Badmotofinger – It’s not the End

Forest
2014
Full Lenght
Hard'n'Heavy
Logic(il)logic

Nulla a che vedere con l’omonimo disco dei Soundgarden, i Badmotorfinger sono un quintetto emiliano dedito ad un hard ‘n’ Heay roccioso e grezzo, tra i Motorhead e la NWOBHM dei Judas Priest ma senza tralasciare una spruzzata di thrash.
Nati come cover band, “It’s Not The End” segna il loro debutto ufficiale sulla lunga distanza, e ammetto che si fa ascoltare bene.
l'”Introduction” a base di riffoni di chitarra ci mette subito sull’avviso di ciò che ci aspetterà nei 54 minuti a segui, a partire da “The Fear”, un hard rock grezzo nella più pura scuola di Lemmy e compagni, probabilmente i più grandi ispiratori dell’attitudine dei 5 emiliani, come dimostra la cover di “Rock ‘n’ Roll” posta in chiusura di CD. “Ghost”segue tracciati più heavy ma non rinuncia ad un refrain maggiormente melodico. “Ride the Storm” presta il fianco a trovare piccoli addentellati ai Megadeth degli albori e mostra un’aspetto più ricercato nel songwriting dei nostri, legando la tematica del pezzo alla figura di Nicola Tesla. Discreto ma non esaltante nel complesso, così come la successiva e più orrecchiabile “Loser”. “Nightmares” tira in ballo richiami ad altri mostri sacri dell’heavy settantiano, i Black Sabbath.
A “Brand New Day” viene affidato il compito di aprire il trittico migliore del disco, un hard rock melodico in cui la voce sporca e grezza di HeavyRico trova un contrappunti in Luigi “Sange” Sangermano dei Sange:Main:Machine. L’hard rock più irruente, dalla potente indole street, permea “No Second Chance”, dedicata ai “cosiddetti amici”, refrain anthemico con coro a più voci, davvero ben riuscita. Il trittico si chiude con “Afterlife”, brano lento molto seventiees nei suoni che trasuda atmosfera a palate, incentrata sul bisogno umano di credere in qualcosa oltre la morte.
“Beginning of the End” è più easy-listening ma sempre ruvida e graffiante, come “Rebel”, del resto. “Inside Insanity” appare più moderna e thrashy, e la voce di HeavyRico segue da vicino l’esempio di Chuck Billy, conferendo al tutto un feeling Testamentiano.
“It’s Not The End” scopre buone carte sul tavolo, nonostante una potenziale tentazione iniziale di etichettarlo come “già sentito”. I Badmotorfinger non fanno niente di nuovo ma lo fanno bene, e se non tutti i pezzi sono dei capolavori, sono schegge di heavy rock onesto e graffiante, dal potenziale live molto alto e da sparare a tutto volume in macchina.

Tracklist:

01. Introduction
02. The Fear
03. Ghost
04. Ride The Storm
05. Loser
06. Nightmares
07. Brand New Day
08. No Second Chance
09. Afterlife
10. Beginning Of The End
11. Rebel
12. Inside Insanity
13. Rock 'n' Roll (Motörhead cover)


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