Aevum – Impressions – Il palcoscenico della mente

Forest
2014
Full Lenght
Gothic Metal
Fuel Records

Il progetto Aevum nasce tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008 dall’incontro fra la cantante Evelyn Moon e il pianista Richard. Dopo numerosi cambi di line-up, la formazione è ora stabile a 7 elementi, con Hydra alla voce maschile, pulita, growl e scream, Ian alle tastiere, Lord Of Destruction alla chitarra, Matt alla batteria e Violet al basso.

Con all’attivo due EP autoprodotti, “Celestial Angels” del 2008 e “Nova Vita” del 2012, e un singolo, “My Vampire”, del 2013, i nostri cominciano a lavorare al loro primo full, “Impressions- Il palcoscenico della mente” che esce in ottobre 2014 per l’etichetta Fuel Records, con promozione affidata alla Red Cat di Firenze e alla Rockshots di Torino.

La musica degli Aevum, molto frettolosamente e imprecisamente definita per comodità ‘gothic metal’, è una realtà molto complessa. È vero che uno degli stilemi di base del genere è ampiamente rispettato nel contrapporsi tra la voce femminile, spesso lirica, e quella maschile, volentieri declinata in growl e scream, ma la ricerca di contrapposizioni e contrasti e del modo di portarli a unità è molto più ampia, quasi una scelta filosofica. Maschile e femminile, umano e divino, luce e oscurità trovano una trascrizione musicale fatta da musica sinfonica e black metal, inserti swing e jazzati e musica elettronica, pianoforte e dub step. Su tutto spicca una ricerca maniacale a livello delle linee vocali, elaborate e multiformi. Come già detto, lirica e growl si affrontano e si completano a vicenda, ma spesso le voci approdano a timbriche pulite, i cori si accavallano, sussurri e grida si avvicendano. Altra particolarità è l’uso di italiano e inglese in pari misura, ma la mia impressione è che i nostri potrebbero davvero optare per abbracciare in toto la nostra madrelingua.

L’impronta teatrale è evidentissima, già il titolo è programmatico dello spettacolo altamente emotivo che è la loro musica. Melodie suadenti permeano i minuti che scorrono in un rincorrersi di emozioni e sensazioni, dolci e violente come sa essere la vita. Molto belle tutte le tracce, che in realtà sono sei, collegate da vari intermezzi e intro; gli Aevum non si fanno nemmeno spaventare dallo scrivere brani di una durata tutt’altro che indifferente, visto che spesso il cronometro si ferma dopo i nove minuti: su tutte mi piace segnalare la lunga “The Battle”, 13 epici minuti che incarnano l’eterno incontro/scontro degli oppositi. Altre chicche sono “Il Lamento della ninfa”, pezzo cinquecentesco di Claudio Monteverdi riarrangiato in chiave metal/sinfonica con grande groove e crescendo finale, e “Lost Souls” che segna incursioni in territori folk metal, con affinità a cose fatte dagli Arkona.

Un disco di grande intensità, di alti intenti e di non facile assimilazione, ma ricco di soddisfazioni per chi deciderà di prestargli l’attenzione che merita.

Tracklist:

01. Il palcoscenico della mente
02. Blade's Kiss
03. Intermezzo
04. The Battle
05. Il Lamento della ninfa
06. Impressioni
07. Lost Soul
08. To be or to be
09. Aevum
10. Monsters
11. Adieu a la scene


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