Dragonhammer – Obscurity

Forest
2017
CD
Power Prog Metal
My Kingdom Music

Ritornati sulle scene con “The X Experiment” del 2013, i Dragonhammer sembrano intenzionati a mantenere il loro status di prime movers del progressive power metal italiano con il nuovo lavoro “Obscurity”
Il disco si pone in continuità con il precedente, riprendendo le mosse da dove eravamo rimasti ( una terra distrutto, un mondo post apocalittico in cui solo pochi sono i salvati, lanciati nello spazio alla ricerca di una qualche salvezza), ma con taglio più introspettivo, uno sguardo a quello che l’uomo ha dentro e lo ha portato, alla fin fine , alla distruzione.
A differenza di “The X Experiment”, “Obscurity” non ha invece tutto lo stuolo di ospiti e comparsate che il primo capitolo vantava, concentrandosi invece sulla sola line up ufficiale, completata dal nuovo drummer Andrea Gianangeli.
Il risultato è, se vogliamo, più asciutto e orientato all’heavy metal di stampo teutonico ma sempre sorretto da tastiere e un certo piglio sinfonico.
In alcuni frangenti mi sembra di risentire gli Angel Dust nella loro “seconda vita”.
I brani prettamente power non mancano, come l’incalzante “The Eye Of The Storm”, che apre le danze dopo la solita, immancabile intro. I ritmi sono discretamente sostenuti e la band suona compatta e potente. “Brother Vs. Brother” intesse un metal più cadenzato con sonorità seventies, grazie alle tastiere di Guilio Cattivera, così come la successiva “Under The Vatcican’s Ground” non fa sfoggio di velocità ma piuttosto di una “heaviness” quasi doom.
Nella voluta ricerca di una sonorità legata al passato, “The Game Of Blood” riporta in auge i fasti del metal neoclassico, con tanto di duelli tra chitarre e tastiera, il tutto molto malmsteeniano.
“The Town Of Evil” è metallo teutonico, punto, assolutamente non originale e assolutamente trascinante, mentre mi ha trascinato molto meno “Children Of The Sun” che, pur importante a livello narrativo, ho trovato piuttosto fiacca, per non dire della ballad “Remember My Name”.
Personalmente li preferisco quando picchiano furiosi, come in “Fightin The Beast”, o si ergono fieri e possenti come nella title track, che chiude il disco.
A tirare le somme, “Obscurity” mi è piaciuto un po’ meno del precedente… a parte questo è un disco di certo valido per una formazione valida e, come già detto solida e di indiscutibile qualità.

Tracklist:

01. Darkness Is Coming
02. The Eye Of The Storm
03. Brother Vs Brother
04. Under The Vatican's Ground
05. The Game Of Blood
06. The Town Of Evil
07. Children Of The Sun
08. Fighting The Beast
09. Remember My Name
10. Obscurity


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