Anamnesi – Erimanto

Forest
2015
Full Length
Black Metal
Misanthropic Art Prod.

Gli Anamnesi – in realtà una one-man-band sarda – giungono al terzo capitolo della propria storia.

“Erimanto” uscito a febbraio 2015, testimonia il lavoro fatto a partire dal 2009, anno di fondazione della band, e ci racconta in maniera eloquente la visione musicale di Emanuele Prandoni (già Absentia Lunae, Simulacro, Vultur, Accabbadora), mente e braccio polistrumentista del progetto, coadiuvato da Xul (Simulacro) alle tastiere, e di Climaxia (Melencolia Estatica, Absentia Lunae, Lintver) ai cori nel brano “Oltre la Volta Celeste”.

Un progetto, gli Anamnesi, che, per loro propria voce, si definiscono “Black metal di stampo italiano” e che, in effetti, si distingue da ogni contaminazione nordica o oltre oceanica e finisce per incarnare una sorta di Flashback che ci riporta al 2008 quando, una potenza innovativa senza precedenti, stravolgeva la scena nostrana per concludere una breve ma, sotto il profilo dell’eredità, infinita carriera: “Vltra” dei sempre rimpianti Spite Extreme Wing.

Ci troviamo al cospetto di una proposta estrema sia al livello musicale che concettuale; un Black Metal colto che raccoglie quanto di buono è stato seminato da Argento (SEW, appunto)nella propria storia musicale, soprattutto in riferimento ad una certa maniera di concepire la musica come veicolo di un messaggio ben preciso. Un Black Metal introspettivo ed eroico, che si fa forte dei fasti del passato e della grandezza della Tradizione, arricchendosi della sperimentazione moderna.

Movimenti oltranzisti e ricerche avanguardistiche, mutuate dai grandi classici (“Grand Declaration of War” ad esempio) diventano il tramite di una visione marziale dell’evoluzione interiore; il mito è lo specchio nel quale si riflette la crescita dell’uomo e al quale si deve far ritorno, spogliandosi delle false credenze (ascoltate l’intermezzo recitativo su “Ad Bestias!”) per un’ascesi in senso tradizionale (vorremmo dire evoliano).

Dal punto di vista musicale riscopriamo chitarre dal suono caldo e ruvido, vagamente vintage (per quanto il termine sia abusato) che si distanziano anni luce dai paradigmi del black standard per andare a definirsi nel proprio essere italico in quanto ardente e avvolgente. Ottime le partiture di batteria che non si adagiano su blast-beats preconfezionati ma stupiscono grazie ad un variegato utilizzo di piatti e tom…azzeccatissima l’accordatura del rullante, secco e puntuale, corrazzato! Il cantato rigorosamente in italiano, ci permette la fruizione del messaggio concettuale…niente Odino o temi eddici, sono l’eredità dell’immortale cultura latina.

“L’Asceta” è la mia hit personale: movimenti introspettivi aprono il brano, uno strumentale atmosferico che lascia il passo a chitare stridenti, lanciate a velocità sostenute e incalzate da una batteria martellante. Un brano atmosferico e aggressivo, il perfetto equilibrio tra luce e ombra, tra ciò che siamo e ciò che dobbiamo diventare.

Non da ultimo: la grafica è stata curata da Francesco Gemelli, uno dei grafici secondo me più talentuosi in circolazione in questo momento. Tutto bellissimo.

“Erimanto” è un album che piacerà a coloro che amano il black più ricercato, meno malefico e diretto, ma più strutturato e ricercato, nel suo essere tramite. Un album di ascesa e di ascesi che va a mettere dei punti esclamativi all’interno di una scena nostrana che troppo spesso imita, dimenticandosi la propria identità.

Fatelo vostro.

Tracklist:

01. Erimanto
02. Eufonia Del Plenilunio
03. Le Vestigia Di Un Sogno
04. Oltre La Volta Celeste
05. (Sub)umano Declino
06. Ad Bestias!
07. L'Asceta
08. La Visione Prima Del Volo (Versione 2014)


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