no Human Intervention” (2003).

Le restanti sette tracce che compongono l’album sono remix tratti da “Dirty” (2013). Vi troviamo tre diverse rivisitazioni di “Helter Skelter Youth”, due di “Irreversible Crisis” e poi una di, rispettivamente, “Dirty” e “I don’t know”. Ci troviamo di fronte ad un album per palati fini, per tutti coloro che non storcono il naso davanti alla ricerca musicale, per tutti coloro che non amano definirsi ortodossi o “old school”. Sappiamo bene (e citare gli Ulver e Burzum è il grande, classico esempio) che la musica estrema, soprattutto il black metal, si prestano ad evoluzioni che possono trascinarli lontano dalla matrice che li ha generati, siano, tali evoluzioni, contaminazioni industrial, sviluppi drone o ambient.

“Dirty Remix”, nella fattispecie, vive (ed il titolo è più che esplicito al riguardo) di un’anima sperimentale e contaminata da musica elettronica, trance, tekno. Le nove tracce che convivono all’interno dell’album creano un tutto unico ed omogeneo. Le due songs a firma Aborym mantengono uno stile marcatamente industrial, marchio di fabbrica della band e, se possibile, lo accentuano ancora di più amalgamandolo in maniera geniale ad una componente elettronica con cadenze dai tratti dark.

Nei tre remix di “Helter Skelter Youth” vengono fuori le diverse anime che compongono la musica dei Nostri: nel remix di Biomechanical Christ e Red Sector A (“Stigmata” remix) è ancora presente tutta l’anima black. Con il “Nihilistic Bastard” remix di Mortiis (e conoscendo il personaggio già sapete cosa c’è da aspettarsi!) ci troviamo di fronte ad un quadro futurista animato da velocità e tecnologia, è un “Tempi moderni” in versione 2014, dove pompe, pistoni ed ingranaggi girano a ritmi forsennati, i macchinari pompano senza sosta, la rapidità ed i suoni metallici sono i protagonisti di uno scenario post-industriale stile “Mad Max”. L’anima elettronica viene fuori con la terza versione: il “Pervy” remix di Kaoma Mega e Throne of Molok vive di sonorità elettroniche mainstream (The Prodigy, The Chemical Brothers) ma affilate da un tocco dark che rende il tutto incredibilmente atmosferico.

Il remix di “I Don’t Know” (“The Blackbirds II” remix) di Emiliano Natali mantiene un touch rock-heavy incorporando batteria con doppio pedale, intermezzo stille ballad e assolo di chitarra.

Nelle due versioni di “Irreversible Crisis” si alternano suoni e ritmi puramente tekno, martellanti ed ossessivi (“Tanz mit Aborym” – il mio pezzo preferito), ed evoluzioni più sperimentali, quasi noise (“Rotten Core”).

Il remix di “Dirty” (“Hellektro Apocalypse” remix), forse il più riuscito dell’album in assoluto, porta il marchio XP8 a.k.a. Marco Visconti and Marko Resurreccion due italiani con quartier generale a Londra, da dove spargono il proprio verbo fatto di elettronica, trance e tekno. Come loro affermano di se stessi sul loro sito “What Benny Benassi is for pink-shirt-wearing mainstream girls, XP8 is for the alternative electro scene: and Italy's most successful export in that field, these days”.

Insomma, di materiale da studio ce n’è in quantità. Sia chiaro però: non si tratta di un album metal. Qui siamo nelle terre sconfinate della sperimentazione dalle quali sono banditi tutti coloro che amano le etichette, che vivono ancorati agli stilemi, che chiamano l’evoluzione “incoerenza” e che definiscono “tradimento” ogni esperimento che possa portare a nuove soluzioni e direzioni stilistiche. A tutti coloro diciamo “This world want to fuck you!”.

Ai restanti, amanti del connubio, del nuovo, del mix, delle sonorità industriali mischiate alla trance, alla tekno e all’elettronica ma con un alone nero come il carbone, il nostro invito è quello di precipitarsi ad acquistare il prodotto presentato (e qui mi sento un po’ Giorgio Mastrota quando vende le pentole), per i primi 150 l’edizione è limitata e il cofanetto in alluminio vi giunge a casa con ben tre chiodi, originali e arrugginiti databili inizi ‘800, incollati sopra.

Antitetanica raccomandata.

01. A.T.W.A. | All the way alive (unreleased song, by Aborym)
02. Does not Compute 1.2 ("Captain Morgan" version, by Aborym)
03. Helter Skelter Youth ("Nihilistic Bastard" remix by Mortiis)
04. Helter Skelter Youth ("Pervy" remix by Kaoma Mega, Throne of Molok)
05. Irreversible Crisis ("Tanz mit Aborym" remix by Kingdom)
06. Dirty ("Hellektro Apocalypse" remix by XP8)
07. Helter Skelter Youth ("Stigmata" remix by Biomechanical Christ, Red Sector A
) 08. I Don’t Know ("The Blackbirds II" remix by Emiliano Natali)
09. Irreversible Crisis ("Rotten Core" remix by RG Narchost)
  • 2014
  • Industrial/Elettronica/Trance/Tekno
  • Stridulation Records

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09.02.2003