Asofy – Percezione

Forest
2014
Full Lenght
Black/Post-Black/Doom Metal
Avantgarde Music

L’Avantgarde è diventata, nel corso degli anni, non solo un’etichetta discografica importante nella scena underground (ma non solo), ma quasi un marchio di fabbrica, a tal punto che quando parliamo di una band della “scuderia” Avantgarde, sappiamo già – per sommi capi – con che tipo di sonorità andremo a confrontarci. E questo, lungi dall’essere un difetto, è, anzi, un bell’esempio di fedeltà alla propria bandiera (da non leggersi “coerenza” che troppo spesso fa rima con “ottusità”) ma, soprattutto, di fede nel proprio progetto.

Gli Asofy, progetto ideato e condotto da Tryfar, inizialmente come one-man-band e poi evolutosi in duo con l’entrata dietro il microfono di Empio, dopo la pubblicazione nel 2001 del loro primo disco “ebYm”, hanno dato alla luce nel maggio dell’anno scorso (2013) il loro secondo full lenght per Avantgarde Music: “Percezione”.

La proposta musicale degli Asofy si configura quale interessante commistione tra black, post-rock, doom, con inserti dark/ambient, il tutto abilmente dosato e mescolato. Se un buon termine di paragone per inquadrarne la proposta musicale potrebbero essere gli Isis, durante l’ascolto potrebbero percepirsi altre similitudini: in qualche punto, io personalmente, ci ho ritrovato qualcosa dei “Fall of Efrafa” soprattutto delle sonorità di “Inlé”…ma ovviamente il tutto resta sul piano soggettivo.

Il cammino delle quattro tracce che si dispiegato su 50′ di durata, ci trasporta dalla luce (“Luminosità”) fino al buio pesto (“Oscurità”) attraversando le fasi intermedie di grigio a sfumare (“Saturazione” e “Ombra”). Ogni traccia, adattandosi al grado di luce del titolo che porta, segna una svolta nel suond dei Nostri: “Luminosità” si definisce per l’apertura ariosa dei passaggi di chitarra acustica e per ritmiche di batteria quasi in costante mid-tempo, diventando però più claustrofobica, serrata e scura man mano che si avvicina alla “Saturazione”. La seconda song si delinea subito come “altro” rispetto a quella precedente, diventando più cupa e decadente, con accelerazioni, cambi di tempo e chitarre distorte e morbose, così come il cantato che vi si adagia sopra. “Ombra” è un viaggio in un tunnel oscuro in cui viene fuori, più che nelle altre composizioni, la matrice ambient/depressive in cui anche il cantato assume, per la prima volta dall’inizio dell’album, una personalità specifica in linea con la musicalità che ne è cornice, prendendo le sembianze di uno scream efferato. Chiude le danze “Oscurità” che, come il titolo già preannuncia, fa calare le tenebre grazie ad una lentezza esasperata ed asfissiante vicina a certe sonorità doom e, per certi versi, funeral.

Una piccola sbavatura, in un lavoro tutto sommato ben riuscito, è rappresentata, a mio parere, dalle linee vocali. Mi sembra ottima la scelta di proporre dei testi in italiano, ma il cantato resta a volte troppo distaccato dalla cornice musicale nella quale va ad inserirsi, dando la sensazione di non omogeneità tra, appunto, voce e musica, sballottando l’attenzione dell’ascoltatore, indeciso se concentrarsi sull’una o sull’altra. La versione screaming proposta su “Ombra”, mi è parsa, a tal proposito, la più convincente e la meglio inserita nel contesto.

Nel complesso, comunque, “Percezione” è un album che si fa ascoltare volentieri dall’inizio alla fine. Non ci scordiamo però che siamo su territori altamente sperimentali ed avanguardistici… quindi è d’obbligo lasciare “ai posteri l’ardua sentenza”.

Tracklist:

01. Luminosità
02. Saturazione
03. Ombra
04. Oscurità


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