Black Mamba – Heritage

Forest
2017
CD
Hard & Heavy
Autoprodotto/Doowet Agency

Avevo sentito parlare delle Black Mamba qualche anno fa come rock cover band tutta la femminile e lì mi ero fermato… d’altronde seguire l’evoluzione di tutte le cover band, anche di ottimo livello, che ci sono in giro diventa decisamente difficile.
Quando ho visto tra le montagne di promo digitali anche il loro debutto, ammetto che non ha suscitato molto interesse, finché non ho realizzato che la bassista Cecilia Nappo è la stessa che ora fa parte dei grandi Adimiron.
I Black Mamba sono, nel frattempo, diventati un trio, non più solo femminile; partite la storica vocalist Simona e la drummer Annalia, al microfono è subentrata la chitarrista Irma Mirtilla e dietro le pelli abbiamo l’arrivo di Federico Maragoni, anch’egli negli Adimiron.
Ho avuto quindi il piacere di scoprire la bravura di Irma Mirtilla con la sei corde e con la voce calda e potente e, altresì, di scoprire un gran bel disco.
I Black Mamba si votano ad un rock energetico e frizzante, con un contenuto tecnico di tutto rispetto e un sound rotondo e corposo. Irma una la sua sei corde per intessere un rifferama che si rifà ad uno stile classicamente rock in cui incorpora funk, metal, reggae e quant’altro serva alla bisogna. Bravissima anche nei solos, scritti con gran gusto e suonati con tecnica pulita e precisa, con un uso oculato e ben dosato di tecnicismi quali shred e tapping.
Il basso di Cecilia è sempre presente, tanto che, se vogliamo usare la definizione di “female fronted band”, le frontwomen qui sono decisamente in due. Basta notare quanto, oltre a costruire l’ossatura ritmico/melodica dei pezzi, spesso e volentieri si conceda la graditissima possibilità di stupirci con dei solos e di dialogare con la chitarra di Irma.
Federico, da parte sua, è in minoranza ma solo numerica, e ho potuto apprezzare come abbia messo la sua perizia, che mi fa sempre stupire quando ascolto gli Adimiron, a servizio di una forma-canzone se vogliamo più semplice e lineare, ma non per questo banale.
Non mi dilungo in un track-by-track alla fine un tantino inutile, visto la qualità delle tracce, la loro genuina voglia di far divertire, la freschezza di un sound tutto conivolgente.
Mi limito a segnalarvi alcune tracce: “Loop”, con tanto funk dentro, un refrain travolgente e un solo di Irma che è quasi una scheggia impazzita; “Wreckage” in cui la chitarra rivaleggia con i grandi maestri della sei corde; “Lost In Traslation”, con le sue ritmiche più nevrotiche e tecniche e il “duello” Irma/Cecilia in bella evidenza. Sopra tutte la mia preferita è “Pills In The Sun”, con un incedere inizialmente oscuro e rallentato, che poi si apre e si rischiara, come un fiore che si dischiude al sole. Ma le perle, le chicche sono disseminate per tutto il disco, compratelo e scopritele!

Tracklist:

01. Heritage
02. Never Obey
03. Loop
04. Wreckage
05. Lost in traslation
06. The lie
07. Pills in the sun
08. Revenge
09. The golden cat
10. What is untold


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