Hogs – Fingerprints

Forest
2018
cd
Hard Rock
Red Cat Records

Con gli anni a volte si cresce, si matura, si lasciano perdere certi modi di fare un pochino… diciamo… puerili. O forse no…
Prendiamo gli Hogs, ad esempio. Lasciata da parte un’immagine da “maiali”, come quella che la copertina del loro precedente “Hogs In Fishnet” lasciava a tutti gli effetti intendere ( e che non era per niente indicativa della bontà del disco in questione) ritornano con questo “Fingerprints”, non diversi ma più maturi e, non abbiamo timore di dirlo, migliori.
La musica segue sempre i dettami di un rock ‘n’ roll frizzante e divertente, la cui parola d’ordine è “far muovere il c**o”, ovvero ballare e saltare.
Con lo sguardo a 360 gradi su quanto la scena a stelle e strisce ha proposto tra gli ‘80 e i ‘90, in “Fingerprints” troviamo tanto rock, tanto funk, influenze stradaiole, richiami al pop inglese e al reggae, condensati in 11 tracce che centrano in pieno il loro obiettivo.
Riflessioni sull’amore, sui rapporti uomo-donna, sulla vita di tutti i giorni, con un tono scanzonato e che non si prende troppo sul serio, ovviamente.
Il funk-rock di “Man Size”, ad esempio, mette in scena un divertente battibecco tra due fidanzati (?): “Cosa cerchi in una ragazza?”, “Cosa cerchi in un uomo?” è il ritornello che si ripete e il brano si conclude inevitabilmente con la sconfitta del “cretino” di turno. “Australia Summerland” mischia brit pop , rock in odore di seventiees e un refrain da surf. Il jazz e la musica nera la fanno da padrona in “Down to the River”, basso e hammond dominano la scena per un pezzo di grande feeling e classe. Qui si tocca con mano che i nostri di musica ne sanno e non poco. Mi piace parecchio poi anche “Man Of The Scores”, con quel piglio stradaiolo misto al raggae ‘n’ rock dei Police, oppure il “manifesto” dei nostri, una groovie “Don’t Stop Moving” e la dolce/amara ballad finale, “Just For One Day”.
Gli Hogs si mostrano maturi e bravi, schietti e sinceri, preparati e divertenti, per cui il nostro plauso va a Francesco Bottai (chitarre), Luca Cantasano (basso) e Pino Gulli (batteria), musicisti di grande esperienza e dal lungo pedigree, ma, soprattutto, al vocalist Simone Cei, davvero bravo e duttile nella sua interpretazione. “Fingerprints” è un disco che si fa ascoltare e riascoltare, perfetta colonna sonora per le vostre vacanze on the road.

Tracklist:

01. Man size
02. Stinking like a dog
03. Mr. Hide
04. Australia summerland
05. Down to the river
06. Another dawn
07. Man of the scores
08. Can’t find my home
09. Jewish vagabond
10. Don’t stop moving
11. Just for one day

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