DaRKRram – Stone and Death

Forest
2017
Full Lenght
Dark Ambient
Autoprodotto

Beh che dire? Un progetto come DaRKRam è senz’altro di difficile definizione. Sfuggevole per natura, o per intenzione, il disco che abbiamo ascoltato e che ci troviamo a recensire non si lascia imbrigliare in facili etichettature e, anche se la catalogazione non è il nostro mestiere, ci sono casi – e questo è uno di quelli – in cui avere un paio di coordinate cui aggrapparsi non farebbe schifo.

Prendendola molto alla larga potremmo dire che questo progetto solista di Ramon Moro racchiude le atmosfere rarefatte di Popol Vuh, l’eclettismo di Einstürzende Neubauten, il genio di Brian Eno il tutto macerato in salsa ambient (leggi: il Burzum di Hliðskjálf ad esempio, ma, in generale, il Burzum in gatta buia) e drone (leggi: esperimento tipo Earth 2: Special Low-Frequency Version, ma un po’ più “movimentato” – tra virgolette – e suonato con la tromba).

Dicendo solo questo non renderemmo comunque giustizia alla proposta di DaRKRam che realizza Stone and Death suonando tromba e flicorno distorti da una pedaliera (autocostruita) di effetti,  solitamente usati da basso e chitarra elettrica, collegata a quattro amplificatori in linea…Solo questo dovrebbe invogliare la curiosità dei più progressisti e, ahinoi, fungere da deterrente per gli ortodossi di ogni genere e specie.

Ci troviamo di fronte ad un disco evocativo, del quale si potrebbe parlare solo per metafore, immagini e similitudini.

Un disco di suoni grevi, ovattati, fuori fuoco. Un panorama quasi industrial (XVI [Work]) che crea atmosfere rarefatte, colonna sonora perfetta per visioni Larsvontrieriane (VIII [Inner Need]) o per una escape room (nel finale tragico di X [Connection] ad esempio), ma assolutamente sconsigliato sotto trip di acido.

Disco senz’altro impegnativo che non può essere preso alla leggera. Necessita di ripetuti ascolti e le sfaccettature che emergono ad ogni nuovo play parrebbero infinite. Proposta di nicchia, per palati fini e menti aperte, amanti dello sperimentalismo sonoro e dell’assenza di percussioni; appello sonoro per avanguardisti dell’oltre, ma non inteso come post, bensì nietzschianamente , come tramonto.

Aprite bene le orecchie.

Tracklist:

01. VIII [Inner Need]
02. XXII [Equilibrium]
03. VI [Male Role]
04. II [Reaction to Conflict]
05. X [Connection]
06. XII [Conflict]
07. III [Evolution]
08. XVI [Work]
09. V [Inner Essence]


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