Deathless Legacy – The Gathering

Forest
2016
Full Lenght
Horror Metal
Scarlet Records

Ad un passo dal nuovo anno e ad un passo dal loro nuovo disco, in arrivo a febbraio, ci accingiamo a recensire il secondo lavoro dei Deathless Legacy, fu cover band dei Death SS ed ora a tutti gli effetti nuovi paladini del metallo orrorifico tricolore.

Attitudine e immagine ovviamente più vicine ad Halloween che non a Natale, i Deathless Legacy ci offrono un bel dischetto, che horror è più nella forma che nella sostanza, declinata verso un heavy/power metal dai toni sinfonici ed epici più che gotici e tenebrosi.

Il combo si avvale di ottimi elementi, anche se è indubbio che a prendersi le luci della ribalta sono soprattutto la grandiosa vocalist Steva, dalla timbrica potente, roca e suadente al tempo stesso, e il tastierista Peter Blaurot, al secolo Alessio Lucatti, che abbiamo già apprezzato all’opera con Etherna, White Skull e Vision Divine, responsabile dei maestosi tappeti di tastiere e degli arrangiamenti sinfonici. Menzione doverosa per El “Calàver”, chitarrista di indubbia capacità, e per la sezione ritmica formata da C-AG1318 al basso e Frater Orion, alla batteria, relegati se vogliamo ad un ruolo secondario, ma comunque imprescindibile.

Le undici tracce offorno una proposta quanto mai variegata. L’intro è puramente sinfonica, tanto per mettere in chiaro uno degli elementi chiave della proposta; “Circus Of The Freaks” punta ad un mid-tempo cadenzato dal refrain particolare e quasi scherzoso; “Phantom Manor” e “Baal” respirano power metal a pieni polmoni mentre è con “Wolfgirl” che la vena propriamente horror emerge potente, l’interpretazione di Steva si fa allucinata e istrionica. Del pezzo è stato girato un video ufficiale, sanguinario e un po’ pacchiano, se vogliamo, ma d’atmosfera.

“Tiamat” va a scomodare la cosmogonia orientale, “The Tomb” e “The Graveyard” formano un dittico tematico, i due rovesci della stessa medaglia, dall’incedere possente e doom la prima, spigliata, briosa e con retrogusto seventiees la seconda. Abbiamo lo spazio per un paio di tracce di sapore fortemente power, prima di una “Skeleton Swing” deliziosamente fuori dagli schemi e saltellante, quasi ballerina.

Alla resa dei conti, “The Gathering” è un disco che si fa ascoltare molto volentieri, caratterizzato da una scrittura dei pezzi più che interessante e supportata da una buonissima componente tecnica e artistica, sia individuale che di gruppo. L’immagine horror appare a mio avviso più un retaggio e un omaggio al loro passato che non un elemento essenziale e caratterizzante della loro proposta.

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Tracklist:

01. The Gathering (Intro)
02. Circus of the Freaks
03. Phantom Manor
04. Baal
05. Wolfgirl
06. Tiamat
07. The Tomb
08. The Graveyard
09. The Dove Has Died
10. Smash Your Idols
11. Skeleton Swing


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