Enzo And the Glory Ensemble – In The Name Of The Father

Forest
2015
Full Lenght
Metal Opera
Underground Symphony

E’ la vigilia di Natale del 2015… mentre il mondo cristiano attende la nascita di Gesù, negli store musicali esce questo progetto di Enzo Donnarumma, chitarrista in forza ai Members Of God, gruppo salernitano autore di un bel disco di progressive metal di stampo cristiano.

Partendo dall’idea di dare musica e note alle preghiere della tradizione cristiana, Enzo un po’ alla volta ha messo in piedi un’opera ambiziosa, una vera e propria opera metal ricca di tratti sinfonici, orchestrazioni e influenze mediorientali.

Enzo si è occupato di scrivere la musica e di buona parte delle voci, delle chitarre, delle parti di basso e delle orchestrazioni, ma ha voluto accanto a sé una nutrita schiera di ospiti: Kobi Farhi degli Orphaned Land, Ralf Scheepers dei Primal Fear, Brian Ashland degli Shadow Gallery, Nicholas Leptos dai Warlord e Arrayan Path, Amulyn dai Whisper From Heaven e Tina Gagliotta dai Poemisia si passano il testimone alle voci, mentre Marty Friedman, Gary Wehrkamp e Mark Zonder prestano la loro bravura strumentale.

Siamo di fronte ad un’opera corale e solenne e ricca di pathos, e come poteva essere altrimenti, visto l’intima partecipazione di Enzo e di molti degli ospiti al messaggio veicolato dalle 12 tracce.

“In the Name of the Father” è l’omonima intro, caratterizzata dall’uso di strumenti mediorientali quali zourna, duduk e percussioni folk, con vocalizzi che mostrano la stessaorigine etnica. La scelta di questo innesto folk orientale è tutt’altro che occasionale, ma trova profonde radici nell’origine geografica del Cristianesimo.

“Psalm 63” è il salmo dell’anima assetata di Dio, scritto da Davide, qui proposto in veste power e molto epica; Enzo interpreta il testo inglese, senza nessuna modifica e adattandone perfettamente la metrica, in modo teatrale e sacrale, mentre Brian Ashland integra con una prestazione più progressiva. Percussioni, orchestra e cori rendono “The Lord’s Prayer” (Padre Nostro) prima rarefatto, poi via via più solenne, con Enzo a duettare con Kobi Farhi, presente anche in “Anima Christi”. La preghiera di adorazione si avvale di un esteso comparto di strumenti tradizionali per un pezzo molto etnico, che poi si potenzia e assume i connotati musicali del metal hollywoodiano di Turilli. “Glory Be to the Father” (Gloria al Padre) è delicato e mistico con l’eterea voce femminile di Amulyn; “Benedictus”, ovvero il cantico di Zaccaria, spazza via ogni delicatezza con un incedere decisamente più aggressivo, coadiuvato dalle voci vetrioliniche di Nicholas Leptos e Ralf Scheepers. “The Apostles Creed” (il Credo Apostolico), si getta a capofitto nelle atmosfere da musical, in cui la voce di Enzo, protagonista unica, si muove perfettamente a suo agio.

E’ il momento di “Hail Holy Queen” (Salve Regina), ballad drammatica e intensa, impreziosita da un solo di Marty Friedman che partecipa anche al seguente “Guardian Angel Prayer” (Angelo di dio), cantata da Amulyn. “Psalm 3” (Salmo della fuga di Assalonne, figlio di Davide) ritrova un percorso nettamente power e sinfonico, racconto della rivolta di un figlio contro il padre, racconto di battaglia e morte.

Ci stiamo avvicinando alla fine, è il momento di “Hail Mary” (Ave Maria), “Tina Gagliotta”: pianoforte, voce lirica e un arrangiamento che porta alla mente melodie della musica classica e dei canti della tradizione.

L’ultimo brano, “Maybe You” è tutto originale di Enzo Donnarumma. Se nelle linee melodiche ricorda, in qualche misura, la famosissima “I’m Sailing” di Rod Stewart, nell’attitudine, nello spirito, nell’incedere, assomma tutto il percorso musicale del disco, tutta la tensione verso l’alto, tutto il “desiderio di Dio” che permea il disco.

A livello di tematiche, sono sicuro che il disco troverà tanti detrattori quanto estimatori, a seconda di come uno si pone di fronte alla religione cristiana. Personalmente non faccio nessun segreto di essere, umilmente, credente e praticante; posso così apprezzare in pieno il grande e riuscitissimo sforzo di Enzo di trasportare nella musica che amo una piccola ma preziosa parte della nostra comune fede. Ciò non toglie che, a livello puramente musicale, siamo di fronte comunque ad un disco di rilievo, che chiunque ami il power sinfonico può davvero apprezzare

Tracklist:

01. In The Name Of The Father
02. Psalm 63
03. The Lord’s Prayer
04. Anima Christi
05. Glory Be To The Father
06. Benedictus
07. The Apostle’s Creed
08. Hail Holy Queen
09. Guardian Angel Prayer
10. Psalm 3
11. Hail Mary
12. Maybe You


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