Be The Wolf – Rouge

Forest
2016
Full Lenght
Hard Rock
Scarlet Records

Tre parole: Be The Wolf.

Cinque lettere: Imago.

Anno: 2015.

Debutto fresco e coinvolgente, che mischia il pop rock dei Muse, un occhio attento alla melodia, un bel tiro ed un’attitudine punk in un calderone convincente.

Tre parole: Be The Wolf.

Cinque lettere: Rouge.

Anno: 2016.

Dopo un solo anno, il nuovo lavoro del terzetto. Sulla copertina rosso sangue campeggia il muso feroce di un lupo con intenzioni tutt’altro che amichevoli. Eppure questa presentazione così aggressiva, quasi violenta, fa a pugni con quello che troviamo inciso nelle dieci tracce di “Rouge”: con una evoluzione sonora ed una maturazione che lascia sorpresi; seppure inserita in un percorso di grande continuità, i nostri hanno praticamente abbandonato le espressioni più agguerrite e ribelli della loro musica.

Il punto di contatto tra ieri e oggi è rappresentato da “24” o “The House Of The Dead Snow”, del precedente “Imago”, ovvero i frangenti più rilassati, intimisti e classicamente rock.

Niente punk, niente rock virato metal, niente voce ruvidamente melodica. Il sound sposa sempre in modo convinto l’esempio potente e di classe dei Muse, ma è l’iniezione massiccia di blues e di funky a lasciare prima spiazzati e poi convinti. La voce è limpida e melodica, autrice di interpretazioni emozionanti.

Da una parte vediamo che l’energia non manca, come l’opener “Phenomenons” ci fa ben capire, ma è già la successiva “Down To The River” che ci fa capire la vera natura del cambiamento, il blues trasuda caldo e avvolgente da questa ballad superbamente interpretata. “Animals” si costruisce su un basso funk e arpeggi elettrici; “Blah Blah Blah” è sottilmente ironica e graziata da un refrain da classifica. A volo d’angelo vi segnalo ancora la sferzante “Gold Diggers”, il funk festaiolo di “Peeps” e l’anthemica “Rise Up Togheter”, altro picco emozionale di “Rouge”. “The Game”, pimpante pezzo “quasi-punk” e “Freedom” ci guidano verso la fine di questo disco.

Complimenti quindi a Federico Mondelli, Marco Verdone e Paul Canetti per averci regalato un disco bello, ben, fatto, diverso, curato e convincente.

Tracklist:

01. Phenomenons
02. Down To The River
03. Animals
04. Blah Blah Blah
05. Shibuya
06. Gold Diggers
07. Peeps
08. Rise Up Together
09. The Game
10. Freedom


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