Sandness – un nuova realtà del glam/street italiano

Per tutti gli amanti delle sonorità glam/street, abbiamo incontrato i trentini Sandness, promettente band di Rovereto, giunta all'esordio discografico e pronta a farsi largo nella colorata scena glam/street. Non sono nati nei pressi del Sunset Boulevard, ma dalla loro hanno tanta grinta, un ottimo potenziale e la giusta attitudine... Rock'n'Roll !!!

no imageCiao ragazzi, benvenuti sulle pagine di Metallo Italiano. Volete riassumere la vostra storia per chi ancora non vi conosce?
[Mark]: La band è nata nel 2008 dalle menti degli allora sedicenni Mark e Metyou (rispettivamente basso e batteria), con l’obiettivo di riportare alla luce l’hard rock degli 80’s con pezzi originali, senza copiare ciò che è già stato fatto. Ci sono stati diversi cambi di formazione durante gli anni. L’unico che sembrava avere le stesse ambizioni degli altri due membri era Robby, che entrònel gruppo nel 2009 e diventòil nuovo chitarrista. Dopo quattro anni passati a suonare in quattro, siamo diventati un power trio. Durante gli scorsi anni abbiamo archiviato un buon successo in Italia e all’estero e abbiamo avuto la possibilità di aprire i concerti di musicisti famosi come Adam Bomb nel 2010 e L.A.Guns nel 2011. Sempre nel 2011 abbiamo fatto un breve tour nella capitale lettone Riga e nel 2012 abbiamo suonato in Francia al rinomato “Glam Fest”. Il nostro primo demo “Return To Decadence” è uscito nel 2010, ma è stato con il secondo, “Life Without Control”, che ci siamo fatti conoscere al mondo, grazie anche alle vendite del merchandise via internet. Abbiamo passato tutto lo scorso anno lavorando sulle canzoni per il primo album ufficiale “Like An Addiction”, che è stato rilasciato in tutto il mondo il 5 Aprile 2013 dalla Sleaszy Rider Records. E ora stiamo organizzando il primo vero tour europeo.

Dopo essere diventati recentemente un trio dunque, irrompete sulla scena con il vostro album d’esordio. Raccontateci la genesi di “Like An Addiction” comprensiva di sensazioni e aneddoti.
[Robby]: Abbiamo iniziato a registrare il 2 dicembre 2011 al Mago Studio di Avio (TN) portando in sala di registrazione sia alcuni pezzi estrapolati dalla nostra seconda demo, sia pezzi nuovi composti durante l’anno precedente alle registrazioni. Abbiamo passato 6 mesi alternando l’esperienza in studio, al lavoro in fabbrica e abbiamo cercato di dare il massimo in entrambi i campi. Abbiamo finito di comporre la canzone che chiude l’album, “Shake My Dancin’ Soul”, in studio e l’abbiamo presa un po’ come una scommessa, del tipo: “se viene bene questa, viene bene tutto l’album”. Tutte le canzoni sono storie di vita vissuta, in particolare “No One Leaves Until The Dawn” che è dedicata agli after party durante il mini tour a Riga, dove appunto nessuno andava a dormire prima dell’alba.

Ci volete presentare il vostro scoppiettante album “track by track”, parlando anche dei testi?
[Mark]: Ottimo, allora… “Artificial Lover”, presente anche nel nostro secondo demo, l’abbiamo ripescata e perfezionata per farla diventare la traccia d’apertura. Vorremmo sfatare il mito che la vuole dedicata ad una bambola gonfiabile, perchè non è cosà! Per quel che riguarda “Bad Things Cause Bad Things”, Peter, il protagonista della canzone, è una persona reale, come reali sono gli orrori che ha subito e che sono descritti nel testo. Questa traccia è dedicata a lui, una delle persone più forti che abbia mai conosciuto. Il testo di “Don’t Drop” è stato scritto dal nostro ex chitarrista Federico Spina, che è sempre rimasto un nostro grande amico e sostenitore, ma non ci ha mai spiegato cosa c’entrasse William Wilson con il resto delle lyrics, che parlano di una ragazza. Quindi rimarrà un mistero sia per voi che per noi… “Darkness Around Me” parla della vita notturna, che puòintrappolarti e renderti schiavo dell’alcool. “Dreamin’ Is My Way” parli di sogni. Tutti noi abbiamo dei sogni, c’è chi li insegue e chi meno. Questa canzone è per tutti quelli che come noi inseguono costantemente il proprio sogno cercando in tutti i modi di realizzarlo, affrontando gli ostacoli rappresentati da false morali e autorità fasulle. C’è poi l’intervallo strumentale “Lia”, scritto da Robby, che ha acconsentito ad intitolarla “Lia” in ricordo di una persona molto importante, che purtroppo è venuta a mancare qualche anno fa. “Pay What You Say”, anche questa estrapolata dal nostro demo “Life Without Control”, descrive la rabbia procurata da una delusione sentimentale. “Drinkin’ Wine Under The Bridge”, scritta dal nostro vecchio compagno di avventure Spina, racconta di una nottata che ha passato a bere sotto ad un ponte… molto sleazy…eh eh! “No One Leaves Until The Dawn”, come detto in precedenza, è dedicata alle nostre interminabili nottate durante il tour in Lettonia. “Lay Your Hair Down”, sempre composta da Spina, insegna a far casino alle feste come si addice ad un vero rocker. Infine “Shake My Dancin’ Soul” è una canzone aggressiva nei confronti dei dogmi della Chiesa Cattolica, un’istituzione che ha provocato più morti di molte guerre… non è tutto oro quello che luccica.

Come siete giunti al contratto discografico con la Sleaszy Rider Records e quali sono le vostre aspettative?
[Metyou]: Non appena abbiamo finito le registrazioni abbiamo cominciato a inviare e-mail e cd a svariate case discografiche e il contratto migliore c’è stato offerto dalla Sleaszy Rider Records che si è dimostrata interessata a pubblicare il nostro album. Ci siamo subito trovati in sintonia con il manager Tolis, con il quale ci teniamo sempre in contatto per aggiornarci. Ci aspettiamo che la collaborazione porti a dei risultati soddisfacenti sia per noi che per loro; infatti noi ci stiamo impegnando a dare il meglio con quest’album anche per ricambiare la fiducia che l’etichetta ha riposto in noi.

Cosa si può dire riguardo alla stimolante copertina?
[Robby]: La ragazza in foto merita il rispetto di tutti per aver posato in reggiseno, all’aperto, a metà gennaio, mangiando un gelato (che abbiamo dovuto scaldare con il phon per farlo sciogliere). A fine giornata ci siamo fatti una scorpacciata di gelato!

Mitico! Rendeteci partecipi del vostro processo compositivo…Come nasce un brano dei Sandness e quali sono gli input?
[Mark]: Prendiamo ispirazione da tutto ciò che ci circonda e dalle nostre esperienze personali. Generalmente ad occuparsi della musica è Robby mentre i testi sono perlopiù opera mia; comunque, la versione finale di ogni canzone è sempre il frutto di un lavoro fatto da tutti e tre insieme: Metyou riesce sempre a dare quel tocco in più ad ogni brano, diciamo che è un piccolo produttore all’interno della band.

Quali sono i vostri punti di riferimento, il vostro background musicale e il disco che mi ha cambiato la vita?
[Mark]: Il mio punto di riferimento sono i Motley Crue, il mio gruppo preferito da ormai sette anni. Il disco che mi ha cambiato la vita infatti è “Shout At The Devil”. Negli ultimi tempi ho allargato i miei orizzonti musicali per trarre nuove ispirazioni anche da altri generi.[Metyou]: Io personalmente ascolto una grande varietà di sottogeneri del rock/metal e sono pochi quelli che ancora non hanno attirato la mia attenzione, ma mai dire mai. Non credo di avere un punto di riferimento ben preciso, ma comunque se devo citare un album che mi ha colpito tantissimo è “The Dark Side Of The Moon” (parlando di un genere lontano dal nostro) e a pari merito “No More Tears” di Ozzy e “Hey Stoopid” di Alice Cooper, parlando di un genere più vicino al nostro.
[Robby]: Il mio cd di culto non è uno solo ma sono tanti; i principali da cui ho tratto i migliori insegnamenti sono: “Mechanical Resonance” dei Tesla e “The Number Of The Beast” degli Iron Maiden. Li reputo album completi perchè tutte le tracce suscitano in me una reazione positiva.

Il nostro paese non è mai stato terreno fertile per il genere glam/street. A livello italiano, gruppi storici come Halloween, Shabby Trick e Miss Daisy (negli anni ’80), Nasty Licks, Jolly Power, Gran’ma Monkey, La Rox (negli anni ’90), Baby Ruth, Johnny Burning e pochi altri (in tempi più recenti), hanno certamente lasciato un segno. Qual è la formula dei Sandness per imporvi nell’attuale scena, dove la musica è concepita in maniera diversa e le emozioni tendono a rimanere in secondo piano?
[Metyou]: In Italia ci sono molte band glam/street, ma purtroppo alcune sembrano concentrarsi più sull’apparenza che sulla sostanza. Noi siamo dell’idea che i capelli cotonati e l’eccesso non portino da nessuna parte finchè non si hanno delle buone canzoni. Per questo ci impegniamo ad offrire un prodotto musicalmente valido e a suonare bene in sede live, sia in Italia che all’estero (dove, tra l’altro, abbiamo fatto più successo che in molti altri concerti in Italia…)

Durante le vostre numerose scorribande on the road, in cui spiccano anche quelle oltre confine, avete avuto modo di condividere il palco anche con icone del genere come L.A.Guns e Adam Bomb. Quali sono le situazioni più belle da ricordare?
[Mark]: Senz’altro quando Tracii Guns ha utilizzato la chitarra di Robby per fare un clinic prima del concerto, complimentandosi con lui in seguito. E’ stato molto emozionante aver avuto l’occasione di parlare con lui, avergli dato la nostra demo “Life Without Control” e ricevere la notizia, qualche giorno dopo, che è stata apprezzata. In cambio, Tracii ci ha regalato un paio di copie dell’album che stavano promuovendo.

Qual è il vostro sogno nel cassetto?
[Robby]: Forse sarà scontato, ma come ogni altra band emergente sogniamo di riuscire a vivere della nostra musica, senza pretendere di essere ricchi sfondati. Ci piacerebbe riuscire a lasciare il segno e scrivere almeno un piccolo paragrafo della storia delle musica.

Bene, allora diteci quali sono i programmi dei Sandness attuali e a lungo termine?
[Metyou]: Attualmente stiamo pensando al primo video ufficiale di “Artificial Lover” (qualche giorno fa è uscito l’unofficial di “Drinkin’ Wine Under the Bridge”) e ci stiamo concentrando assieme all’etichetta sul tour che ci porterà in giro per l’Europa ad agosto. Continuiamo comunque a comporre nuovi brani, in modo da avere una vasta scelta quando sarà il momento di selezionare quelli per il secondo album, che non si farà aspettare troppo a lungo.

Ok, ringraziandovi per la vostra disponibilità e augurandovi tante cose, a voi la chiusura dell’intervista…
[Metyou]: Volevamo ringraziarti, Sergio, per questo spazio su “Metallo Italiano”, che speriamo ci faccia conoscere ad altra nuova gente. Chi volesse comprare il nostro album non deve far altro che contattarci sulla nostra pagina di Facebook; abbiamo anche delle bellissime magliette!
[Mark]: Non dimenticate di supportare i gruppi emergenti e seguiteci sulla pagina Facebook per scoppiettanti novità e aggiornamenti sulle date dei concerti. Ciaooooo!
[Robby]: Un saluto a tutti quelli che ci seguono! Ecco il link del video (unofficial), quello ufficiale arriverà presto http://www.youtube.com/watch?v=dbBt-hEaNIc. Rock’n’roll a tutti!


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