Atlas Pain – What The Oak Left

Forest
2017
CD
Epic Folk Metal
Scarlet Records

Prendiamo Children Of Bodom, Ensiferum e Turisas, mescoliamo insieme ed importiamo in terra meneghina… ecco a voi gli Atlas Pain, quartetto che più devoto di così al folk metal finlandese non si può.
Se la derivazione dalle band succitate non si può negare, non di meno “What The Oak Left”, per essere il full lenght di debutto, non è niente male. Il folk guerresco e maligno contrappunta le parti più magniloquenti e sinfoniche in modo equilibrato e riuscito.
Dopo l’immancabile intro (ma perché bisogna sempre metterla?) “To the Moon” parte in canna, con lo spettro del lago Bodom che aleggia prepotente, voce discretamente maligna, cori bene in evidenza e chitarre a duellare con le tastiere. “Bloodstained Sun” è semplicemente cattiva e pesante, doppia cassa a rullo e non ce n’è per nessuno. “Till the Dawn Comes” si apre in modo delicato e soffuso, prima di lasciare il posto ad un bello scream e via, tirati come piace a noi, con melodie pompose ed anthemiche. “The Storm” si rifionda nei territori più folk, di nuovo i C.O.B. tornano alla memoria, per poi stemperarsi in un refrain a voci pulite di nuovo corale e anthemico.“Ironforged” è più cupa e oscura, ma “The Counter Dance”, traccia tipicamente folk-power, torna a farci saltare e ballare. Arrivati ad “Annwn’s Gate” ormai conosciamo il copione, il pezzo è carino ma comincia a serpeggiare un certo senso di già sentito che lascia un po’ così… Ecco però che “From the Lighthouse” rallenta i ritmi e amplia il respiro, ora davvero cinematografico e arioso, e ci introduce a “White Overcast Line”, una lunga strumentale che si alterna tra momenti più soffusi ad altri più pomposi ed enfatici. Nel complesso non male ma dodici minuti mi sembrano davvero eccessivi…
In conclusione, un album ben suonato e frizzante, con un ottimo equilibrio tra aggressività e melodie sinfoniche, che paga forse troppo il pegno ai big della scena e mostra il fianco ad una leggera dose di autocitazionismo, ma, cavoli, te lo ascolti che è un piacere.
Per placare la sete non cerchi un vino ricercato e particolare, ma una

Tracklist:

01. The Time And The Muse
02. To The Moon
03. Bloodstained Sun
04. Till The Dawn Comes
05. The Storm
06. Ironforged
07. The Counter Dance
08. Annwn’s Gate
09. From The Lighthouse
10. White Overcast Line