Ambramarie – Breve chiacchierata con la cantante

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con AmbraMarie, giovane rocker salita alla agli onori della ribalta tre anni fa per la partecipazione ad un noto talent musicale, cercando di capire quanto questa esperienza abbia cambiato o ostacolato la sua carriera musicale e cosa succede dopo che riflettori televisivi si spengono.

no imageIl nome AmbraMarie comincia a farsi conoscere dopo X-Factor, ma cosa c’è stato prima? Cosa facevi?
Ho conosciuto i miei attuali musicisti nel 2004 e, come tutte le band squattrinate che si rispettino, suonavamo nel garage adibito a sala prove del batterista. Abbiamo iniziato la nostra attività live in vari locali del nord Italia, facendo cover e pezzi nostri.

Sempre a proposito di Xfactor, una domanda che forse ti hanno già fatto in tanti: è stata più opportunità o un “problema”?
Per me è stata un’opportunità, che mi ha permesso, una volta finito il programma, di fare moltissimi concerti con la mia band per tutta Italia. Ho cercato di sfruttare al meglio quel momento per fare quello che desideravo da una vita: saltare su un furgone con la band, macinare chilometri e suonare, suonare, suonare!
E’ ovvio che tante persone hanno molti preconcetti nei confronti dei ragazzi che fanno i talent perchè pensano che tutti quelli che vi partecipano si svegliano una mattina dicendo “faccio il cantante!”, quando in realtà c’è gente che ha alle spalle una gavetta decennale.
Io vedo i Talent come uno spazio in più per chi ha voglia di fare musica, certo neanche a me piaceva tutto quello che “girava intorno alla musica”, cioè la spettacolarizzazione ai fini di un programma televisivo, ma è un compromesso che la dentro devi accettare. E’ una volta finito il programma che devi scegliere se portare avanti le tue idee o quelle di qualcun altro.

“3 anni, 7 mesi, 2 giorni” , perchè hai deciso questo titolo per il tuo disco?
E’ il tempo preciso che è intercorso tra la mia eliminazione a X Factor e il giorno in cui abbiamo consegnato il master del disco finito. Non è che siamo rimasti chiusi tre anni in studio (!!!), è solo che per trovare gente seria e disposta a credere in noi e nei nostri brani non è stata una passeggiata!!

AmbraMarie è la cantante, ma AmbraMarie è anche il gruppo che da un bel po’ di tempo suona con te: se non mi sbaglio, sono tutti componenti anche degli Odio su tela…
Si, AmbraMarie è un gruppo, una famiglia. Tre su quattro dei miei musicisti fanno parte degli Odio Su Tela e sono Raffaele D’Abrusco, MigHell Vanelli e Mattia Degli Agosti. Hristo Lepri invece ne ha fatto parte per il primo anno, poi ha abbandonato perchè si sentiva troppo vecchio per il crossover! Ahahaha!

Tra tante etichette, la scelta di Valery records è voluta o casuale? Come vi trovate?
Avevamo diverse opportunità, ma abbiamo scelto la Valery per il bel rapporto che si è creato subito dai primi incontri con le persone che ci lavorano. Ci troviamo bene, certo non è una major, ma non è per forza un difetto, ci hanno lasciato infatti la massima libertà su tutto il nostro progetto.

Nel disco, mi sembra di percepire pochi sentimenti “positivi”, tanta rabbia, malinconia e tristezza. Quanto c’è di tuo, di vostro?
C’è molto, anzi direi tutto. La vostra recensione (di Alessandro Biasi) ha colto nel segno ogni singola emozione e sfumatura che volevamo sottolineare con la nostra musica.

Altra particolarità, la scelta di alternare inglese e italiano. Non sarebbe stato meglio una scelta di campo precisa?
In realtà possiamo dire che questo, nonostante sia il primo disco, racchiude un pò la nostra storia che dura già da nove anni. In principio scrivevamo in inglese, negli ultimi tre anni in italiano; quando abbiam dovuto scegliere i brani da inserire in “3anni2mesi7giorni” non ce la siamo sentita di escludere alcuni vecchi pezzi che ci piacevano tanto e nemmeno di tradurli in italiano, dove avrebbero sicuramente perso qualcosa (per noi).
Il disco è stato distribuito anche in Spagna e il fatto di avere dentro pezzi in inglese ci sta dando la possibilità di provarci anche in altri Paesi.

Cantanti e musicisti di riferimento?
Adoriamo Foo Fighter, Skunk Anansie, Muse, Guns ‘n’ Roses, Pearl Jam … io invece in particolare adoro i Radiohead e Damien Rice. Poi nella band in generale le influenze sono molte, dagli Avenged Sevenfold agli Underoath… certo queste sonorità non si colgono magari molto nel disco, ma fanno parte del nostro background musicale… siamo comunque cinque persone che scrivono insieme ed ognuno mette il suo.

A te la chiusura.
Grazie a Metallo Italiano per questo spazio, per l’attenzione e la professionalità, soprattutto in un periodo come questo, dove per una band emergente è difficile farsi notare.


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