Hesperia – Caesar

Forest
2017
Full Lenght
Metallo Italico
Sleaszy Records

Beh, che dire…

Dopo aver chiuso con METALLVM ITALICVM la tetralogia dedicata all’Eneide (qui la recensione), Hesperus si ripresenta sulle scene con un’altra opera ambiziosa: la prima parte di un concept su Gaio Giulio Cesare.

E ci vien da chiedere se esista un artista che, meglio di lui, possa mettere in scena la biografia di una delle personalità più influenti della Roma antica…?

La domanda è senz’altro retorica.

Hesperus ha creato un proprio genere musicale che combacia perfettamente con il suo stile e si è costituito una propria orda di legionari. Nessun altro come lui, sempre al limite tra genio e follia, è riuscito, finora, a creare opere così ricche, complesse, dettagliate, multi sfaccettate ma, al contempo, così ben definite e puntuali nel rimandare a concetti e temi ben precisi.

Hesperus ama ciò che fa. La cura maniacale di ogni dettaglio delle sue opere lo dimostra: l’uso della lingua e la ricerca che vi sta dietro, le grafiche, la puntualità dei riferimenti storici, l’utilizzo di strumenti tradizionali…tutto tende alla perfezione e, in un periodo in cui veniamo sommersi da produzioni pressapochiste, questo aspetto è ciò che ce lo fa amare quasi a-priori.

Tutte le informazioni relative alle liriche e alle tematiche trattate (fin nei minimi particolari della ricerca linguistica) li trovate agevolmente cliccando a piacere nella pagina FB di Hesperia; per quello che riguarda la parte musicale diciamo qualcosina qui…

Chi ha già familiarità con le opere di Hesperia sa bene cosa aspettarsi: un suono orientato all’Heavy Metal classico che contiene commistioni vagamente pagan (ma solo un accenno in alcuni passaggi), sonorità folkeggianti, ricami e passaggi vocali da cantautorato, atmosfere cinematografiche.

Su “Caesar” nella fattispecie troviamo influenze anni ’60 intarsiate su suoni e soluzioni molto moderne e marziali: la title track, ad esempio, sembra un pezzo dei Rammstein.

Per darvi una cifra della meticolosità con cui opera questo personaggio, basterà dire che il brano appena menzionato è cantato tutto in latino e la pronuncia usata non è quelle accademico-ecclesiastica ma quella antica, dell’età romana ai tempi di Cesare; “Ave Caesar” non veniva pronunciato, come ci hanno insegnato a scuola, “Ave Cesar” ma AUE KAISAR…consulente linguistico Andrea Verdecchia autore del libro I MITI ITALICI…e scusate se è poco!

La commistione del concetto si svela nella parte compositiva: gli studi sullo sciamanesimo nell’antica Roma hanno portato il Nostro a praticare yoga tantrico e fare uso di incenso commestibile (Boswellia Carterii) per aver più chiare le immagini delle epoche da narrare. L’elemento sciamanico, al livello musicale, è sottolineato da alcune sfumature psichedeliche con echi settantiani (ascoltate Romana Conspiratio) che, dove presenti, aggiungono alle liriche – già di per sé ricche – anche un tocco vintage.

La mia Hit personale è sicuramente De Bello Gallico: un vero e proprio inno bacchico che si distingue per un’atmosfera rarefatta dai marcati accenti folk e per un retrogusto puramente silvano, resina pura!

Il brano è stato, peraltro, suonato con la CROTTA (https://it.wikipedia.org/wiki/Crotta) strumento gallico, messo a disposizione da Behoram Uallas dell’Associazione Fortebraccio Veregrense (presso la cui sede è stato registrato lo strumento).

Altre chicche? Quante ne volete…

Il brano “Aegyptvs (Tema di Cleopatra)” ha un’atmosfera egizia ottenuta tramite composizioni su scale egizie e strumenti etnici e contiene un passaggio di musica lirica (nello stile del melodramma): il dialogo tra Cesare e Cleopatra è reso con il canto lirico di un tenore ed un soprano. La voce del tenore è stata registrata all’Arena Sferisterio di Macerata (MC) uno dei luoghi più importanti in Italia e nel mondo per la rappresentazione di opere liriche.

Nel finale di “Alea iacta est” si possono udire suoni ambient registrati personalmente da Hesperus presso il fiume Rubicone, a Savignano sul Rubicone, dove è segnato il confine tra la vecchia Gallia Cisalpina e Roma e dove si trova il ponte con la statua di Cesare e il fiume (il corso attuale) che Cesare attraversò quando disse la celebre frase “il dado è tratto”.

La tonalità della voce non è stata mai ne alterata ne modificata con alcun effetto, sono state semplicemente registrate più tracce vocali sovrapposte. Sono stati usati solo effetti di ambiente come riverberi e delay.

Alcune delle parti recitate sono tratte dal G.Cesare di Shakespeare, e altre da “La vita dei Cesari” di Svetonio.

Per rendere le Idi di Marzo in cui Cesare muore, è stata adattata in maniera tra sinfonico e metal la cover degli Iron Maiden “The Ides Of March”.

Sono stati programmati 11 video – (9 lyric video e 2 video) uno per brano – che usciranno periodicamente  nel 2017 su youtube, e insieme ricostruiranno l’opera multimediale.

Finito? No sicuro…

L’edizione limitata (100 copie) in BOX contiene oltre al normale digipak CD, anche degli omaggi: l’incenso usato per l’album e un Lituo in miniatura (bastone augurale sacerdotale e rituale italico-romano) ma soprattutto:
il mini gioco da tavolo “Alea iacta erit” (il dado sarà tratto), comprendente una mappa, un mini dado, istruzioni e pedine. Nel semplice gioco il giocatore si trova ai tempi di Cesare, e può decidere la storia (potrebbero vincere i galli, o il senato, o Cesare potrebbe sopravvivere all’attentato).

Pensate ci sia da aggiungere qualcosa?

EPICO.

Tracklist:

01. Ivlia Gens (Incipit) / Svpremvs Dvx
02. Trivmviratvm
03. De Bello Gallico
04. Britannia Capta Erit / Alea Iacta Est
05. Roma
06. Aegyptvs (Tema di Cleopatra)
07. Caesar (Tema di Cesare)
08. Romana Conspiratio (Tema di Bruto)
09. Divini Praesagii (Romanorvm Deorvm)
10. Le idi di marzo (The Ides of March)
11. Ivlivs Caesar (Divvs et Mythvs)


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