Cris Pinzauti – Black

Forest
2015
Full Lenght
Rock acustico
Red Cat Records

Cris Pinzauti non è probabilmente uno dei nomi più noti del panorama musicale italiano, nonostante tanti progetti (gli ultimi in ordine cronologico sono la cover band Suzy Q e I Devil’s Mojito) e tanti concerti in Italia ed in Europa.
“Black” nasce dal desiderio di fermare il suo progetto solista come “one man band”, chitarra acustica, voce e loop station, già presentato in versione live, moltissime volte negli ultimi dieci anni.
Un disco registrato con chitarre e basso acustici e suonato interamente da Cris, con la presenza di ospiti come Marco Di Maggio (Di Maggio Connection), Iacopo Meille (Tygers Of Pan Tang), Francesco Bottai (Articolo 31 e Irene Grandi Band) e il fratello Marzio Pinzauti.
La bio recita: “le influenze sono chiare eppure apparentemente non coerenti tra loro: Neil Young, Tom Waits, Peter Gabriel, Johnny Cash”.
Ammetto che si sta parlano di mondi sonori a me abbastanza sconosciuti, ma so di certo che “Black” è un disco bello bello bello, in cui Cris ha modo di brillare per la sua tecnica chitarristica e per una voce davvero bella e ben usata.
Nel mix di country, blues, pop e tanto rock, le otto tracce, come piccole perle infilate in una collana di grande valore, si susseguo, senza mai strafare, senza mai alzare i toni: l’amore, il sesso, la paura dell’abbandono, le contraddizioni dell’anima, il cinismo, i mostri del nostro immaginario… sono alcuni degli argomenti che escono dalla penna di Cris.
La chitarra intesse arpeggi e accordi di gran classe, su tutto svetta l’interpretazione vocale di Cris, pulita e chiara, oppure ruvida e alcolica, addirittura inquietante in alcuni frangenti (“The Vampire’s Lullaby” vi cala diretti nei panni di una ragazza sola, di notte… temporale fuori dalle finestre ed un ospite in-desiderato nella stanza).
Tra tutti i pezzi, in una tracklist molto equilibrata, segnalo “My black is back”, che delle chitarre elettriche ed una bella sezione ritmica renderebbero un grande pezzo AOR, la già citata e inquietante “The Vampire’s Lullaby”, il southern rock frizzante di “Forever yin forever yang” ( e forever free) e il manifesto concettuale di Cris “Zombie Attack”, che, al di là delle implicazioni horror, è un inno al rock che non muore mai: “If rock is dead, we are a Zombie Attack”.
E, se pure avete l’impressione che siamo al limite del contesto proprio della musica dura, sappiate che “Wasted Years” è una cover acustica notevole, diversa eppure fedele, del famoso pezzo degli Iron Maiden. A buon intenditore…

Tracklist:

01. The devil in the closet
02. My black is back
03. Wasted years
04. Down
05. The vampire's lullaby
06. Forever yin forever yang
07. Hellbound train
08. Zombie attack


Contatti e Social Media per Cris Pinzauti


Potrebbero interessarti anche...