Ancient Dome – Cosmic Gateway To Infinity

Forest
2014
Full Lenght
Thrash Metal
Punishment 18 Records

Negli ultimi anni sono fiorite copiosamente le band dedite al buon vecchio thrash metal, alcune seguendo le strade più grezze e “ignoranti”, attente soprattutto all’impatto e dedite al culto di birra, donne e metallo ( vabbe’, molte band lo sono). Altre hanno sviluppato un proprio approccio, prendendo il meglio della Bay Area, della scena europea, con un poco di attitudine moderna e hanno sfornato di dischi di grande calibro.
Tra questi rientrano a pieno diritto gli Ancient Dome (Gerardo “Jerry” De Feo – vocals; Paolo “Pol” Porro – guitars; Alessandro “Ale” Fontana – guitars; Davide “White” Bianchi – bass; Giorgio “Joe” Alberti – drums), per me finora illustri sconosciuti ma con una carriera ormai di 15 anni, con tante autoproduzioni e tre full length nel carniere, l’ultimo appunto questo “Cosmic Gateway To Infinity”, uscito nuovamente per la Punishment 18 Records, che li ha presi sotto la sua ala protettrice già con i precedenti lavori.
Scelta azzeccata perché la band lombarda si rivela, per il sottoscritto, o si conferma, per chi già la conosce, un gruppo di gran mestiere, con un songwriting ficcante e una preparazione tecnica di buonissimo livello.
I 42 minuti del disco, che credi tratti di una sorta di concept fantascientifico sulla colonizzazione umana dello spazio, prende una buona dose di thrash melodico della Bay Area, quindi siamo più verso i Megadeth che non verso gli Slayer, aggiunge una generosa spruzzata di impatto teutonico a la Kreator e condisce il tutto con un pizzico abbondante di power metal.
Il risultato è convincente su tutta la linea, una tracklist senza un momento di stanca.
La partenza è in quarta, “N.I.F” impatta con un riff quadrato supportato dalla necessaria sezione ritmica spigolosa e quadrata, in un’alternanza tra tempi veloci e break rallentati, vocals che passano da pulite a ruvide e aggressive. Da subito si nota la cura messa nei soli, accattivanti e puliti.
“…Hyperspace” affonda il colpo e,tra ritmiche dispari e soli tecnici, apre sprazzi verso lidi evoluti, dove osavano band come i Coroner e i Death, ma senza mai finire nel death metal.
Tra le perle del disco, mi piace in modo particolare la strumentale “Nebuloid”, in cui i nostri confermano una volta in più di che pasta sono fatti, se conoscete band tipo gli Athlantis Chronicles, avrete un’idea di cosa parliamo.
Siamo ovviamente in ritardo, ma possiamo dire che questa è stata di certo una delle migliori uscite thrash metal del 2014, una ulteriore conferma che in Italia esistono davvero grandi Band.

Tracklist:

01. N.I.F. (New Interstellar Force)
02. ...Hyperspace
03. A Sea Of Stars
04. Cosmic Gateway To Infinity
05. Colonizing Asteroids
06. Nebuloid [Instrumental]
07. Dead Zone
08. Empire Of Lies


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