Envidhia – The Plague

Forest
2004
Demo cd
Melodic Death Metal
Autoprodotto/
MW Promotion

Già nella bio, i trapanesi Envidhia mi avvisavano in merito alla produzione non eccelsa di questo cd, causa budget limitato. Effettivamente, questa non è delle migliori: soprattutto la batteria, causa missaggio non perfetto, sembra perdere qualche colpo strada facendo. Piccoli inconvenienti per chi non ha parecchi milioni da spendere per usufruire di produzioni stellari. La band si definisce come seguace del movimento melodic death di stampo svedese, affermazione che mi trova solo parzialmente d’accordo. È innegabile che le atmosfere sulfuree di brani come "I Hate my Name" o "Save the Saviour" siano più consoni al gothic metal (sempre di terra scandinava), piuttosto che alle improvvise accelerazioni di band come Dark Tranquillity o In Flames. Poco male, anche perché, in brani come la successiva "Shadow", la vena death torna a fare prepotentemente capolino (riff ipnotico, break centrale cantabile e accelerazioni al fulmicotone). Fin qui, tutto fila liscio. Forse un’eccessiva sensazione di dejà-vu, fornitami da una certa derivazione dei brani ascoltati. Dopo la breve e delicata "Monster", spiazzante ballad dal vago sentore medievaleggiante e dal feeling quasi blues, si arriva a quello che considero il pezzo migliore del lotto, ovvero "Take This". Qui, fra voci filtrate, riffoni monolitici sulla scia di Rammstein e N.I.N. ed un ritornello assolutamente sconvolgente (che mi ha riportato in mente le ultime creazioni della band si Steve Sylvester), i nostri sembrano dare il meglio. Piccoli appunti sparsi: ho trovato la voce del singer Mario più gradevole e personale nelle clean vocals (in effetti, molto teatrale e sofferta), che nello screaming, anche se non riesco a determinare se questo sia dovuto alla produzione casalinga o ad effettivi limiti del nostro. In definitiva: una demo che denota un buon livello nel songwriting, che sa essere "ruffiana" senza esserlo smaccatamente, certamente ricolma di passione e con ottimi spunti sparsi. Vi attendo, ovviamente, più "comprensibili" e meno derivati.

Tracklist:

01. Intro
02. I Hate my Name
03. Save the Saviour
04. Shadow
05. Monster
06. Take This
07. Outro


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