Ancestral – intervista a Domiziano Mendolia

Dopo un lunga assenza durata un decennio, gli Ancestral sono tornati alla grande con una rinnovata line-up e soprattutto con il nuovo lavoro "Master of Fate" capace di riproporre in chiave moderna i classici stilemmi dello speed metal. Abbiamo raggiunto il bassista Domiziano Mendolia per parlare della loro ultima fatica e di quanto è accaduto in questi ultimi anni in casa Ancestral.

AncestralCiao Domiziano, bentornati! la vostra è un’assenza che dura da ben 10 anni. Ve la siete presa comoda…
Ciao Paolo, è un piacere sentirti, grazie dell’intervista! Diciamo che non siamo stati proprio con le mani in mano. A seguito dell’uscita di “The Ancient Curse” abbiamo avuto diversi problemi di formazione che hanno rallentato non poco il processo di composizione, abbiamo lottato duramente per portare avanti la band, la cui line up, dopo l’ingresso di Carmelo Scozzari nel 2010, si è stabilizzata nel 2013 grazie all’entrata di Jo Lombardo.

Parliamo un pò di “Master of Fate”, il vostro nuovo album che personalmente ho trovato un disco divertente, dal suono diretto e decisamente più cattivo rispetto al vostro debutto. Quando avete cominciato a comporlo?
Direi che ci siamo seriamente impegnati nella composizione a partire dal 2010. L’ingresso di Carmelo ci ha dato nuovo entusiasmo oltre che idee nuove. Sai quando non hai una formazione completa e non sai se realmente troverai gli elementi giusti, la motivazione viene meno. Aaggiungi pure che noi come band non siamo molto interessati alle scadenze, preferiamo pubblicare dischi solo se veramente soddisfatti.

Nelle vostre canzoni emerge sempre il vostro background musicale, i gruppi che avete amato e immagino suonato, ma il tutto non appare mai come un plagio ma piuttosto una sorta di omaggio all’età d’oro del power metal. In fase di scrittura quanto incidono i vostri gusti musicali?
Grazie, ci hai azzeccato in pieno! I nostri gusti musicali incidono e come. “Master of Fate” doveva venire fuori proprio come una sorta di omaggio dell’epoca d’oro del power metal, senza per questo scopiazzare i nostri guru. Abbiamo realizzato il disco che avremmo sempre voluto ascoltare da fans, forse sei uno dei pochi che l’ha notato, a molti invece è sembrato un disco retrò, vecchio, e questo a mio parere non è corretto, in quanto il metal è sempre stato considerato una musica senza età. Voglio dire, se prendo un disco dei Judas Priest, Iced Eeart, Helloween, Helstar o Gamma Ray, non mi aspetto gli elementi tipici di un sound moderno e al passo coi tempi, non siamo mica gli 883 o Laura Pausini! Non è che siamo andati in Polonia per avere un sound in stile Amaranth o Domination Studio. Stesso discorso vale per coloro che invece hanno definito il nostro sound moderno.

Nuovo album e nuovo cantante. Come siete entrati in contatto con Jo Lombardo?
Con Jo Lombardo ci conoscevamo già anche se non personalmente. L’incontro è avvenuto ad uno dei concerti che abbiamo tenuto con Fabio Lione. Conoscevo le sue ottime qualità vocali, ma non eravamo proprio sicuri che la sua bellissima voce fosse adatta al sound degli Ancestral. Un giorno mi riascoltai il disco degli Orion Riders, che all’epoca mi fu inviato direttamente dalla Soundholich Records (che ristampò la nostra seconda demo in Giappone), esattamente il brano “Old Symphony” e così sparirono tutti i dubbi. Jo è anche una persona molto umile oltre che splendida.

La sezione ritmica, un vero e proprio rullo compressore, è una delle carte vincenti di questo disco. Insomma tra fratelli vi intendete alla perfezione…
Dai, troppo buono invece non puoi immaginare che zuffe tra fratelli! ahahah… quante volte Carmelo si è trovato a sedare le liti, davvero una situazione tragicomica! Questo perché la struttura delle canzoni non è affatto semplice come può sembrare. Se le ritmiche e i vari passaggi non si incastrano per bene, manca quell’equilibrio, quel groove e tutto suona scialbo. Molto spesso questi due strumenti sono molto sottovalutati in una metal band.

“Master of Fate” è stato prodotto da voi, ma poi per mastering e mixing siete andati in Polonia presso gli Hertz Studio e il disco è uscito per la tedesca Iron Shield. Come mai queste scelte?
Volevamo avere un prodotto competitivo, che si distinguesse dalla massa delle uscite power e devo dire che siamo rimasti molto soddisfatti del risultato. E’ stato un lavoro duro, ma per fortuna agli Hertz Studio eravamo in buone mani e d’altronde se lavorano con gente come Decapitated, Venom, Behemoth, un motivo ci sarà. Anche a loro è piaciuto molto il nostro disco e ci hanno fatto davvero molti complimenti. Per quanto riguarda il passaggio ad Iron Shiel Records, volevamo lavorare con una label tedesca per avere una chance in più su territorio internazionale.

Durante la vostra permanenza in Polonia siete stati coinvolti in una rissa. Volete raccontarci cosa è successo?
Beh, nulla di particolare diciamo che in Polonia il vino si beve più dell’acqua e alcuni tizi sono incappati male con noi Siciliani. Il problema è che abbiamo perso una giornata di lavoro con la polizia polacca. Peerò, ora che ci penso, non sarebbe male far distribuire in Polonia il nostro Nero d’Avola “Ancestral Red Supremacy”.
Com’è nata la collaborazione con Fabio Lione? Il brano è stato composto insieme o lo avete scritto prima immaginando che sarebbe stato adatto al suo timbro vocale?
Fabio Lione è un amico della band ormai da 11 anni, abbiamo collaborato insieme nelle sue uscite soliste come Fabio Lione Band. Anche lui è una grande persona oltre che simpaticissimo, il nostro brano era già composto, ma lui ci ha messo del suo e si sente. Tengo a precisare che la nostra non è stata la classica ospitata di una Special Guest, ma una piacevole collaborazione tra buoni amici!

Il titolo di “Wind of Egadi” omaggia la nostra Sicilia. Di cosa parla questo brano?
Beh te la faccio breve: “Wind of Egadi”, narra della battaglia finale combattuta tra le Isole Egadi durante la prima guerra punica, dove Roma riesce a sconfiggere Cartagine, dominatrice dei mari, grazie ad un particolare vento proveniente da ovest che soffiava sin dal primissimo mattino, e che colse impreparata la flotta cartaginese. Ma attenzione, l’omaggio alla Sicilia continua a tavola, con la nostra linea di busiate trapanesi cosiddette delle Egadi, che stanno andando a ruba… ahahaha!

Come definereste gli Ancestral ieri e oggi? Quali sono le maggiori differenze (a parte l’età ovviamente) come uomini e musicisti?
Direi che le differenze sono poche. Dal punto di vista musicale abbiamo voluto evolvere il nostro songwriting, rendendolo più elaborato e personale, puntando sempre sulla qualità, così come dal punto di vista umano. Si cresce, si matura e si cerca di fronteggiare alle varie intemperie della vita avendo sempre cura di rispettare il prossimo.

Dieci anni è quasi un’era geologica sia per la musica sia per la tecnologia. Quanto è cambiato per voi fare musica?
Gli Ancestral sono una vera e propria “garage band”, nonostante la distanza tra i vari componenti, provenienti da Trapani, Agrigento e Catania, ci imponiamo di provare almeno una volta a settimana, facendo a turno la spola tra le varie città di provenienza, e tu sai benissimo, essendo siciliano come noi, che non è impresa semplice, soprattutto quando piove, visto e considerato la situazione delle nostre strade. Come band siamo molto attenti all’evoluzione dei tempi e non solo, anche a livello di marketing, cercando di non farci sfuggire nulla. E’innegabile che la tecnologia da questo punto di vista ci ha aiuta soprattutto in fase di composizione facendoci recuperare del tempo prezioso, potendo così lavorare singolarmente sulle varie canzoni che vengono proposte poi in sala prove. Per il resto, discograficamente, viviamo in una fase di transizione dove il disco sta letteralmente scomparendo, ed è ormai diventato un optional. Anche se non amo le varie piattaforme musicali come iTunes, spotify e diavolerie varie, non nego affatto la loro utilità anzi, con “Master of Fate” ci siamo accorti che ci sono ottime possibilità divulgazione della nostra musica, oltre che di guadagno economico, non per questo molte label stanno puntando più sulla pubblicazione digitale cercando di fregare tante di bands. Noi da questo punto di vista, abbiamo preferito non dare alcuna licenza sul digitale e gestire tutto in proprio. Non si sa mai nella vita. Per quanto riguarda la questione del marketing, abbiamo voluto accompagnare l’uscita del disco, non solo col merchandise classico, ma anche con una vera e propria linea di Vini pregiati e pasta artiginale acquistabile sul nostro negozio on line.

Le scorse settimane avete suonato insieme ai Goblin ed ai Trinakrius in provincia di Catania. Com’ è andata il ritorno sul palco e se avete altre date in programma?
La serata è andata benissimo e c’era molta affluenza, a parte i soliti inconvenienti tecnici, devo dire che il nostro obbiettivo era quello divertirsi ed è stato raggiunto. I Goblin sono stati grandi, e anche Trinakrius e Haunted hanno spaccato, per cui serata è riuscita in pieno grazie anche all’ottima organizzazione della V.ov. eventi, quanto ad eventuali date in programma, ci stiamo veramente impegnando molto, ma non esce fuori nulla, ci sentiamo snobati e tagliati fuori dal circuito metal soprattutto nazionale.

Grazie ragazzi per la chiacchierata. A voi lo spazio per i saluti…
Grazie a te Paolo per il supporto e per esserti accollato questo supplizio. Vorrei invitare tutti i metal kids e gli addetti ai lavori ad offrire una chance agli Ancestral contattandoci direttamente per informazioni o eventuali live, non ve ne pentirete!! Grazie ancora!!


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