Ephyra – Along The Path

Forest


Folk Metal
Bakerteam Records

I folkster comaschi Ephyra ritornano su Bakerteam con il seguito del loro debut autoprodotto “Journey” del 2013, porducendo un disco di buon livello, un folk metal con leggere spruzzate di death melodico di chiave nordica, rintracciabili soprattutto nella presenza del cantato growl.
Il sestetto composto da Nadia Casali (voce), Francesco Braga (growl), Matteo Santoro e Paolo Diliberto (chitarre), Alessandra Biundo (basso) e John Tagliabue (batteria) sta cercando, passetto dopo passetto, di ritagliarsi un posticino in una scena folk-metal , quella italiana, che sta danto i natali a sempre più interessanti band.

Nelle dieci (più intro) canzoni, la struttura folk metal in chiave celtica è chiaramente presente, caratterizzata dal doppio cantato maschile/femminile, da un buon lavoro chitarristico, specialmente nella creazione di riff robusti e coerenti e supportata da un lavoro della sezione ritmica molto attento, preciso e dotato di feeling. Curiosamente, non si sa a chi attribuire i suoni di violino, mentre alcune delle sonorità più marcatamente folk, sono affidate alle mani sapienti delle ospiti del disco, Lisy Stefanoni degli Evenoire al flauto e Silvia Bonino dei Folkstone all’arpa, a cui aggiungiamo Davide Cicalese dei Furor Gallico e Mattia Stancioiu che ha curato anche la registrazione.
Detto questo, di addentriamo nel disco, superiamo la classica intro e ci ritroviamo ad ascoltare un’ottima “Human Chaos”, pezzo di metallo battente con cui tutte le carte sono già messe in tavola.
“All At Once” è dinamica, veloce e scanzonata, metallo da taverna nella vena di certe cose dei Furor Gallico, qui rappresentati da Davide. Proseguiamo con la più cadenzata “Cruel Day” e la lunga “Flaming Tears”, interessante ma leggermente ripetitiva, forse bisognosa di essere un po’ accorciata. “Hope” è una ballad acustica soffusa che avrebbe fatto volentieri a meno del growl di Francesco in sottofondo. “Last Night” si apre come una sorta di power ballad che trova sprazzi di grande energia e linee melodiche decisamente accattivanti. “Riding With The Sun” è un altro buon brano dal tenore nordico con una bellissima arpa in evidenza. “Land’s Calling” cerca coordinate epiche ma li linee melodiche qua non sono così riuscite; “No Dream” scopre un avanzare lento e doomish, “Alive” rispolvera tutto l’armamentario folk-metal per chiudere in maniera positiva e ispirata un disco non eccezionale ma che rappresente un valido passo nella giusta direzione.

Tracklist:

01. Melancholy Rise
02. Human Chaos
03. All at Once
04. Cruel Day
05. Flaming Tears
06. Hope
07. Last Night
08. Riding with the Sun
09. Land's Calling
10. No Dream
11. Alive


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