Axton – Bad Desire

Forest

Full Length
Hard/Heavy Metal
Heart Of Steel Records

Altro grande colpo messo a segno dalla Heart Of Steel Records, che con questa uscita riporta alla luce un “gioiellino” dei primi anni ’90, che al tempo, per svariati motivi, non ebbe il giusto trattamento.”Bad Desire”, uscito in origine nel 1990, fu il disco d’esordio dei metallers Axton, band di Lecco che da metà anni ’80, per alcuni anni, fece ben parlare di se grazie al suo incendiario hard & heavy. La Heart Of Steel fa le cose in grande e pubblica “Bad Desire” rigorosamente rimasterizzato e corredato del solito gustoso booklet, impreziosendolo con l’aggiunta del glorioso demo, datato 1987, “Time To Kill”. Fuoco alle polveri dunque con l’iniziale “Symbol Of My Sex”, solido hard rock americano ammiccante nel riff e nel ritornello, ottimamente condotto dal singer Marino Gianoli. Il miglior distillato di Dokken e Bonfire affiora nell’hard cromato della splendida “Don’t Break My Heart Again”, ideale incontro tra grinta e melodia, con le chitarre graffianti della coppia Ed D’Amico e Renzo Parchetti in primo piano. Sempre class metal di lusso con la cadenzata “Turn Off The Light”, che vive di azzeccati cori e melodie, oppure con l’accattivante “Turnin’ Wheels”, ideale motivo per scorazzare liberi su qualche autostrada, incuranti di limiti e divieti. Anche la sezione ritmica non si tira certo indietro in quanto a velocità e spinge a fondo l’acceleratore spesso e volentieri, edificando grandi anthem come la tirata “Fighting To Survive”, la potente “Final Warning”, con l’incontenibile Luciano Sandrini che pesta a dovere, oppure l’urto accattivante di “Snake Eyes”, che strizza l’occhio a certi Motley Crue con le chitarre fumanti. Difficile resistere ai cori ed al ritornello di “Nightheart”, altro pezzo che smuove e tende al riff genuino. La divertente “Blond Woman (La Dona Biunda)” è la fotografia degli Axton nei momenti “alticci”, prima di ritornare seri e regalarci in chiusura la stupenda ballad “One Last Time”, pregna di feeling e sentimento. A rendere più appetitoso questo lavoro ecco allora il mitico demo “Time To Kill”, che vede la band alle prese con un granitico heavy metal di stampo NWOBHM, come l’iniziale “Lucifer”, la saxoniana “Wild Fire” o la rocciosa “Can’t Get Away”, capaci di far salire la febbre metallica a tanti defender, che dopo aver preso fiato con la intensa ballata “When The Night Is Coming Down”, saranno pronti ad urlare al mondo intero, la propria fede con l’inno “Heavy Metal”! “Heroes Die Alone” è un tosto strumentale che ci conduce all’ultima legnata in programma, dal nome “Redlight Boys”. Un disco da riscoprire con il volume a manetta! La storia del metallo è passata anche da qua…

Tracklist:

01. Symbol Of My Sex
02. Don’t Break My Heart Again
03. Fighting To Survive
04. Turn Off The Light
05. Final Warning
06. Turnin’ Wheels
07. Nightheart
08. Blond Woman (La Dona Biunda)
09. Snake Eyes
10. One Last Time

Bonus track "Time To Kill" (demo - 1996)
11. Lucifer
12. Wild Fire
13. Can’t Get Away
14. When The Night Is Coming Down
15. Heavy Metal
16. Heroes Die Alone
17. Redlight Boys


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