Deadly Carnage – Through the Void, Above The Suns

Forest
2018
Full Lenght
Avantgarde / Post / Doom / Black Metal
Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum

In uno scenario musicale in cui pochi hanno veramente qualcosa di nuovo da dire, ecco giungere la proverbiale mosca bianca…proprio a due passi da casa mia peraltro.

I riminesi Deadly Carnage da oltre un decennio calcano le scene dell’estremismo nostrano e sono, a mio modestissimo parere, tra le band più innovative che ad oggi – momento storico caratterizzato da sonorità più datate o, come si usa dire, old school – calcano le scene seguendo un percorso di crescita genuino, del tutto personale, scevro da compromessi o da appartenenze di genere che tenderebbero ad immobilizzare, mostrando una personalità invidiabile che si traduce in un cammino il cui magistrale punto (provvisorio) di arrivo assume la forma del prodotto che andiamo a recensire.

Through the Void, Above The Suns è un concept album che si focalizza sull’Universo, ciclo cosmico, macro e micro; a dispetto di una visione grandangolare e cosmologica, tutto l’album suona intimo e introspettivo quasi a testimoniare, come il frattale, l’eterna corrispondenza tra il macro e il microcosmo, tra l’uomo e la natura, tra ciò che è sopra e ciò che è sotto il cielo.

Una ricerca musicale che partendo dal black metal degli esordi di trasforma in qualcosa di altro che, solo a tratti assume le sembianze definite e canoniche del post, trattando la materia sonora come entità plastica da modellare e declinare ora a questa, ora a quella esigenza espressiva.

Un crogiuolo di elementi: doom, avantgarde, post, sludge…tutte parti che convergono a costituire l’identità sonora che assorbe e vive delle sue parti ma che si caratterizza a partire dalla trascendenza di esse, definendosi come altro dalla mera somma dei propri costituenti.

Nove tracce sognanti e rarefatte tenute insieme da una fine tessitura atmosferica, una struttura fatta di strumentali (Quantum, Cosmi, Fractals) che fungono da collante per le varie anime che abitano Through the Void, Above The Suns. Atmosfere più sporche e cariche, quasi sabbiose e ruvide, materiche (Matter) si alternano a passaggi più onirici e introspettivi (Hyle, Lumis); momenti melodici e lirici, elegiaci e riflessivi (Divide) fanno da contrappunto perfetto a cavalcate che oltrepassano il black e il post stesso (Ifene) andando a conquistarsi un proprio posto in un universo musicale in cui si realizza l’alchimia perfetta dei suoni, raggiungendo attraverso la semplicità (Entropia)  l’unità degli opposti e contrari, unificando, solvendo e coagulando.

Benché Ifene sia il pezzo più acclamato dalla critica, devo ammettere la difficoltà ad estrarre un brano e metterlo sopra gli altri. Ognuno a suo modo, e forse proprio per la forte identità dei singoli pezzi, è un universo in sé conchiuso, come una monade di perfezione che brilla solo di luce propria e racconta una storia tutta sua.

Buon viaggio!

Tracklist:

01. Quantum
02. Matter
03. Hyle
04. Cosmi
05. Lumis
06. Ifene
07. Fractals
08. Divide
09. Entropia


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