Alberto Rigoni – Rebirth

Forest
2011
Full Length
Rock/Fusion
Nightmare Records

Ormai assurto a nome di spicco della scena italiana, Alberto Rigoni non è più una stella emergente, ma una promessa mantenuta. Disco dopo disco, Alberto ha confermato la sua padronanza tecnica, nonché la sua versatilità di compositore.
Ultimo tassello del suo percorso musicale è questo “Rebirth”, uscito per l’etichetta statunitense Nightmare Records, con una scelta forse leggermente fuori genere per la casa discografica, ma di certo meritevole.
Disco di conferma dicevamo, che rispetto al predecessore “Something different”, album molto variegato, appare più dicotomico: da una parte l’approccio rock-progressivo, dall’altra una vena intimista, poetica e delicata.
A riprova dell’anima duale di “Rebirth”, abbiamo la opener “Free”, energico progressive rock d’impatto, totalmente strumentale e ottimo biglietto da visita, con una sezione ritmica di primo piano (parlerò poi degli altri musicisti coinvolti nel disco), “Story Of A Man”, leggermente più fusion ma energizzata nel crescendo finale, e le due tracce cantate del disco, “ Emptiness” e “With all my forces”, che molto strizzano l’occhio all’hard rock a stelle e strisce.
Dall’altra parte mettiamo invece la title track che può ricordare alcune cose di Pat Metheny, “The Net”, che vede Alberto da solo alle prese con ritmica e soli, “A New Soul”, con l’aiuto di Michael Manring e la conclusiva “White Shine” in cui al basso si accompagna una evocativa partitura di pianoforte.
Lascio per ultima “Ontogeny”, che segna una perfetta fusione dello spirito rock-progressive con quello jazz-fusion, grazie anche alla maiuscola prova di John Macaluso dietro le pelli.
E qui allora introduciamo tutto lo stuolo di musicisti che hanno aiutato Alberto nella sua opera:
Gavin Harrison (Porcupine Tree) e John Macaluso (Ark, LaBrie, Malmsteen) alla batteria, Michael Manring and Yves Carbonne al basso, Jonas Erixon (Alicate) alle voci, Tommy Ermolli (Twinspirits) and Simone Mularoni (DGM, Empyrios) alle chitarre, Federico Solazzo (Alexia), Andrea Pavanello (Centrica), Filippo Lui e Emanuele Casali (DGM, Astra) alle tastiere.
Un all-star team per un disco che vale la pena di ascoltare, che magari non piacerà ai metallari più incalliti, ma di cui non si può discutere la qualità tecnica e compositiva.

Tracklist:

01. Free
02. Rebirth
03. Story of a man
04. The Net
05. Emptiness
06. A new soul
07. With all my forces
08. Ontogeny
09. White shine


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