Depreciate The Liar – Dethrone Humanity

Forest
2014
Full Lenght
Deathcore
Noisehead Records

Nati a Sterzing nel 2011, ovvero in Vipiteno, i Depreciate the Liar ci consegnano nel 2014 il loro primo full-lenght “Dethrone Humanity”, preceduto un paio d’anni orsono dall’EP „Broken Structure” che io, purtroppo, non ho avuto il piacere di ascoltare. Ma poco importa perché quello che oggi mi appresto a recensire è un debutto con i fiocchi…anche se non privo di carenze, ma d’altronde la perfezione non è di questo mondo. E meglio così.

Nella bio ufficiale i Nostri si definiscono una band deathcore ed in effetti le sonorità che hanno largo spazio sul disco sono prevalentemente indirizzate in questa direzione, ma non solo. Mi azzarderei a dire che i “Depreciate the Liar” abitano quasi una terra di mezzo, sono i padroni del “Core” come territorio neutrale e, all’occorrenza, fanno un passo nell’una o nell’altra direzione attingendo dai vari ambiti e diventando a tratti più tecnici e veloci (math con eco di Meshuggah), a tratti più violenti e brutali (death/ grind con eco di Whitechapel) ma rimanendo sempre e comunque incazzati neri (hard!).

L’album si sviluppa attraverso dieci tracce per una lunghezza complessiva di quasi quaranta minuti. Quello che colpisce subito è la personalità della band: la opener “Dimwitted to Destruction” è un pugno sul muso dell’ignaro ascoltatore, che, senza fronzoli e senza alcun tipo di intro dal significato esoterico e dall’utilità dubbia, mette subito le carte in tavola chiarendo nel migliore dei modi di che pasta i cinque sudtirolesi siano fatti. La cosa che più mi ha convinto, in linea generale, sono i dialoghi che i Nostri riescono a creare tra gli strumenti, una sorta di botta e risposta (come nella title track e nella successiva “Cryogenic”) in cui le chitarre dialogano tra loro lasciando con cadenze alterne la parola alla parte ritmica, in strutture che non si appoggiano a soluzioni semplici o codificate ma che cercano la propria dinamica e il proprio spazio vitale. Il cantato si muove sempre tra shout e growl non disdegnando, all’occorrenza, la sovrapposizione delle due soluzione per caricare di forza ed impatto alcuni passaggi. L’album vive di momenti alterni, sfuriate si alternano a breakdown e a ritmi più cadenzati che a tratti raggiungono quasi lentezze doom (ma è un attimo) e restano sempre e comunque sostenute da un ottimo drummer che sembra avere il diavolo in corpo!

Tutto bello dunque? Quasi.

Quello che, a mio modesto parere e sentire, vive di una drammatica dualità sono:

a) La struttura delle tracce: ben collaudata e vincente ma piuttosto ripetitiva (la metà delle tracce, ad esempio, si apre con un intro di batteria e si caratterizza attraverso una parte centrale più lenta in cui prevale la strumentalità);

b) La marcata personalità dei Nostri: ha dato vita ad un prodotto assolutamente omogeneo che, leggendo la cosa in “negativo”, lo rende anche, in qualche modo, un po’ piatto in termini di variazioni sul tema.

Mi sento, quasi in chiusura di recensione, di fare una piccola critica che con il CD non ha nulla a che fare: la pagina Facebook dalla quale ho reperito le informazioni sulla bio è scritta in tedesco e in inglese (grazie a dio parlo entrambe le lingue e non ho avuto problemi) ma stiamo comunque parlando di una band italiana. Allora perché non scrivere anche una bio in italiano e dare a tutti i fans la possibilità di informarsi?

Detto questo (ovviamente in termini di critica costruttiva e non distruttiva), tanto di cappello ai Depreciate the Liar. Ci sono band che per un debutto così venderebbero l’anima al diavolo… ed altre che l’hanno già fatto.

Tracklist:

01. Dimwitted to Destruction
02. Recognize Reclaim Reconquer
03. Dethrone Humanity
04. Cryogenic
05. Exasperation
06. Vangance For The Betrayed
07. Inferiority Complex
08. There Shall Be No Mercy
09. Murder Those Who Infest
10. Cataclysmic Process


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