Envidhia – Black Flowers

Forest
2004
Mini cd
Melodic Death Metal
Autoprodotto/
Sky Pro Media

Complimenti, davvero. Il passo avanti dei trapanesi Envidhia, rispetto alla prima relese di qualche tempo fa, è notevolissimo. Tutte le nove tracce di questa autoproduzione (fatico a definire ep un cd di 40 minuti) sono particolarmente ispirate. Le melodie, punto nodale di qualunque cd goth che si rispetti, sono ammalianti e ricercate ("My Son" è una litania di ottima fattura), così come ho trovato ben riuscite i riarrangiamenti di due brani presenti nel precedente "The Plague", ovvero "I Hate My Name" e "Shadow", certamente migliorati in questa versione (e non si tartta, semplicemente, di aggiunta di ninnoli: i ragazzi sono penetrati a fondo nella struttura della canzone). Se con "Flying Over" ascoltiamo un break dal sentore orchestrale, reminescenza del gotico in senso stretto (ovvero, il sublime nel terrore), con la citata "Shadow" arriviamo ad un brano veloce, dinamico, potente, maggiormente incline al death di stampo scandinavo (pur se contaminato dalla ricerca della melodia pura e semplice). "Song for the Coming Ages" possiede la stessa atmosfera malsana del film di Salieri cui si ispira (un porno di ambientazione ecclesiastica), mentre con "The Past…" torniamo a stilemi più death, sulla scia degli ultimi Dark tranquillity. Chiude la semi-ballad corale "Black Flowers pt.3", necessaria e trascurabile nel contempo. In definitiva: un cd che gode di buoni arrangiamenti, che crea atmosfere disparate, suonato con gusto, con una produzione discreta (certamente superiore al lavoro precedente della band), dalla passione palpabile e di sicuro impatto. La band, insomma, comincia a mostrare quelle potenzialità che avevo ravvisato. Continuare così.

Tracklist:

01. Black Flowers pt.1
02. My Son
03. I Hate My Name
04. Black Flowers pt.2
05. Flying Over
06. Shadow
07. Song for the Coming Ages
08. The Past Strange World
09. Black Flowers pt.3


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