DGM – Misplaced

Forest

Full Length
Prog Metal
Scarlet Records

Un prog-metal condito di power, heavy e hard-rock di quello buono, questo è il nuovo disco, intitolato “Misplaced” degli italianissimi DGM. Questa è la quarta release discografica della band che si è imposta sulla scena internazionale come validissima risposta europea al sound di classe di band come Dream Theater o Symphony X, grazie anche al riscontro nelle vendite avuto nel lontano Giappone (più di 4000 copie in 10 giorni) e all’apprezzamento ricevuto in tutta europa, che come sempre è stata recepita in maniera un po’ freddina dall’Italia quando si tratta di band che valgono davvero; una volta di più è vero che non è molto difficile essere profeti in patria. La loro proposta spazia fra territori di inaspettata bellezza riuscendo a riportare a nuova vita quella proposta power-progressive che in molti casi era diventata anche un po’ stantia, con l’ausilio di contaminazioni variegate che prendono spunto dal power alla Stratovarius, e qua e là anche dai precursori Rainbow, in canzoni come “Living On The Edge” con una carica inaudita, unendo il tutto a parti più hard-rock come nella successiva “Is Hell Without Love?”, soprattutto nel riff di apertura; “Through My Tears” e “A New Day’s Coming” come giustamente sottolineato dalla stessa band vivono di una certa orecchiabilità, che non disdegna parti molto anni ’80 del più classico heavy-metal. Fra di esse si inseriscono con grande effetto, la ballata “Still Believe”, sognante e contraddistinta da una grande ricercatezza dei suoni e degli arrangiamenti con inserti sonori che creano una misteriosa atmosfera. Un coro in italiano suggella questa ricerca. Il metal nostrano ha ormai raggiunto quel grado di rispetto che consente di potersi affrancare dal semplice frasario anglofono per potersi esprimere anche nella propria madrelingua, e questo è solo un bene. Non bastasse già questo, una variazione di archi sul tema, fa da bridge verso un finale di rara bellezza. “Pride” riprende ancora quel filone hard-rock, già solcato in precedenza. Anche se la vera chicca resta “Amazing Journey” un brano emblema del prog-metal. Giocato su tonalità più basse e graffiate, nella prima parte, dalla bella voce del singer Titta Tani (anche batterista dei Necrophagia e dei Daemonia) che poi si aprono in un canto decisamente più in linea con il resto del platter. Non resta che la conclusiva “Perennial Quest” per suggellare un lavoro di grande valore, un’altra grande prova della Scarlet Records e di questi ragazzi. Non ci sarebbe nemmeno il bisogno di dirlo ma è da sottolineare a scanso di equivoci che la produzione è impeccabile ed in linea con le maggiori produzioni mondiali nel campo progressive. Per appassionati di progressive e tutti gli altri.

Tracklist:

01. Living on the Edge
02. Is hell Without Love?
03. Through My Tears
04. Still Believe
05. Pride
06. Amazing Journey
07. A New Day's Coming
08. Perennial Quest


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