Alberto Rigoni – Overloaded

Forest
2015
Full Lenght
Progressive Rock
Any And All records

Incapace di stare fermo e di ‘frenare’ la sua creatività, impegnato in mille progetti, Alberto Rigoni trova il tempo per proseguire una carriera solista sempre più solida e affermata a livello internazionale.
Il nuovo tassello si chiama “Overload”, quarta fatica e ulteriore passo avanti nel definire la statura di uno dei migliori bassisti che abbiamo in Italia.
Nel segno della continuità e dell’evoluzione, il nuovo lavoro di Alberto è un disco progressive rock a tutto tondo, totalmente strumentale e decisamente più heavy dei precedenti.
Non troviamo qui star di fama internazionali a fare la loro comparsa, bensì una formazione di giovani e talentuosi musicisti che di certo preferiscono essere chiamati amici piuttosto che ospiti.
Abbiamo quindi Denis Novello alla batteria e Federico Solazzo alle tastiere… alla chitarra si alternano, in rigoroso ordine di apparizione Marco Sfogli, Simone Mularoni e Fabrizio “Bicio” Leo.
Com’è “Overload”, quindi? Dal punto di vista tecnico, siamo di fronte ad un grande disco, con grandi tessiture di basso ritmico e parti soliste; una prestazione di Denis Novello alla batteria degna di nota e chitarre che, non c’era da aspettarsi di meno, sono stratosferiche. Le tastiere svolgono una parte più defilata, nel costruire il tappeto su cui la sezione ritmica si inerpica verso le vette più impervie, ma non disdegna di salire, di tanto in tanto, agli onori della cronaca, magari lanciando il guanto di sfida alle chitarre!
Sempre attento alla scrittura dei suoi pezzi, Alberto ha messo molta cura nella forma-canzone, e la tecnica a servizio di brani fruibili sia dagli amanti della tecnica che al semplice appassionato di metal. È sempre vero, comunque, che l’obiettivo dichiarato era quello di scrivere un disco più heavy e progressivo, centrato per’altro in pieno.
In questo trip di quaranta minuti, ispirato da un concept di fondo, il sovraccarico sensoriale causato da una società sempre più veloce e sempre connessa, molte sono le highlight da segnalare, la lunga titletrack , il dittico “Corruption”/”Ubick”, “Liberation” e anche il rifacimento “Glory Of Life”, pezzi in cui Alberto e compagni hanno modo di brillare, progressive metal completo e ai massimi livelli, in cui si possono rinvenire influenze e omaggi a grandi nomi come Rush e Dream Theater. Posto anche per pezzi di solo basso di impostazione ambient con “Floating Capsule” e “Multitasking”, mentre è tecnicamente ineccepibile ma di più difficile assimilazione è “Chron”, pezzo più acido e sincopato.
Ecco, forse il rovescio della medaglia di “Overload” è quello di essere leggermente meno “di pronta beva” rispetto ai lavori precedenti; servono più ascolti per farsi coinvolgere davvero.
Per il resto, un disco semplicemente ottimo.

Tracklist:

01. What's on your mind?
02. Overloaded
03. Chron
04. Floating Capsule
05. Corruption
06. Ubick
07. Multitasking
08. Liberation
09. Glory of life (bonus track)


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